Arriviamo a Roma.
Dopo Bergamo e Napoli il percorso in preparazione all'Incontro nazionale di Studi affronta la terza tappa.
Il 12 e 13 aprile saremo presso la Casa generalizia figli dell’Immacolata Concezione – Centro Servizi Caf Acli, vicolo del Conte 2, Roma.
I primi due Seminari hanno messo a tema la crisi economica e le ingiustizie sociali, che provoca, e le potenzialità rigenerative della partecipazione sociale e civile.
Con il prossimo seminario approfondiremo i temi della crisi democratica e delle nuove forme di partecipazione con
padre Francesco Occhetta sj, scrittore de "La Civiltà Cattolica"; Maria Paola Faggiano, sociologa; Giovanni Cogliandro, docente di filosofia.
Negli allegati:
- la sintesi del Seminario di Napoli,
- il programma del Seminario di Roma
In questo senso la cittadinanza assume un significato adulto, vuol dire essere cittadini criticamente capaci di autonomia, partecipazione e condivisione, maturate sviluppando competenze sociali che implicano la conoscenza delle dimensioni fondanti che regolano la società e l’attitudine a comunicare, scambiare, negoziare, relazionarsi con gli altri in modo costruttivo, per elaborare un progetto di società condiviso.
La passività, al contrario, non è contemplata in un concetto di cittadinanza piena; è una deriva che infligge un vulnus al sistema democratico: Alexis de Tocqueville era solito affermare che “quando il cittadino è passivo è la democrazia che s’ammala!”
Se, dunque, la Repubblica è tenuta ad un intervento positivo per assicurare la partecipazione (secondo quanto emerge dalla nostra Costituzione), il destinatario di questa condizione di vantaggio non può – come sosteneva acutamente Fabio Saverio Severi – : "restare passivo a godere dei benefici della vita associata, ma è a sua volta tenuto ad adempiere il dovere di concorrere alla vita attiva della comunità […]. Partecipare non è una mera eventualità, ma una condizione essenziale perché lo Stato stesso esista ed i consociati trovino in esso la collocazione conforme alla loro natura di persone consapevoli del proprio ruolo di compartecipi della sovranità".
Partecipazione e cittadinanza saranno tra i temi del prossimo Seminario a Napoli che si svolgerà il 22 e 23 marzo 2013 in preparazione all'Incontro Nazionale di Studi.
É possibile leggere il programma del Seminario in allegato.
Al Seminario di Bergamo, 21-22 febbraio 2013 il dibattito è ruotato attorno a tre parole chiave: crisi, partecipazione e cittadinanza.
In Abitare la storia: le Acli nel passato, nel presente e verso il futuro, ne parla su L'Eco di Savona Michele Alluigi, uno dei partecipanti.
Come si può stimolare nella gente il senso di appartenenza a un'associazione e la voglia di partecipare alle sue attività?
Come rilanciare e promuovere in modo efficace le iniziative per coinvolgere nuove persone e portare nuova linfa nell'associazione?
Da qualche tempo la riflessione di chi si occupa del rapporto tra i media e l’educazione si è spostata verso il tema della cittadinanza e le ragioni di questo fatto sono diverse.
Prima di tutto il ruolo che i media sono andati sempre più assumendo nella rappresentazione della politica e dei politici è la conseguenza del fatto che il nostro occuparci di politica viene ridotto a discorso, nell’illusione che verbalizzare il dissenso o il sostegno sia già “fare politica”.
L’altra ragione del rapporto che lega i media con il tema della cittadinanza è la loro natura di “finestra sul mondo” che induce la convinzione che attraverso essi si rimanga informati su quanto accade in ogni angolo della terra.
La terza ed ultima ragione ha a che fare con lo sviluppo dei media digitali e del Web 2.0, due processi che hanno influito in profondità sul nostro modo di pensare la funzione sociale delle tecnologie di comunicazione e il consumo mediale.
Questo scenario chiede all’educazione un nuovo tipo di approccio in grado di articolare saperi tradizionalmente diversi, come la pedagogia e la ricerca storica, proprio grazie alla centralità dei media.
