S. Beda - Sabato 25 Maggio 2013
Martedì, 07 Maggio 2013 10:33

Cagliari: Torna "Diritti in piazza"

Torna l'appuntamento con “Diritti in piazza”, la campagna d'informazione promossa dalle Acli di Cagliari per sensibilizzare i cittadini sui temi del lavoro, dei diritti (fisco, salute, giustizia) e dell'associazionismo.  

Nel mese di maggio, l'iniziativa si svilupperà nei seguenti appuntamenti:
  • mercoledì 8 maggio, dalle 9 alle 13, nel mercato civico di Quartu Sant'Elena;
  • sabato 11 maggio, dalle 9 alle 13, nel mercato comunale di Sanluri;
  • lunedì 13 maggio, sempre dalle 9 alle 13, nel mercato civico di Iglesias.  

Durante la campagna itinerante, i volontari presenteranno ai cittadini “Punto famiglia”, il servizio gratuito di consulenza giuridica e psicologica delle Acli di Cagliari. Il tour nei mercati sarà anche l'occasione per illustrare al pubblico tutti gli altri servizi garantiti ogni giorno dal sistema delle Acli.
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Martedì, 23 Aprile 2013 11:51

Brescia: In bici per la pace

Parte il 27 aprile “Diritti alla pace” la pedalata organizzata dalle Acli di Brescia per sensibilizzare i giovani sulla pace e i diritti. I 20 partecipanti, tutti studenti delle scuole superiori, arriveranno a Ginevra il 27 aprile.

"L’idea che anima il progetto – spiegano le Acli – è la strada, da pensare e da percorrere insieme verso città che abbiano un legame significativo con la cultura della pace. Una strada che vogliamo percorrere lentamente, a piedi o in bici, e con un po’ di fatica perché la pace, come ha detto don Tonino Bello, non è il premio favoloso di una lotteria. La pace è una meta sempre intravista, e mai pienamente raggiunta".

"La costruzione della pace - hanno aggiunto le Acli - non può che cominciare dalle nostre città, dai luoghi dove la gente vive e si impegna a cercare risposte concrete alle tante crisi che stiamo vivendo e ci pone in dialogo con le storie di ogni popolo e di ogni persona alla ricerca di uno spazio di speranza su cui iniziare “un’altra storia” di tutti e per tutti”.

La pedalata è stata  preceduta da un percorso didattico su rifugiati, diritti umani, energia sostenibile e sul rapporto tra scienza e pace. Gli incontri si sono svolti nelle scuole da gannaio ad aprile. A ottobre studenti svizzeri ricambieranno la visita.
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Martedì, 12 Marzo 2013 13:10

Le fedi degli altri

L'Italia cattolica e quella immigrata, l’arte e il tempo libero, il corpo e lo spirito. Sono tanti gli aspetti che tocca “Molte fedi sotto lo stesso cielo”, l’iniziativa che le Acli di Bergamo portano avanti dal 2008 con il patrocinio del Comune per far incontrare abitanti e culture diverse e superare le reciproche diffidenze.
A Bergamo vivono 142.900 stranieri, secondo il “X Rapporto sull’immigrazione straniera nella provincia” presentato il 3 ottobre 2012. Sono marocchini, senegalesi, rumeni, albanesi, cinesi, indiani, pakistani, ucraini e boliviani. “Un po’ per volta, ma inevitabilmente – hanno scritto nel 2012 i capi religiosi al sindaco – siamo diventati una città multietnica multiculturale, plurilinguistica e multireligiosa”.
“È da questa constatazione – spiega Daniele Rocchetti, vicepresidente delle Acli di Bergamo e tra gli ideatori della manifestazione – che siamo partiti cinque anni fa. Temevamo un forte attrito sociale. Sentivamo il bisogno di una grammatica delle differenze”. Per le Acli era necessario capire il cambiamento, educare al dialogo, evitare i pregiudizi e soprattutto migliorare la convivenza tra gruppi etnici e religiosi diversi.

