Imu e Tasi: Entro il 16 giugno l’acconto

Io e mia moglie ci stiamo preparando per il versamento dell’acconto Imu/Tasi del 16 giugno. Abbiamo un’abitazione principale che possediamo al 50% e in più mia moglie ha concesso in comodato gratuito a nostro figlio una seconda casa che possiede al 100% dopo la morte dei genitori. Come dobbiamo regolarci? Siamo molto confusi fra la Tasi e l’Imu.

Premettiamo che sulle abitazioni principali (residenza + dimora) bisogna pagare soltanto la Tasi.

Sulle seconde case, generalmente, oltre alla Tasi va pagata anche l’Imu. Se l’abitazione principale è posseduta al 50%, i due coniugi dovranno suddividere l’imposta annua esattamente a metà. A ciascuno quindi spetta il versamento del 50% dell’imposta complessiva.

Considerando però che l’acconto consiste nel versamento di solo metà del tributo dovuto dal singolo possessore nell’anno di riferimento, ogni coniuge entro il 16 giugno dovrà versare il 50% del tributo che gli spetta individualmente per l’intero anno.

Se il Comune non ha ancora stabilito le nuove aliquote 2015 (si può controllare sul sito del Dipartimento delle Finanze), bisognerà versare metà del tributo pagato nel 2014 sulla base delle vecchie aliquote, sempre che la situazione di possesso non abbia subito delle variazioni da un anno all’altro.

Quanto al secondo immobile, di proprietà al 100% della moglie e dato in comodato al figlio, le possibilità sono due:

saranno dovute Imu e Tasi come seconda casa,

oppure potrebbero esserci i margini per un’assimilazione ad abitazione principale.

I Comuni infatti hanno la facoltà di estendere lo stesso trattamento delle abitazioni principali agli immobili concessi in comodato gratuito a parenti in linea retta entro il primo grado che li utilizzano come abitazioni principali, a condizione però che il comodatario (in questo caso il figlio) appartenga a un nucleo familiare con Isee non superiore a 15.000 euro annui.

Di conseguenza:

se effettivamente è stato registrato un comodato,

se il figlio appartiene a un nucleo familiare con Isee non superiore a 15.000 euro annui,

e soprattutto se la delibera del Comune prevede l’assimilazione,

allora la madre potrà calcolare unicamente il prelievo della Tasi sulla base dell’aliquota applicata alle abitazioni principali, mentre il figlio, in qualità di occupante, dovrà versare dal 10 al 30% dell’imposta (a seconda della quota stabilità dal Comune).

Altrimenti, in assenza di questi elementi, andranno versate sia Imu che Tasi con aliquota seconda casa soltanto dalla madre.

 

Per informazioni: www.caf.acli.it

Imu e Tasi: Entro il 16 giugno l’acconto
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