Il rapporto è stato curato, per il decimo anno consecutivo, dallo sportello immigrati del circolo Acli "Ora et Labora" come contributo alla conoscenza del fenomeno migratorio e alla valorizzazione delle reti culturali e sarà presentato pubblicamente al fine di creare un momento di confronto sull'estensione dei nuovi diritti di cittadinanza, soprattutto ai figli degli immigrati nati in italia.
La ricerca sarà analizzata dal presidente circolo "Ora ed Labora", Sante Pirrami e sono previsti gli interventi di Roberto Morroni, sindaco di GualdoTadino, Carlo Di Somma, presidente di Federsolidarieta' e vicepresidente vicario di Confcooperative dell'Umbria e Francesca Di Maolo, della Commissione problemi sociali e lavoro della Diocesi di Assisi, Nocera e Gualdo Tadino.
Presiede e conclude il presidente delle Acli provinciali di Perugia, Antony Xavier Ladis Kumar.
“Solo con una nuova legge sulla cittadinanza ci sarà la svolta nell’integrazione degli stranieri. Solo dando i diritti si possono imporre i doveri” lo ha affermato da Palermo, il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, intervenendo al seminario promosso dal Patronato Acli: “Integrazione, legalità, cittadinanza. Una scommessa per tutti. Il nuovo volto dell’immigrazione”.
“Occorre lavorare sull’integrazione a partire dagli italiani- ha aggiunto Olivero- rimovendo pregiudizi e aprendo gli occhi sui fatti”.
Lo ha affermato da Palermo il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, intervenendo al seminario promosso dal Patronato Acli: “Integrazione, legalità, cittadinanza. Una scommessa per tutti. Il nuovo volto dell’immigrazione”. L’appuntamento ha aperto nel pomeriggio la quattro giorni organizzata dalle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani sul tema del lavoro e dell’immigrazione in Italia e in Europa, con il sostegno della Commissione europea e del Centro europeo per i problemi dei lavoratori (Eza).
«Occorre lavorare sull’integrazione a partire dagli italiani – ha aggiunto Olivero - rimuovendo pregiudizi e aprendo gli occhi sui fatti. Non mancano infatti le difficoltà nella convivenza, ma la realtà ci dice che l’immigrazione da tempo sta offrendo all’Italia un grande contributo sul piano del benessere economico e sociale, a partire dalla crescita demografica».«Pil demografico» lo ha chiamato Gian Carlo Blangiardo, dell’Università Bicocca di Milano/Ismu, intervenendo al seminario. Cioè «il patrimonio demografico collettivo di un Paese, il futuro che abbiamo. Ed il primo contributo degli immigrati per l’Italia – ha detto - è in questo campo». Roberto Lagalla, rettore dell’Università di Palermo, ha ribadito «il ruolo fondamentale della cultura, della scuola e delle università in particolare per l’integrazione degli studenti stranieri con il territorio e le istituzioni».
Marco De Giorgi, delll’Ufficio nazionale per le discriminazioni razziali (Unar) ha citato i 1000 casi di discriminazione segnalati nel corso dell’anno, parlando della crescita di un nuovo tipo di razzismo, «che fa percepire la discriminazione come accettabile e finisce per autorizzare indirettamente la violenza».Fabrizio Benvignati, vicepresidente delegato del Patronato Acli, ha raccontato i 10 anni di servizio accanto agli immigrati e «l’integrazione quotidiana cresciuta col tempo davanti agli sportelli, fra gli utenti italiani, spesso anziani e pensionati, e gli stranieri, accumunati da bisogno di assistenza e tutela. I servizi sociali – ha ribadito - sono un canale privilegiato per la promozione dei diritti e l’integrazione dei cittadini immigrati».
«Un lavoro che ha costretto la stessa associazione a rinnovarsi e ripensarsi» ha aggiunto Santino Scirè, vicepresidente nazionale e presidente delle Acli siciliane. E Olivero ha concluso: «Si deve aprire ora una nuova fase per le Acli. Dobbiamo diventare associazione di migranti, non solo di servizi per stranieri. Dobbiamo dare maggiore voce e protagonismo ai cittadini immigrati».
Infine, l’intervento del cardinale Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, che ha ricordato «l'immigrato Giovanni Paolo II» il suo "vengo da lontano, se mi sbaglio mi corrigerete". «Dinanzi a un mondo globalizzato – ha detto – serve una visione globale, non globalizzante, con al centro la persona umana».