È nato così il festival “Molte fedi sotto lo stesso cielo” che per l'edizione 2012 aveva come titolo “Sentinella, quanto resta della notte? Nella crisi, la responsabilità”.
“Le difficoltà – ha detto Rocchetti durante la presentazione – stanno indebolendo i legami sociali eppure dalla crisi si esce solo insieme, rafforzando la condivisione e la consapevolezza che la pluralità è ricchezza”.
A “Molte fedi”non si confrontano solo uomini e donne di culture e religioni diverse: anche le associazioni imparano a lavorare insieme e a mettere a disposizione spazi e volontari.
La collaborazione però non si improvvisa, nasce da un confronto che va avanti tutto l’anno tra Acli provinciali, le organizzazioni che si occupano di immigrati e le associazioni religiose di musulmani, buddhisti, sikh e hare krishna presenti sul territorio.
Nell’edizione 2012, le organizzazioni erano 56: a loro il merito di immaginare e realizzare un ricco calendario che comprendeva cene, incontri religiosi, meditazioni, visite guidate, serate musicali, spettacoli teatrali, pellegrinaggi e proiezioni cinematografiche. In tutto un’ottantina di eventi che si sono svolti dal 14 settembre, data di inizio della manifestazione, fino all’8 dicembre, quando “Molte fedi” si è conclusa con un bilancio di circa 35 mila visitatori arrivati da Bergamo, Milano, Lecco, Como e Verona.
“Abbiamo riempito sale da 1.500 posti – ricorda con orgoglio il vicepresidente Acli e responsabile del progetto – ci sono state tantissime persone che non riuscivano a entrare e rimanevano sulla porta”.

I ricordi più belli però sono legati agli eventi più intimi, quelli con un centinaio di persone, come le cene con la comunità ucraina o quella cattolica di lingua Tamil o l’incontro con la comunità cinese che per la prima volta ha partecipato alla manifestazione.
“In questi momenti - racconta Rocchetti – la comunità si apre, racconta le sue usanze e le difficoltà di essere immigrati in Italia. Si condividono piatti tipici ed esperienze, le persone si conoscono e creano dei legami”.   Sempre durante l’edizione 2012, i capi religiosi presenti a Bergamo, si sono incontrati e in una cerimonia pubblica hanno consegnato al sindaco una lettera in cui chiedevano spazi di culto adeguati. “Oggi infatti a Bergamo molti gruppi, come gli evangelici e i musulmani pregano in luoghi di fortuna come i garage, le case o i centri culturali”, spiega Rocchetti.
Favorire la convivenza, si legge nella lettera, vuol dire anche questo: concedere a ogni culto il suo spazio di preghiera ufficiale, permettere a tutti di esercitare la propria libertà religiosa e dunque di essere accolti senza annullare le proprie differenze.

Se il successo dell’iniziativa si spiega in gran parte con il bisogno delle persone di capire il mondo che li circonda, non si possono però dimenticare alcuni fattori organizzativi come la scelta attenta dei luoghi, sempre legati alla storia cittadina, come il teatro Donizetti, il parco Montesole famoso per la strage di Marzabotto o l’abbazia di Fontanella sotto il monte, dove padre Turoldo visse per 30 anni. E poi ci sono gli ospiti amati dal pubblico: nel 2012 il palco ha visto alternarsi attori, cantanti e personaggi di fama nazionale come Ascanio Celestini, Roberto Vecchioni, Gino Strada e lo scrittore Valerio Massimo Manfredi.
In cinque anni, “Molte fedi è diventato un marchio di affidabilità – spiega Rocchetti –. Non solo ospiti di spicco accettano volentieri il nostro invito, ma c’è una ricaduta sui territori che fanno a gara a realizzare eventi locali all’interno della manifestazione”. Un esempio sono le sezioni sulla disabilità organizzate nel 2012 infatti in Valle Brembana e nell’Alto Sebino da due associazioni che lavorano in quelle zone.
In fondo “Molte fedi” nasce per questo: per aiutare a costruire una comunità accogliente, che permetta a tutti di partecipare con uguali diritti.
Pubblicato in Esperienze

Importante conquista per i lavoratori domestici che arriva proprio nella giornata internazionale del migrante.

