Incontro di studi 2010/ La memoria speranza per il futuro

Solo dalla memoria condivisa può nascere il futuro del Paese. È questo il messaggio emerso dalla seconda giornata dell’incontro nazionale di studi delle Acli che ha visto Franco La Torre, Rosa Calipari e Agnese Moro ricordare la coerenza e l’impegno verso il Paese che ha distinto i loro familiari, vittime di mafia o di terrorismo. La prima a prendere la parola è stata la figlia dello statista ucciso dalle Br nel 1978: del padre, Agnese Moro ha ricordato il rispetto per le istituzioni e per gli italiani e il desiderio di aiutarli – motivo per cui era entrato in politica – e di «tradurre in termini istituzionali le istanze, di pace, lavoro, diritti, democrazia» usciti dalla Seconda guerra mondiale. «Non siamo qui solo per ricordare – ha concluso la signora Moro – ma per riscoprire la nostra storia e capire chi siamo» prendendo spunto da «persone che hanno lasciato un segno con le loro scelte quotidiane». 

La memoria condivisa è il punto di partenza anche di Rosa Calipari, vedova dell’agente del Sismi Nicola Calipari ucciso nel 2005 mentre riportava a casa la giornalista Giuliana Sgrena.Le celebrazioni retoriche non servono a nulla, ha sottolineato la Calipari, «se ai giovani non si insegna chi erano queste persone».Alla memoria è legato un altro tema caro a Rosa Calipari: l’apertura dopo 30 anni degli archivi secretati. «Questo Paese ha bisogno di conoscere la verità – ha detto – ha diritto di capire i meccanismi che hanno portato alla strategia della tensione o alla strage di Ustica, di conoscere il ruolo che hanno avuto i servizi segreti stranieri». Dalla memoria nasce la speranza per il futuro, che per Pio La Torre, ucciso nel 1982 dalla mafia, voleva dire impegno per la legalità, per la pace e contro la speculazione edilizia, come ha ricordato il figlio Franco, assessore all’urbanistica a Manfredonia.Un intervento, il suo, fatto per scuotere un’Italia che vive «una sorta di apnea che ci obbliga a sforzarci di ricordare quali sono i valori fondanti di questo Paese a 150 dall’unità» e tra questi c’è «la difesa della conoscenza e del sapere, sottoposto in questi anni ad attacchi particolarmente virulenti». A Edo Patriarca le conclusioni della giornata: «Si può diventare testimoni di speranza se si fa un’operazione di verità sul Paese, se si dicono le verità anche scomode su quello che il Paese è diventato: senza prospettive per il futuro e senza un’idea del perché si sta insieme».

Incontro di studi 2010/ La memoria speranza per il futuro
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
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