S. Rita da Cascia - Mercoledì 22 Maggio 2013
Un documento della Presidenza nazionale: lavoro, questione etica e riforma della politica le priorità

Il nuovo quadro politico che si è delineato in seguito alla rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale e alla formazione del Governo guidato da Enrico Letta, è comprensibile e giustificabile solo considerando l'esito del voto delle scorse elezioni politiche di febbraio.

Dal voto è uscito un quadro assai preoccupante. Il numero degli elettori astenuti alla Camera (11.634.803) è stato superiore ai voti riportati dalla coalizione prima classificata Pd-Sel (10.047.603) i cui consensi non sono arrivati ad un quarto del corpo elettorale e neanche ad un terzo dei voti validi.
L'esito del voto ha prodotto tre minoranze: centro sinistra, centro destra, Movimento cinque stelle, a cui va aggiunto un quarto polo minore costituito da Scelta civica. Nessuna maggioranza sarebbe stata possibile al di fuori dell'alleanza fra almeno due dei tre maggiori partiti: M5S, Pd, Pdl.
Il governo che si è costituito, sebbene rappresenti una soluzione temporanea di compromesso in nome dell'emergenza fra due forze politiche alternative, è pienamente legittimato.

Le Acli condividono la linea europeista di responsabilità nazionale indicata dal presidente Giorgio Napolitano alla luce di quelle che erano le opzioni praticabili dopo il voto di febbraio. La politica è l'arte del possibile e le utopie marciano con le gambe degli uomini, giorno per giorno. Allo spettro dell'ingovernabilità del Paese occorreva dare una risposta. E quello che si è costituito è risultato essere l'unico governo possibile alla luce dei risultati delle scorse elezioni politiche.

Un dato politico riconosciuto con chiarezza anche dal Partito Democratico che con l'elezione alla segreteria di Guglielmo Epifani sembra aver compiuto una chiara scelta di responsabilità verso il governo Letta, aver affermato la priorità della questione lavoro e ribadito il carattere plurale di questo partito, che è ciò che permette a quei cattolici democratici che lo ritengano, nella autonomia delle opzioni politiche, di poter guardare con attenzione o di militare nel Pd.

Per queste ragioni le Acli esprimono soddisfazione per la formazione del governo guidato da Enrico Letta, un governo che si presenta forte in Europa nel chiedere l'allentamento dell'austerità in favore della ripresa, composto da personalità stimate e competenti, con un buon equilibrio fra uomini e donne, e con la novità di un ministro per l'Integrazione, Cécile Kyenge cui va la solidarietà delle Acli per i reiterati ed inqualificabili attacchi subiti.

L'auspicio è che il nuovo esecutivo possa avere la durata necessaria ad affrontare le priorità attorno a cui è nato e di cui il Paese ha estremo bisogno: l'emergenza economica e sociale in particolare del lavoro, il recupero di credibilità della politica e la centralità dell'etica, l'inderogabilità delle riforme istituzionali.

La riforma della legge elettorale costituisce la prima e più importante tra le riforme istituzionali. Le Acli si impegnano a costruire un loro contributo su tale materia nella direzione del superamento della logica dello scontro perenne che ha caratterizzato la seconda repubblica, e nella direzione di un rilancio della democrazia dell'alternanza sulla base di progetti politici diversi per i quali le forse simili ed omogenee si possano aggregare senza più esser costrette a mettere insieme tutto, anche ciò che insieme non può stare.

Le Acli, infine, esprimono la loro preoccupazione per il dilagare dei populismi, che sono indice di un profondissimo disagio sociale causato dalla crisi e dagli evidenti limiti manifestati dalla politica nella seconda repubblica.
Ma la risposta alla crisi della politica non può essere il "pilota automatico" virtuale, nè le pericolose illusioni della democrazia diretta che contengono in sé i germi del totalitarismo e sono incapaci di riconoscere l'autonomia ed il protagonismo della società civile e la preziosa funzione per la democrazia esercitata dai corpi sociali intermedi.
La politica è dialogo e mediazione. Chi rifiuta a priori la possibilità di accordi non è pienamente inserito nella vita democratica.

(Documento approvato nella seduta del 14 maggio 2013)


Il nuovo quadro politico che si è delineato in seguito alla rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale e alla formazione del Governo guidato da Enrico Letta, è comprensibile e giustificabile solo considerando l'esito del voto delle scorse elezioni politiche di febbraio.

Dal voto è uscito un quadro assai preoccupante. Il numero degli elettori astenuti alla Camera (11.634.803) è stato superiore ai voti riportati dalla coalizione prima classificata Pd-Sel (10.047.603) i cui consensi non sono arrivati ad un quarto del corpo elettorale e neanche ad un terzo dei voti validi.