Il 18 dicembre 2012, l'Italia ha ratificato la Convenzione 189 dell'Ilo sul lavoro domestico.

La ratifica promuove la dignità del lavoro domestico attraverso l’affermazione di diritti lavorativi e sociali per i lavoratori domestici italiani e migranti. La notizia della ratifica è arrivata alla conclusione dell'iniziativa unitaria Cgil Cisl Uil sul tema "Lavoro dignitoso per il settore domestico", promossa insieme alla confederazione internazionale dei sindacati Ituc-Csi.

Come Acli Colf abbiamo aderito alla Campagna 12by12 per la ratifica della Convenzione e abbiamo promosso insieme ad altre associazioni come Caritas Internationalis, AssoMoldave, Ass.ne NoDi la diffusione della conoscenza della convenzione e il sostegno alla sua ratifica, affinché si diffondesse la conoscenza di tale importante strumento internazionale di promozione dei diritti, che per il nostro paese ha una forte valenza culturale rispetto al riconoscimento del lavoro domestico come un vero lavoro.

Alla base della Convenzione 189, e della Raccomandazione 201 adottata in contemporanea dall'Ilo, ci sono infatti diritti fondamentali di cui i lavoratori domestici ancora non possono godere in molti paesi.
In questo settore si annidano infatti quelle forme che potremmo oggi chiamare di schiavitù moderna. Fra i diritti non riconosciuti possiamo ricordare la mancata possibilità di dar vita a forme di organizzazione sindacale, di accedere alla protezione sociale, a un salario minimo garantito, al riposo settimanale,  a uno stipendio mensile o ancora al riconoscimento della maternità e della malattia.

Una giornata importante per le nostre lavoratrici e lavoratori domestici, un passo in avanti nella strada della conquista di maggiori diritti e dignità.

Pubblicato in Acli Colf
Martedì, 28 Agosto 2012 12:10

Colf, non dimentichiamoci delle ferie

I lavoratori vanno in ferie, ma i diritti rimangono.

Spesso capita che le ferie non siano considerate un vero diritto per i lavoratori domestici, diritto che invece a loro spetta e di cui possono usufruire preferibilmente nel periodo giugno-settembre, tenendo conto anche delle esigenze del datore di lavoro.

Per ogni anno di servizio presso lo stesso datore di lavoro, indipendentemente dalla durata dell’orario di lavoro, il lavoratore domestico ha diritto ad un periodo di ferie pari a 26 giorni (escluse le domeniche e le festività infrasettimanali).

Durante il periodo di ferie al lavoratore spetta, per ogni giornata, un ventiseiesimo della retribuzione mensile, comprensiva della eventuale indennità sostitutiva per il vitto e per l’alloggio.

Per maggiori informazioni e approfondimenti sul tema potete consultare anche il nostro blog.
Pubblicato in Acli Colf

È stato recentemente pubblicato il rapporto Social watch Italia 2012 dal titolo "Diritto a un futuro", in cui i promotori fanno una lettura attenta del contesto socio-economico italiano da cui traggono una serie di richieste per realizzare una "inversione di rotta". «Si tratta di misure alla portata del nostro Paese. Non realizzarle significa assumersi la responsabilità di negare il diritto a un futuro». Con queste parole Jason Nardi, portavoce del  Social Watch Italia, accompagna l'uscita del Rapporto.

Dal punto di vista economico si chiede sostegno all’occupazione, incentivi per lo sviluppo di produzioni e consumi verdi, per le imprese che investono in settori di produzione ad alta qualificazione, una tassa dello 0,05% sulle transazioni finanziarie (la cosiddetta Tobin Tax) e sui grandi patrimoni.

Dal punto di vista sociale risorse per assistenza sociale, lotta alla povertà, definizione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali, protezione immediata per le donne vittime di violenza, maggiori e migliori aiuti alla cooperazione internazionale.

