B. Filippo - Venerdì 24 Maggio 2013
Visualizza articoli per tag: crisi
Giovedì, 16 Maggio 2013 14:45

“Lavoro, aiuto e mi piace”

All’inizio della Val Brembana 6 cooperative sociali creano occupazione per tutti anche in tempo di crisi e tengono insieme la comunità.

Pubblicato in Esperienze
Si parla della “Società frammentata” e di giustizia sociale all’incontro organizzato per il 15 maggio dalle Acli della zona di Bollate Groane (Mi).

L’appuntamento è alle 21.00 presso la sala Paolo VI in via Leone XIII a Bollate. Interviene come relatore, padre Giacomo Costa, teologo, politologo e direttore di Aggiornamenti sociali, la rivista dei Gesuiti italiani che approfondisce questioni della vita sociale, politica ed ecclesiale. Modera Diego Motta, giornalista di “Avvenire”.  

Tra i punti che affronterà p. Costa vi sarà anche quello del welfare, che, secondo il relatore,   “non va considerato un peso, ma un investimento, un fattore che permette uno sviluppo a vari livelli: tutelando le relazioni familiari e il benessere dei cittadini prima che escano da sistemi produttivi”.

L’incontro vuole essere un’occasione di formazione politico-culturale, per fornire gli strumenti di comprensione della crisi del nostro tempo e aiutare le persone a superare lo smarrimento che vivono.
Pubblicato in news dal territorio
Giovedì, 09 Maggio 2013 11:37

Padova: Il turismo sociale nella crisi

“Turismo sociale nel tempo della crisi”. Ne discutono a Padova cento dirigenti del Centro turistico Acli. L’appuntamento è per il 10 maggio presso la Sala Rossigni del Caffè Pedrocchi. Al centro dell'incontro il diritto alla vacanza per tutti.

“Per tutelare il diritto alla vacanza dei lavoratori e delle famiglie – afferma Pino Vitale, presidente nazionale del Cta – è necessario un cambiamento, superando ogni mentalità assistenzialistica e puntando alla qualità dei servizi e  all’impresa sociale.

Per condizionare il mercato con la forza della domanda, studieremo con esperti e ascolteremo dalla voce dei nostri operatori i cambiamenti, per definire le nuove strategie”.

Molte le presenze e gli interventi della tre giorni: da Giuseppe Vitale, presidente nazionale Cta, a Gianni Bottalico presidente nazionale Acli, all'onorevole Gianni Pittella, al vescovo di Padova, mons. Renato Maragoni, vicario episcopale della diocesi di Padova.
Pubblicato in news dal territorio
Mercoledì, 17 Aprile 2013 11:09

Treviso: Donne nella crisi

Anche le Acli di Treviso tra gli organizzatori del convegno “Donne nella crisi. Italia, Grecia, Tunisia” organizzato a Treviso per il 19 aprile alle 17.00 nella sala conferenze della Camera di commercio di Treviso.

Tema dell’incontro la maggiore fragilità femminile durante i periodi di crisi: perdita del lavoro e abbandono da parte dei mariti che cercano impego all'estero accompagnano spesso le donne nei momenti difficili.

Durante il convegno sarà presentato il rapporto “The impact of the economic crisis on the situation of women and men and on gender equality policies” dell’Enege, la fondazione europea di esperti di studi di genere.

L’analisi copre i ventisette paesi membri dell’Unione europea, i paesi dell'Efta (European free trade association) e tre paesi candidati. Lo studio va dal 2005 e al 2010.

Intervengono: Paola Villa, sociologa veneta rappresentante del rapporto europeo “Donne nella Crisi”; Sonja Mitralia, responsabile del movimento europeo “Women against austerity”; Hafidha Chekir, costituzionalista tunisina e rappresentante dell’Association des femmes democrates; Katia Marchesin, imprenditrice trevigiana e ambasciatrice per la rete europea degli imprenditori.
Pubblicato in news dal territorio
Mercoledì, 17 Aprile 2013 09:43

Piemonte: In piazza con in sindacati

Le Acli piemontesi aderiscono alla manifestazione indetta da Cgil Cisl Uil per il 18 Aprile per protestare contro la politica del governatore regionale Cota.

