In vacanza con i buoni

Sono oltre 20 mila gli italiani che hanno fatto richiesta dei buoni vacanza, compilando il  questionario on-line. Certamente non tutti sono riusciti a utilizzare l’esclusivo mezzo informatico; difatti le nostre strutture Cta, coadiuvate dal Patronato e dal Caf Acli, hanno aiutato tante famiglie nella compilazione del suddetto questionario, gratuitamente e facoltativamente. Di queste, circa 6.800 hanno già ottenuto i buoni, ma potranno usufruire della vacanza solo in bassa stagione.
Questo è un limite che deve essere superato. Se infatti le “ferie-discount” possono essere godute solo fuori stagione ciò si scontra con una questione di organizzazione familiare poiché chi ha figli non potrà andare in vacanza durante il periodo scolastico.
Il secondo limite dei buoni vacanza è che non possono essere utilizzati in nessun modo nel comune di residenza né fuori dall’Italia.
Il primo esperimento con i buoni vacanza è partito il 20 gennaio scorso, in sei mesi, il numero di operatori turistici che ha aderito all’iniziativa è quintuplicato, passando da 800 a oltre 4.000: più di 2.000 alberghi, oltre 200 villaggi turistici e altrettanti bed & breakfast.
Il sistema è legato al reddito e alla composizione familiare e prevede una scala di sconti che vanno da un minimo del 20 a un massimo del 45%. I 6.630 nuclei familiari, che a fine maggio hanno ritirato i buoni già pagati e che – se non lo hanno già fatto – possono utilizzarli a partire dal 23 agosto anche se scaduti a fine giugno, hanno ottenuto in media uno sconto del 41%.
Il profilo dell’utilizzatore medio, secondo i tecnici del ministero del Turismo, è quello di una persona di quarant’anni che vive in un nucleo familiare composto da tre persone. Per ottenere lo sconto del 45% e l’equivalente in buoni vacanze è necessario dimostrare un reddito lordo compreso tra 0 e 10.000 euro se si è single, da 0 a 15.000 se la famiglia è composta da due persone e da 0 a 20.000 se il nucleo è di tre persone. In ogni caso, l’ammontare dei buoni vacanza non può superare una cifra prestabilita (500 euro per i single, 785 per le coppie e 1.020 per le famiglie di tre persone).
Una volta compilato il modulo sul sito www.buonivacanze.it, non resta che andare a uno sportello di Banca Intesa Sanpaolo e versare la differenza tra il contributo statale e l’ammontare della vacanza. I buoni arriveranno a casa nei due tagli da 5 e 20 euro. Questa procedura di anticipazione ha prodotto molti problemi alle famiglie popolari che si sono viste costrette a un anticipo troppo avanzato rispetto alla vacanza.
Il Cta propone di ridurre il tempo del saldo a venti giorni prima della partenza, un uso europeo dei buoni e una loro validità annuale senza i vincoli brevi del primo esperimento. Si potrebbe seguire poi il modello francese nel quale i buoni vacanze sono defiscalizzati per il lavoratori dipendenti, il sistema non è molto diverso da quello dei buoni pasto: le aziende forniscono i voucher, le associazioni degli albergatori praticano gli sconti e l’Italia del turismo potrebbe riprendere un po’ di fiato.
*presidente nazionale del Ctagiuseppe.vitale@acli.it 

In vacanza con i buoni
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Fonte UNHCR
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