SS. Trinità - Domenica 26 Maggio 2013
"Scuola paritaria non è sinonimo di scuola confessionale, bensì di libertà dei genitori nella scelta educativa della prole" con queste parole del presidente Filippo Diaco, le Acli di Bologna aderiscono "con convinzione" al coordinamento a favore del contributo comunale alle scuole paritarie.

Il 26 maggio 2013 i bolognesi, in un refenredum consultivo, dovranno consigliare il comune sul modo migliore di usare le risorse pubbliche: per le scuole dell’infanzia comunali e statali o per quelle paritarie. Il referendum ha però solo valore consuntivo e non abrogativo.

Le Acli provinciali sono per votare "No" e motiveranno questa scelta sullo speciale  della loro rivista L’apricittà.

“Anche il sindaco Merla, che qualche mese fa è venuto a incontrare gli aclisti bolognesi, si è mostrato convinto sostenitore della sussidiarietà, specie nell’ambito dei servizi per la famiglia: ci auguriamo – ha concluso Filippo Diaco – che il sindaco mantenga questi buoni propositi”.
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"Oggi, il Kosovo è un Paese in bilico tra un ritorno al nazionalismo e ai conflitti del passato e un futuro europeo di integrazione economica e sociale". In occasione del quarto aniversario dell'indipendenza del Kosovo, all'indomani del referendum dei serbi del nord per l'autonomia da Pristina, Radio Vaticana intervista Paola Villa, presidente della ong Ipsia, che racconta l'esperienza delle Acli in quella regione.

"Rimane soprattutto un futuro incerto". "Bisognerà capire come la comunità internazionale prenderà in considerazione il risultato, dopo aver dichiarato che il referendum è illegale e quindi nullo ma - dal punto di vista simbolico e politico - è impossibile non considerarlo. Bisognerà poi vedere cosa avverrà ai primi di marzo, quando l’Unione europea dovrà decidere sulla candidatura della Serbia ad un ingresso nell’Unione stessa". 

"Dal nostro punto di vista - aggiunge Paola Villa - l’unica soluzione è una Unione Europea che intervenga in maniera più politica, più uniforme, e che tratti l’entrata in Europa dei singoli Paesi dei Balcani in maniera unitaria e non frammentata, offrendo quindi un’integrazione che può avvenire solo in una ricomposizione reale dei conflitti".

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Il referendum della popolazione serba contro Pristina. Le Acli in Kosovo dal 1999
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La consulta boccia il referendum per abolire la legge elettorale che non permette di esprimere le preferenze e le Acli regionali toscane ci riprovano. Almeno a livello locale.

In una conferenza stampa del 24 gennaio le Acli hanno presentato a Firenze una petizione popolare per reintrodurre il voto di preferenza nelle elezioni regionali.

“Re-introdurre il voto di preferenza nella legislazione regionale – spiegano le Acli – può essere anche un forte impulso a cambiare la legge elettorale nazionale”.

Due le richieste dell’associazione: la possibilità di indicare una preferenza e l’introduzione di un tetto massimo per le spese elettorali di ogni candidato.

“L’obiettivo – ha detto il presidente delle Acli Toscana, Federico Barni, – è quello di dare un segnale forte contro la disaffezione della politica. Secondo noi, aver soppresso il voto di preferenza nell’elezione del Consiglio regionale ha creato un distacco nel rapporto tra elettori ed eletti”.
 
“In questo momento di crisi della politica e di disaffezione – ha proseguito Barni – riteniamo che sia necessario ridare vigore alla partecipazione politica con una competizione elettorale nella quale si possa esprimere la sovranità popolare. La delega diretta può creare un rapporto più forte tra i cittadini e i propri rappresentanti”.
 
Per chi vuole firmare i moduli sono disponibili in tutte le sedi provinciali delle Acli. Le firme saranno raccolte fino alla metà di aprile, prima cioè del congresso regionale delle Acli Toscane, e saranno consegnate al Consiglio regionale.
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Parere negativo della Consulta, il commento delle Acli

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La Direzione nazionale delle Acli lancia un «appello a tutti i dirigenti e gli iscritti dell’associazione affinché si mobilitino per firmare e far firmare il quesito referendario teso a cancellare l’attuale famigerata legge elettorale, accelerando l’impegno in questi ultimi giorni di raccolta». C’è tempo fino al 30 settembre per presentare le firme in Cassazione. Le Acli si associano all’iniziativa di mobilitazione con il «rammarico per l’incapacità delle forze politiche di trovare un’intesa in Parlamento per superare il cosiddetto “Porcellum”, inviso alla stragrande maggioranza dei cittadini».  
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La Direzione nazionale delle Acli lancia un «appello a tutti i dirigenti e gli iscritti dell’associazione affinché si mobilitino per firmare e far firmare il quesito referendario teso a cancellare l’attuale famigerata legge elettorale, accelerando l’impegno in questi ultimi giorni di raccolta». C’è tempo fino al 30 settembre per presentare le firme in Cassazione. Le Acli si associano all’iniziativa di mobilitazione con il «rammarico per l’incapacità delle forze politiche di trovare un’intesa in Parlamento per superare il cosiddetto “Porcellum”, inviso alla stragrande maggioranza dei cittadini».  
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Martedì, 20 Settembre 2011 09:58

Marche: Non si può rivotare con il porcellum

referendum_porcellum"Non si può tornare alle urne con il porcellum". Lo dicono le Acli Marche con una nota del 16 settembre 2011 nella quale invitano i cittadini a firmare per il referendum elettorale.

"Votare con la legge Calderoli – spiega l'assocazione – è impensabile: avremmo nuovamente un Parlamento di deputati e senatori costretti e obbedire ai capi partito che li hanno designati''.

L’attuale legge elettorale dunque non convince, ma neanche quella precedente, il matterellum, ottiene consensi.
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Mercoledì, 14 Settembre 2011 12:40

Ravenna: Firmare per abrogare la legge elettorale

referendum_porcellumFirmare per abrogare l’attuale legge elettorale. Lo chiedono le Acli di Ravenna invitando i cittadini a recarsi agli appositi banchetti per la raccolta firme visto che il referendum abrogativo è “l’unico strumento che hanno i cittadini per far valere le proprie convinzioni in materia legislativa”.

“La legge elettorale vigente – spiegano le Acli Ravenna con una nota del 12 settembre – contiene un limite evidente alla libera espressione della volontà dei cittadini nel nominare i propri rappresentanti al Parlamento”.

Non sono infatti i cittadini a scegliere i loro rappresentanti, lamentano le Acli provinciali, “poiché la scelta è fatta dalle segreterie dei partiti e l'ottanta per cento degli eletti sono già noti ancora prima che si aprano i seggi”.
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Mercoledì, 15 Giugno 2011 17:32

Referendum: Olivero su Youdem Tv

youdemQuanto ha influito sull'esito del referendum il voto cattolico? Ne parla il presidente delle Acli, Andrea Olivero, intervistato da Youdem Tv, la web tv del Partito Democratico.



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