“I lavoratori e le famiglie piemontesi sono al limite – denunciano le Acli – non possono attendere oltre. Di fronte a un 2013 che si sta prospettando ancora più duro e difficile dell’anno passato la giunta Regionale del Presidente Cota non può limitarsi a gestire l’ordinario tagliando servizi essenziali e destrutturando i presidi di coesione sociale delle nostre comunità aumentandone le diseguaglianze sociali. Enti locali e Terzo Settore, non possono più garantire quel minimo di solidarietà e di assistenza sociale che ha tenuto insieme le nostre comunità”.

“La sanità, i trasporti, la formazione professionale e le politiche attive del lavoroil sistema delle piccole e medie imprese, le politiche abitative e l’agricoltura sono tutti settori in grande affanno per i tagli alle risorse e per gli effetti concatenanti che rischiano di provocare nel nostro territorio”.

“Ciò che preoccupa maggiormente le Acli piemontesi sono le conseguenze sociali a breve e medio termine che, se non si interviene subito, rischiano di peggiorare radicalmente le condizioni di vita di migliaia di famiglie piemontesi”.

“Alla giunta del presidente Cota chiediamo una immediata inversione di rotta. Chiediamo concertazione e politiche che sappiano mobilitare le risorse migliori della nostra Regione, tagliando gli sprechi e riorganizzando gli investimenti con azioni che sappiano guardare al futuro. Occorre una maggiore equità nelle politiche di rigore e azioni concrete per un maggiore sviluppo. Agire diversamente significa condannare il Piemonte ad un rapido declino e a pagarne le conseguenze maggiori sarebbero ancora le fasce della popolazione più deboli”.
Pubblicato in news dal territorio
Martedì, 16 Aprile 2013 11:50

Le idee delle Acli per il Sulcis

Protestano davanti ai palazzi del potere, salgono sulle torri, si barricano in miniera, occupano piazze: sono i lavoratori sardi colpiti dalla crisi che ha già mietuto tante vittime nelle aziende italiane.
“Ora – racconta Fabio Meloni, vicepresidente delle Acli regionali della Sardegna – i presidi si sono interrotti perché i lavoratori sono senza interlocutori, non c’è un governo che li possa ascoltare, ma lo stato di agitazione non si è mai fermato”.

Nel Sulcis, zona mineraria, la situazione è ancora più grave rispetto ad altre parti dell’isola. La Carbosulcis che estrae il carbone è in difficoltà, l’Alcoa ha spento i forni e gli operai da mesi non prendono né stipendi né sussidi, i 350 dipendenti dell’Eurallumina, produttrice di alluminio, sono in cassa integrazione.
Le aziende medio piccole, quelle con 80-100 dipendenti stanno chiudendo portandosi dietro nel baratro tutto l’indotto. A dicembre, a quelle dei padri, si è aggiunta la protesta dei giovani. Si chiamano “I figli della crisi” e sono ragazzi sotto i trent’anni che temono di non avere nessun futuro nell’isola, si sentono condannati. “Anche i giovani ora si sono fermati, aspettano un interlocutore politico che al momento non c’è”.

“Di fronte a questa situazione – continua Meloni – come Acli ci siamo dati due obiettivi: da un lato, di fronte al disastro occupazionale possiamo fare sensibilizzazione, dare vicinanza politica ai lavoratori per evitare che siano dimenticati. Dall’altro, stiamo cercando di affrontare il problema sociale, la povertà sempre più forte. I segnali della Caritas sono allarmanti. Famiglie che prima erano considerate senza problemi oggi vanno alla mensa della Caritas o chiedono vestiti. Il degrado sociale è altissimo. Sono aumentati i suicidi, le separazioni, l’alcolismo”. A Cortoghiana, per ridurre il problema, il presidente del circolo Acli, Bruno Rigato, ha dovuto chiudere il bar: “Era frequentato a tutte le ore da ‘droghini’ e alcolizzati”.
Una piccola risposta viene dai seminari organizzati nelle sedi Acli per imparare a gestire l’ansia e lo stress. “Sono un tentativo per sostenere la rabbia generale che c’è nelle persone, nelle famiglie – spiega Carlo Dessì, presidente del circolo Acli San Giovanni Suergiu, in provincia di Carbonia-Iglesias – ma il risultato è tutto da verificare”.