Dal punto di vista della sostenibilità ambientale interventi di cura del patrimonio idrogeologico e di prevenzione del rischio, realizzazione delle piccole opere, strategia nazionale di riduzione delle emissioni di anidride carbonica a lungo termine, il conseguimento al più presto dell’obiettivo stabilito per l’Italia nel primo periodo dell’applicazione del Protocollo di Kyoto, l’inserimento nel Codice penale italiano della voce “Delitti ambientali” e rafforzamento dell’offerta dei servizi di trasporto pubblico locale.

"Non si tratta di un nuovo libro dei sogni" − commenta Alfredo Cucciniello, responsabile del dipartimento Pace e Stili di vita delle Acli"Sono scelte fattibili, ma che indicherebbero una decisa e positiva inversione di tendenza di cui oggi c'è reale necessità".

"Non dobbiamo guardare solo al rapporto italiano", sottolinea Paola Villa, responsabile Cooperazione internazionale e Sviluppo sostenibile delle Acli, "ma leggerlo in rete e in connessione con quello internazionale. Solo uno sguardo che supera i confini e connette i problemi è in grado di trovare soluzioni per un futuro condiviso e sostenibile".


 

Il Social Watch internazionale è composto da oltre 500 organizzazioni dislocate in più di 70 Paesi di tutto il pianeta: dal 1995 si occupa di monitorare l’operato dei governi nazionali e degli organismi internazionali per lo sradicamento della povertà, per i diritti sociali e per l’equità di genere.

Il Social Watch Italia comprende: Acli, Amnesty International, Arci, Crbm, Fcre, Lunaria, ManiTese, Oxfam Italia, Sbilanciamoci e Wwf.

 

Pubblicato in Pace
Mercoledì, 04 Luglio 2012 09:54

Che cosa è davvero il "diritto al lavoro"?

L'Istat notifica nella sua rilevazione mensile di maggio 2012 che la disoccupazione giovanile arriva al 36,2%.
Un tasso di disoccupazione così alto, tra i 15 e i 24 anni, non si era mai visto.

Come si configura per questi giovani il "diritto al lavoro" (e il "dovere del lavoro") previsto dall'art. 4 della Costituzione ("La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società")?

Il diritto al lavoro si conquista o è acquisito?

Anche dopo le polemiche suscitate da una recente dichiarazione del ministro Fornero, la domanda è tutt'altro che a risposta chiusa.
Pubblicato in Domande
"La riforma della cittadinanza è forse l'unica riforma in grado oggi di assicurare benefici di coesione sociale senza alcun aggravio di spesa per lo Stato. Non c'è in questo caso l'alibi della spending review. Non c'è nessun motivo se non ideologico per dire di no al riconoscimento della cittadinanza per i figli di stranieri che nascono in Italia".

Lo ha affermato il presidente delle Acli Andrea Olivero intervenendo questa mattina alla Conferenza nazionale per la Cittadinanza presso l'auletta dei Gruppi Parlamentari, alla presenza del Presidente della Camera Gianfranco Fini e del ministro dell'Integrazione Andrea Riccardi.

L'iniziativa è organizzata dai promotori della campagna nazionale "L'Italia sono anch'io", che lo scorso 6 marzo hanno consegnato alla Camera oltre duecentomila firme per riformare l'accesso alla cittadinanza e il diritto di voto per gli stranieri stabilmente residenti. Proprio oggi il presidente Fini ha annunciato l'avvenuta calendarizzazione delle due proposte per il mese di giugno in corso.

"Noi associazioni abbiamo fatto la nostra parte - ha detto il presidente delle Acli - Ora sta al Parlamento fare la sua. Stiamo offrendo alla politica la grande occasione di riaffermare il suo primato, ristabilendo un contatto con la realtà e aprendo un respiro di futuro sul nostro Paese".