L'esito del voto ha prodotto tre minoranze: centro sinistra, centro destra, Movimento Cinque Stelle, a cui va aggiunto un quarto polo minore costituito da Scelta Civica. Nessuna maggioranza sarebbe stata possibile al di fuori dell'alleanza fra almeno due dei tre maggiori partiti: M5S, PD, PDL.

Il governo che si è costituito, sebbene rappresenti una soluzione temporanea di compromesso in nome dell'emergenza fra due forze politiche alternative, è pienamente legittimato.

Le Acli condividono la linea europeista di responsabilità nazionale indicata dal presidente Giorgio Napolitano alla luce di quelle che erano le opzioni praticabili dopo il voto di febbraio. La politica è l'arte del possibile e le utopie marciano con le gambe degli uomini, giorno per giorno. Allo spettro dell'ingovernabilità del Paese occorreva dare una risposta. E quello che si è costituito è risultato essere l'unico governo possibile alla luce dei risultati delle scorse elezioni politiche.

Un dato politico riconosciuto con chiarezza anche dal Partito Democratico che con l'elezione alla segreteria di Guglielmo Epifani sembra aver compiuto una chiara scelta di responsabilità verso il governo Letta, aver affermato la priorità della questione lavoro e ribadito il carattere plurale di questo partito, che è ciò che permette a quei cattolici democratici che lo ritengano, nella autonomia delle opzioni politiche, di poter guardare con attenzione o di militare nel Pd.

Per queste ragioni le Acli esprimono soddisfazione per la formazione del governo guidato da Enrico Letta, un governo che si presenta forte in Europa nel chiedere l'allentamento dell'austerità in favore della ripresa, composto da personalità stimate e competenti, con un buon equilibrio fra uomini e donne, e con la novità di un ministro per l'Integrazione, Cécile Kyenge cui va la solidarietà delle Acli per i reiterati ed inqualificabili attacchi subiti.

L'auspicio è che il nuovo esecutivo possa avere la durata necessaria ad affrontare le priorità attorno a cui è nato e di cui il Paese ha estremo bisogno: l'emergenza economica e sociale in particolare del lavoro, il recupero di credibilità della politica e la centralità dell'etica, l'inderogabilità delle riforme istituzionali.

La riforma della legge elettorale costituisce la prima e più importante tra le riforme istituzionali. Le Acli si impegnano a costruire un loro contributo su tale materia nella direzione del superamento della logica dello scontro perenne che ha caratterizzato la seconda repubblica, e nella direzione di un rilancio della democrazia dell'alternanza sulla base di progetti politici diversi per i quali le forse simili ed omogenee si possano aggregare senza più esser costrette a mettere insieme tutto, anche ciò che insieme non può stare.

Le Acli, infine, esprimono la loro preoccupazione per il dilagare dei populismi, che sono indice di un profondissimo disagio sociale causato dalla crisi e dagli evidenti limiti manifestati dalla politica nella seconda repubblica.

Ma la risposta alla crisi della politica non può essere il “pilota automatico” virtuale, nè le pericolose illusioni della democrazia diretta che contengono in sé i germi del totalitarismo e sono incapaci di riconoscere l'autonomia ed il protagonismo della società civile e la preziosa funzione per la democrazia esercitata dai corpi sociali intermedi.

La politica è dialogo e mediazione. Chi rifiuta a priori la possibilità di accordi non è pienamente inserito nella vita democratica.



Roma, 14 maggio 2013

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Gianni Bottalico sull'elezione di Guglielmo Epifani
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Martedì, 30 Aprile 2013 12:46

Il partito di Grillo

Il libro, elaborato dall’Istituto Cattaneo, si incentra sugli attivisti, i militanti e gli eletti del Movimento a 5 stelle. Questo movimento, che nasce in opposizione al sistema vigente dei partiti, del quale denuncia l’inefficacia e il degrado, finisce per essere esso stesso un partito con i propri eletti nelle assemblee regionali e comunali alla prese con problemi intricati da gestire e da risolvere.

Il rapporto tra Grillo e la base è certamento un elemento di novità per la politica italiana, ma è anche quello che avvicina di più questo movimento alla famiglia dei populismi; si ostentano democrazia, partecipazione dal basso e inclusività di tutti nelle decisioni pubbliche ma è Grillo a controllare le candidature, decidere le regole del gioco, selezionare i neofiti e respingere gli eretici, non confrontandosi mai né nel dibattito pubblico né con la base.