“Sul fronte lavoro – ricorda Meloni – organizziamo corsi di inglese e di informatica di base per offrire nuove possibilità ai disoccupati. Proponiamo screening delle competenze e corsi di autoimprenditorialità”.
“Conoscere il mercato di riferimento, capire come fondare un’impresa, fare un business plan sono alcuni degli aspetti che abbiamo esaminato durante i nostri corsi. – racconta Mauro Carta, presidente delle Acli cagliaritane – L’obiettivo è quello di sfruttare il bando “99 ideas” che partirà a metà anno e gran parte dei fondi saranno dedicati all’autoimprenditoria. Tanto che molto comuni ci hanno chiesto di svolgere questi seminari anche nei loro territori: lo faremo a Iglesias, a Portoscuso, a Santabi”.

Al concorso partecipano anche le Acli provinciali di Cagliari, Ipsia Sardegna e Acli Terra con tre idee:
il microcredito a supporto dell’agricoltura, il turismo sostenibile e la valorizzazione del territorio partendo dai bisogni di lavoro, salute, tutela dell’ambiente e crescita culturale delle popolazioni..
Una commissione di valutazione selezionerà le 6 migliori idee tra quelle presentate, però intanto prende il via la votazione online. Le 10 idee che riceveranno il maggior numero di voti potranno ottenere una menzione speciale da parte della commissione di valutazione.

Chi perde il lavoro si rivolge alle Acli. Nella sede provinciale i giovani e i disoccupati trovano sia corsi di orientamento al lavoro e bilancio di competenze sia un servizio di incontro tra domande e offerte di lavoro: “Aiutiamo le persone a scrivere il curriculum e la lettera di presentazione, forniamo un elenco di indirizzi dove inviare la candidatura, forniamo un bagaglio di strumenti per affrontare la ricerca di un lavoro. Chi non ha mai lavorato o da lungo tempo non cerca un impiego ha bisogno di essere accompagnato. È un’iniziativa che sta partendo in sede provinciale ma che vogliamo portare anche nel Sulcis e nel medio Campidano”.
“Moltissimi vengono a al circolo chiedendo se conosciamo persone a Milano e Torino che li aiutino a trovare lavoro – racconta Dessì – Ancora non abbiamo l’emigrazione degli anni ’50, ma c’è un buon esodo. Molti giovani – anche laureati – vanno nei campi a lavorare a giornata occupando gli spazi che gli extracomunitari, emigrati dalla Sardegna, hanno lasciato”.

Se il lavoro non arriva, si vive di sussidi o delle 5.000 pensioni che sostengono il Sulcis. “Nel nostro circolo – racconta Dessì – le code giornaliere per lo sportello del Patronato Acli o per il caf sono molto lunghe. Le pratiche per i sussidi sono cresciute in modo esponenziale, perché chi ha perso il lavoro si trova il reddito tagliato e gli ammortizzatori sociali hanno la loro tempistica. Ci sono persone che chiedono la riduzione delle utenze, l’esenzione dei libri per i figli che studiano. Le attività aggregative invece si sono un po’ ridotte. Chi ha tempo libero lo usa per la sopravvivenza quotidiana, per le pratiche. Qualcuno ha ripreso a coltivare l’orto per soddisfare il fabbisogno domestico”.
Altro comune, Cortoghiana, stesse file: “Questa mattina – racconta Bruno Rigato, presidente del circolo Acli – l’operatore del Caf ha dovuto lavorare un’ora in più del solito per soddisfare tutte le richieste. C’era una fila di 12 persone perché l’ufficio del lavoro aveva finito i moduli e non poteva fare fotocopie. Fin’ora abbiamo riempito moltissime domande per i voucher lavoro regionali ma nessuno è stata chiamato a lavorare. Siamo anche molto impegnati con i bandi europei e con le domande di chi vuole partecipare al bando nazionale 99 idee per il Sulcis”. Il concorso, che scade il 22 aprile, vuole trovare soluzioni per riconvertire l’economia e ripulire il suolo.