"Si tratta di una riforma assolutamente ragionevole - insiste Olivero, con riferimento al milione circa (993.238) di minori con cittadinanza straniera regolarmente residenti in Italia - Andare contro il buon senso e la ragionevolezza è molto pericoloso, perché allontana i cittadini dalle Istituzioni e alla fine contribuisce a rendere le Istituzioni non più rappresentative".

"La cittadinanza non si svilisce allargandone i beneficiari - assicura Olivero - le si ridà anzi quella dignità che in questo momento è sbiadita per l'esclusione di molti e per l'evidente rinnegamento di molti dei valori su cui è fondata. Abbiamo infatti oggi troppi cittadini senza lavoro e lavoratori senza cittadinanza".
Pubblicato in news nazionali
Lunedì, 04 Giugno 2012 11:59

Conferenza nazionale per la cittadinanza

Mercoledì 6 giugno, alle ore 11.00, presso l'Auletta dei Gruppi in Via di Campo Marzio 78, alla presenza del presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini, si terrà la Conferenza nazionale per la Cittadinanza, organizzata dai promotori della campagna nazionale L'Italia sono anch'io

Interverranno il presidente dell’Anci e portavoce della Campagna Graziano Delrio, il ministro Andrea Riccardi, Il sottosegretario al ministero dell’Interno Saverio Ruperto, la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso, il presidente delle Acli Andrea Olivero, Nazzarena Zorzella del direttivo Asgi, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il portavoce della Rete G2 Mohamed Tailmoun. Coordina il presidente dell’Arci Paolo Beni. Saranno presenti l’editore Carlo Feltrinelli, che sostiene la campagna, e rappresentanti di tutte le organizzazioni del comitato promotore.

Lo scorso 6 marzo, i promotori della  campagna per i diritti di cittadinanza hanno consegnato alla Camera dei Deputati oltre duecentomila firme per due proposte di legge di iniziativa popolare, una di riforma della legge che regolamenta l’accesso alla cittadinanza per le persone di origine straniera e l’altra che introduce il diritto di voto alle amministrative per gli stranieri non comunitari residenti. La consegna delle firme ha rappresentato solo la prima tappa. Si tratta infatti adesso di ottenere che la Camera calendarizzi la discussione sulle due proposte, per arrivare in tempi rapidi alla loro auspicata approvazione.

La campagna L'Italia sono anch'io è promossa da: Acli, Arci, Asgi-Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza,  Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli Enti locali per la Pace e i Diritti umani, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo è una Brutta Storia, Rete G2 - Seconde Generazioni, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco.

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Sabato 14 aprile 2012 si è svolto a Palmanova il12° Congresso Regionale delle Acli del Friuli Venezia Giulia, dal titolo "Rigenerare comunità per ricostruire il paese".
Il Congresso, presieduto da Paola Vacchina, vicepresidente nazionale delle Acli, si è aperto con i salutidel sindaco di Palmanova Francesco Martines, seguito dall'assessore regionale Roberto Molinaro e dal presidente regionale dell'Anci Mario Pezzetta.

"E' il tema del lavoro, ovvero del lavoro che non c'è, a destare le massime preoccupazioni - ha dichiarato il presidente uscente Franco Blasini - con giovani precari e disoccupati e ultracinquantenni che, se perdono il lavoro, difficilmente riescono a trovarne un altro. Il lavoro stabile invece deve tornare ad essere la regola e non l'eccezione nel mercato del lavoro, così come l'estensione e non la limitazione dei diritti e delle tutele".

Il nuovo Consiglio regionale, che avrà a breve il compito dinominare la Presidenza delle Acli regionali, è composto da Franco Blasini, Marta Pajer,Erica Mastrociani, Luca Codega, Alberto Meli, Pina Brustolin, AdrianoSaccomano, Cristiano Cozzolino, Stefano Decolle, Gianna Zolia, Alessandro DePaoli, Silvio Razza, Monica Vila, Maurizio Causero, Paolo Del Torre, Roberto Sasco, Graziano Furlanut, Gianni Franco Vendrame, Arcangelo Di Girolamo e Gianni Clemen.
Pubblicato in news dai Congressi 2012
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