Questa forte contraddizione tra un leader carismatico e onnipotente da un lato e l’esaltazione del cittadino e dell’autogoverno quasi anarchico e assembleare dall’altro, non farà che alimentare tensioni e problemi organizzativi che metteranno a rischio l’integrazione e la tenuta interna del movimento.

Se il Movimento 5 stelle vorrà far parte della politica italiana dovrà individuare delle modalità attraverso le quali organizzarsi in maniera democratica.


Corbetta Piergiorgio, Gualmini Elisabetta (a cura di)
Il partito di Grillo

Il Mulino
Bologna, 2013
Sabato, 27 Aprile 2013 18:40

Un governo che guarda in avanti

Il presidente Acli Bottalico sul nuovo governo Letta
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Bottalico: le Acli chiedono a Letta impegni su crisi, credibilità della politica, riforme istituzionali

“Con l'incarico affidato ad Enrico Letta dal presidente rieletto Giorgio Napolitano, a due mesi esatti dalle scorse elezioni, il Paese inizia ad uscire dallo stallo in cui era precipitato. Tutte le forze responsabili non possono che augurarsi che il presidente incaricato raggiunga l'obiettivo della formazione di un governo aperto a tutte le forze parlamentari che intendano appoggiarlo e garantirgli l'appoggio in entrami i rami del parlamento”. Questo è il commento di Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli alla notizia dell'incarico a Letta.

“La personalità del presidente incaricato”- prosegue Bottalico “è garanzia di alto profilo politico ed etico, di competenza e di autorevolezza comprovata anche in campo internazionale, di un europeismo convinto e di una chiara e profonda sensibilità sociale.

Le Acli intendono cooperare con convinzione, secondo l'appello espresso oggi dal presidente Napolitano, «a favorire il massimo di distensione piuttosto che il rinfocolare vecchie tensioni» consapevoli anche del fatto che se i nostri padri Costituenti avessero seguito la strada della cieca demonizzazione dell'avversario non si sarebbe mai approvata una Costituzione così avanzata come quella della nostra Repubblica.

Oggi ci attende una sfida altrettanto importante, quella di reagire alla crisi e di sprigionare le enormi potenzialità della nazione e dei giovani soprattutto.

Pertanto – conclude il presidente Bottalico - le Acli chiedono al presidente incaricato Enrico Letta di inserire al centro dell'azione del governo che sta formando le seguenti questioni:

  • una risposta concreta, celere e strutturale alla inaudita emergenza economica e sociale che assilla le famiglie e il tessuto produttivo del Paese e che devasta i ceti sociali più deboli e bisognosi.

  • Un'azione di recupero della credibilità della politica, costituita anche dalla esigenza di ricoprire con dignità gli incarichi istituzionali, da stili di sobrietà e trasparenza, e dalla coerenza tra ciò che si dice in pubblico e si pratica in privato.

  • Un impegno chiaro a realizzare le indilazionabili riforme istituzionali a cominciare dal cambio della legge elettorale.

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Venerdì, 19 Aprile 2013 13:29

Pisa: Gioia per la strada "Carlo Ciucci"

Carlo Ciucci, (1939-1999), storico dirigente delle Acli pisane e politico della Democrazia cristiana, avrà una strada a lui intitolata nella sua città, Pisa. Le Acli pisane hanno accolgoto con gioia la decisione del Consiglio comunale.

“Carlo – hanno commentato le Acli di Pisa la notizia – è ancora oggi un punto di riferimento per tutti gli aclisti impegnati nel sociale; ha sempre prestato, con passione, sobrietà e spirito di servizio, la sua opera di volontariato anche quando ha ricoperto ruoli di rilievo nella presidenza provinciale e come direttore dell’Ente di formazione professionale delle Acli di Pisa.

A quanti lo hanno conosciuto e a quanti si domandano chi fosse Carlo, ci piace ricordare questa sua frase: C’è bisogno di chi agisce con umiltà e silenzio operando dove è chiamato a essere testimone coerente dell’ora presente".
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Il presidente Acli Bottalico su elezione Capo dello Stato

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Bottalico, presidente Acli, su decisioni Capo dello Stato

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Mercoledì, 27 Marzo 2013 16:39

Al Paese serve governo politico

Gianni Bottalico, presidente Acli, su formazione nuovo governo.
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Dal voto esce un quadro preoccupante ma emergono anche chiare indicazioni. È il momento della responsabilità per tutte le forze politiche, vecchie e nuove, il Paese chiede ed ha bisogno di essere governato”.

Il quotidiano Avvenire riprende oggi le parole con cui il presidente delle Acli ha commentato i risultati delle elezioni politiche.

Il richiamo di Bottalico e del mondo cattolico alla politica è di “uno sforzo per assicurare un governo al Paese ed una normale dialettica parlamentare”.

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