Ma dalla crisi si può uscire. Per le Acli di Cagliari la soluzione può essere la formazione. “Vogliamo formare figure legate al turismo, agli sport marini, alla pesca, alla risorsa mare, al volontariato, al servizio civile e all’assistenza familiare. Sono figure che mancano e che potrebbero migliorare l’economia”.

Una commissione di valutazione selezionerà le 6 migliori idee tra quelle presentate, però intanto prende il via la votazione online. Si può esprimere il proprio gradimento cliccando su "Like" e condividere gli abstract sulla propria pagina Facebook. Le 10 idee che riceveranno il maggior numero di voti potranno ottenere una menzione speciale da parte della commissione di valutazione.

Per lo sviluppo del Sulcis, le Acli propongono il microcredito a supporto dell’agricoltura (codice di voto Su226), il turismo sostenibile (codice di voto Su227) e la valorizzazione del territorio partendo dai bisogni di lavoro, salute, tutela dell’ambiente e crescita culturale delle popolazioni.

Pubblicato in Esperienze
Mercoledì, 10 Aprile 2013 09:58

Milano: Incontro con Salvatore Natoli

“La questione morale della responsabilità” è il tema dell’incontro organizzato per il 10 aprile 2013 dai circoli Acli della zona di Bollate Groane (Mi) all’interno del ciclo “Nella stagione della crisi - Tracce di futuro”.
L’appuntamento è alle 21.00, presso la Sala Paolo VI, in Via Leone XIII a Bollate.

Interviene Salvatore Natoli, docente di Filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, modera Diego Motta, giornalista di Avvenire.

L’incontro nasce come occasione di formazione politico-culturale, per comprendere l’attuale crisi e capire come superarla.
Pubblicato in news dal territorio
Mercoledì, 03 Aprile 2013 09:30

Pesaro: Giornata "Ripartire dalla famiglia"

“Ripartire dalla famiglia per guardare oltre la crisi”. Questo il tema della giornata di riflessione e di festa organizzata dalle Acli di Pesaro per il 7 aprile presso palazzo Granari in via Rossigni.

Il programma prevede una tavola rotonda alle 17.00, alle 18.00 lo spettacolo “Pop economy” a cura di Banca etica e alle 19.00 un aperitivo.

Partecipano alla tavola rotonda: Melania Macchiarola, presidente Forum associazioni familiari Pesaro; Michele Ricci, presidente Mcl Pesaro; Maurizio Tommasini, presidente Acli Pesaro; Riccardo Milano, giornalista.

Alle 17.00 per i più piccoli sarà attivo il laboratorio “Suoni e colori” a cura di Michele La Paglia. I partecipanti al laboratorio devono portare una scatola di cartone.
Pubblicato in news dal territorio
Per lo sblocco dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni alle imprese.

L'Associazione dei comuni italiani chiede al presidente Monti un decreto che sblocchi subito 9 miliardi da impegnare per spese in investimenti ed opere.
Ma senza risposte concrete entro la prima metà di aprile, i promotori dell'iniziativa chiederanno ai comuni di autorizzare tutti i pagamenti dovuti, utilizzando un modello di delibera con l’obiettivo di garantire la coesione sociale ed i servizi essenziali delle comunità.

