Incontro di studi Acli 2015. La presentazione

Giustizia e Pace si baceranno. Ridurre le disuguaglianze per animare la democrazia: è il titolo che proponiamo per il tradizionale Incontro nazionale di studi delle Acli che, quest’anno, si svolgerà ad Arezzo tra il 17 e il 19 settembre. Sarà un momento di approfondimento culturale e di confronto comune (programma).

È così che affrontiamo la terza tappa di un percorso per rispondere alla nostra vocazione e riscoprire la nostra identità. È infatti la vocazione delle Acli la questione che abbiamo posto fin dall’Incontro del 2013: come abitare la storia che stiamo vivendo? Il tempo non è neutro o astratto, ma perché è calato in una storia ben precisa e delineata. Allora ci siamo interrogati sul tipo, sullo stile di presenza che ci viene richiesto, abbiamo intuito che non ci sono solo spazi sociali o virtuali da occupare, ma di processi da vivere per portare il nostro contributo al bene comune.

Un primo processo sociale di particolare importanza lo abbiamo proposto nell’Incontro del 2014 con Il lavoro non è finito. Il lavoro, in una società molteplice e frammentata, è ancora il primo fondamento di coesione sociale: il lavoro non frammenta, riunisce: affermavamo l’anno scorso. Le Acli possono (ri)trovare attorno al lavoro una spinta per (ri)generarsi. In questa direzione ci hanno confortato le parole di Papa Francesco, quando all’Udienza ci ha chiesto di realizzare un sogno: «dobbiamo far sì che, attraverso il lavoro – il «lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale» l’essere umano esprima ed accresca la dignità della propria vita. Vorrei dire qualcosa su queste quattro caratteristiche del lavoro».

Un ulteriore passo in avanti lo compiamo nel 2015 per rispondere alla vocazione per le Acli, proponendo un secondo processo. L’Incontro di studi 2015 si concentra infatti sulla giustizia sociale, perché osserviamo la forte crescita delle disuguaglianze che rompono la coesione sociale e pongono in stallo la democrazia che regola il nostro convivere.

La proposta di quest’anno è così intitolata: Giustizia e Pace si baceranno

Il titolo, tratto dal salmo 84, descrive l’avvento del mondo nuovo dove appunto giustizia e pace si baciano, e poco prima amore e verità s’incontrano. Emerge una festa del vivere pacifico che nasce dal superamento delle ingiustizie, del vivere nella concordia che si realizza quando la verità non è offuscata da ideologie o menzogne.

Come scriviamo nel Manifesto di presentazione del tema, per gettare le fondamenta di una giustizia il nostro primo compito è riscoprirci popolo, dobbiamo «passare dal “non mi riguarda” al “mi preoccupo dell’altro”… Serve l’impegno per una rivoluzione relazionale che ci permetta di riscoprire l’appartenenza a un comune destino. Per questo è essenziale il ruolo politico e non solo esecutivo, dei corpi intermedi, che sono in grado di essere collante tra le persone e che diventano filtro e ammortizzatore tra i singoli cittadini e le istituzioni».

Il programma prevede studiosi, testimoni della società civile, del mondo politico ed ecclesiale. Ci saranno spazi di studio e altri di dibattito, momenti di spettacolo e altri di preghiera. 

Per approfondire il contesto e i temi dei lavori in programma, invitiamo alla lettura del volume Giustizia e pace si baceranno, a cura della funzione Studi delle Acli, e dell’allegato Atlante delle disuguaglianze, a cura dell’Iref.

Le informazioni logistiche per partecipare.

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