"L'Europa è di fronte ad un bivio", afferma il presidente delle Acli Gianni Bottalico, "ci sono scelte che possono portare alla disintegrazione come quella dei prestiti forzosi sui conti dei cittadini più deboli, che da alcune parti si vorrebbe sperimentare a Cipro, oppure quella delle politiche di sviluppo. Le richieste dell'Anci che appoggiamo convintamente, si collocano in questa seconda prospettiva e possono contribuire a dare un po' di ossigeno alla domanda interna".
Pubblicato in news nazionali
Lunedì, 18 Marzo 2013 13:19

Una luce in Fondo al tunnel

A volte bastano pochi euro per superare un momento di scoraggiamento e guardare con più fiducia al futuro; ma oltre l’aiuto concreto del momento, che ti fa ripartire, sapersi guardati e accompagnati nel tempo, fa molto di più.

È l’esperienza degli operatori e delle organizzazioni ecclesiali che hanno reso possibile il Fondo Famiglia e Lavoro, la mamma di tutti i fondi di solidarietà: promosso per volontà dell’allora arcivescovo Tettamanzi dalla diocesi di Milano, nel 2008, è stato portato avanti sul campo in particolare da Acli e Caritas.
Eravamo all’inizio della recessione che continuiamo a chiamare “crisi”: la politica, le istituzioni, gli esperti accatastavano dati e motivi di allarme ma poche soluzioni. La Chiesa, la comunità cristiana in Italia, invece fu probabilmente la prima a mettersi in moto nel concreto: il Fondo, incrementato esclusivamente da libere donazioni, intendeva aiutare famiglie e persone italiane e straniere che residenti sul territorio della diocesi ambrosiana, in difficoltà per mancanza o precarietà del lavoro a causa della crisi economica.

Proprio una mamma è la protagonista di una degli interventi che hanno coinvolto le Acli. Ce lo racconta Luisa Seveso, presidente delle Acli di Como, una delle diocesi italiane che si sono attivate con strumenti identici o analoghi a seguito dell’intuizione milanese: “Era una donna con un bimbo piccolo segnalataci dalla Caritas: non aveva i soldi per mandare il figlio all’asilo nido e liberarsi così per cercare e tenere un qualsiasi lavoro. Noi abbiamo una cooperativa che gestisce anche un asilo: le abbiamo chiesto solo una quota di partecipazione bassissima, anche per una questione di dignità. Ma abbiamo voluto andare oltre: siamo riusciti, con i nostri servizi, a inserirla in un progetto per mamme con bambini. Prima una borsa lavoro, riconfermata – perché è proprio una donna in gamba – e poi l’assunzione. Così lei ha risolto la sua situazione di disagio, il bambino è rimasto all’asilo e via così”.

Nel novembre 2012, la diocesi di Como di fronte all’evidenza del bisogno ha lanciato la cosiddetta “fase 2” del fondo.
In quell’occasione sono stati resi noti anche un po’ di numeri sulla prima fase, aperta nel 2009: hanno partecipato oltre 150 comunità parrocchiali, che hanno sostenuto circa 700 nuclei familiari, distribuendo poco meno di 800 mila euro, con una media di erogazione di circa 1.200 euro. La liquidità del Fondo è stata garantita da un flusso di offerte, di raccolte straordinarie, di liberalità spontanee. Dall’altro lato, c’è anche chi è riuscito a restituire parte dell’aiuto ricevuto, nella consapevolezza che sono in troppi a trovarsi in difficoltà.

Dai dati a disposizione delle Acli (aggiornati a ottobre 2011), emergono anche dei profili delle persone aiutate e soprattutto raggiunte: l’età media dei richiedenti è intorno ai 42 anni, quasi equamente suddivisi tra italiani e stranieri e prevalentemente appartenenti a nuclei famigliari completi e relativamente numerosi (papà, mamma, figli e a volte altri parenti a carico).

A proposito di stranieri, c’è la vicenda di un’altra donna “una signora tunisina  – ci racconta la Seveso –  con dei bambini piccoli. Il marito aveva perso il lavoro ed era andato in grave depressione. Lei aveva trovato un lavoro part-time in una casa di riposo in cui era molto apprezzata, ma non poteva essere assunta senza il titolo di operatrice socio-sanitaria. Non poteva pagare i 1.600 euro per il corso, nemmeno rateizzando. In quel momento stava partendo la fase 2 del Fondo, ma non era ancora strutturato ed era difficile poter avere subito una cifra così grossa. E lei non poteva aspettare: se non avesse cominciato il corso avrebbe perso il treno per quel lavoro. Avevo da parte 150 euro che mi aveva dato un’associazione di stranieri: avevo promesso loro che li avrei usati per la prima richiesta di un bisogno serio e ho cominciato a darle questi, per il corso. Così la nostra mamma con il piccolo contributo iniziale, con la raccolta di fondi di associazioni del suo territorio, un altro contributo in un altro progetto per mamme con bambini e con la rateizzazione di Enaip, è riuscita a fare il corso e ottenere il diploma e il lavoro. E la sua famiglia è ripartita”.

Ecco. Fare attenzione a un bisogno concreto, preciso, e dover attivare per farvi fronte una rete più ampia del previsto si rivela una grande occasione per immaginare cose nuove e benefici per tutta la comunità locale: “In occasione di un tavolo promosso dalla Camera di commercio, ho raccontato la storia di questa signora – continua la Seveso – al presidente di una Cassa rurale del territorio dicendo che il microcredito è fondamentale per riattivare speranze come queste. Altri tentativi passati con le banche per attivare fondi di microcredito erano andati falliti. Lui invece mi dice: ‘Ha ragione, da domani lavoro su questa cosa’. Ha fatto da collante con altre casse rurali e banche e, grazie alla nostra mamma tunisina, da pochi giorni è stata attivata una linea di microcredito”.

Anche a Milano, mamma di tutti i Fondi, si vuole ripartire con una prospettiva di intervento più ampia, per volontà dell'arcivescovo Scola. Proprio sabato scorso (16 marzo 2013) il presidente Paolo Petracca, in occasione di un evento di lancio della “fase 2” del Fondo Famiglia e Lavoro ha dichiarato: “Questo è un cantiere aperto. Se dal lavoro sul campo si evidenzieranno nuove esigenze le Acli saranno pronte ad affrontarle”.

La crisi dunque può diventare occasione di cambiamento verso una società più umana ed equa. È l’esperienza sul campo della chiesa di Como, e con essa delle Acli.


*Le diocesi dove risultano attualmente attive questo tipo di pratiche sono 147; rispetto al 2011 si assiste ad un aumento del 12,2%. I fondi di solidarietà sono largamente
diffusi in tutte le aree della penisola, coinvolgendo i due terzi delle diocesi italiane (esattamente il 66,4%). Dal punto di vista della distribuzione territoriale predomina il Mezzogiorno con il numero più alto di diocesi attive (57 diocesi); il Nord ed il Centro seguono entrambi con 45 diocesi. Oltre ai fondi di emergenza e solidarietà c’è un numero sempre più alto di diocesi dove risultano numericamente significative le prassi di erogazione a fondo perduto nei Centri di Ascolto e/o nelle caritas parrocchiali. Si tratta di erogazioni spesso a supporto del pagamento di utenze, di canoni di locazione, della spesa quotidiana, ecc. Questo tipo di iniziative coinvolge oggi 181 diocesi, pari all’82,3% del totale. Rispetto ad un anno fa si registra un incremento dell’11,4%; solo confrontando il dato odierno con quello del 2010, ci si rende conto del reale andamento: in soli due anni, infatti, l’aumento è stato dell’88,5%. A livello territoriale tali prassi risultano più numerose nel Mezzogiorno (44,2%) rispetto al Nord (27,1%) e al Centro (28,7%) [fonte: Caritas Italiana]

Pubblicato in Esperienze
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 Succ. > Fine >>
Pagina 1 di 8