Sono nato il 9 febbraio 1969 a Vicenza, città nella quale risiedo. Ho prestato servizio presso la sede provinciale del patronato Acli di Vicenza dal 1994 al 2009, in qualità di responsabile di una sede zonale e del progetto qualità e formazione del Patronato Acli; già responsabile marketing del sistema Acli di Vicenza.
Dal 2003 sono direttore generale di Acli service Vicenza srl ed anche delle Acli.
Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli, sottolinea la necessità di «un voto responsabile che renda possibile una svolta riformatrice ed una futura alleanza di governo tra quelle forze che collocano il futuro del Paese in una chiara prospettiva europea».
«Anche in occasione della prossima tornata elettorale – sottolinea Bottalico - figura un buon numero di aclisti candidati nelle varie formazioni politiche a testimonianza del fatto che le Acli contribuiscono a formare nuove generazioni di cristiani impegnati in politica al servizio del Paese».
Le Acli, in un documento della presidenza nazionale, sottopongono all'attenzione delle forze politiche alcuni temi ritenuti decisivi per il futuro del Paese. «Innanzitutto – spiega Bottalico – occorre un’etica pubblica condivisa che restituisca alle istituzioni ed alle persone che le rappresentano, la necessaria credibilità. Quindi non è più rinviabile la riforma della legge elettorale, se si vuole aprire una fase successiva a quella della seconda repubblica, e si deve procedere alla riforma della macchina amministrativa dello stato e ad un riordino delle autonomie locali».
A giudizio delle Acli il lavoro dovrà costituire la priorità del nuovo governo. «Occorre discutere – afferma Bottalico – intorno ad un piano straordinario per il lavoro, che vede dalla stessa parte i soggetti dell’economia reale (lavoratori, imprese, famiglie e settore pubblico) nei confronti dello strapotere della finanza speculativa che va regolata a partire dal livello nazionale, in attesa che anche gli organismi internazionali si decidano ad adottare misure concrete. Anche in tempi di austerità il welfare non può essere considerato una spesa ma un investimento per la ripresa».
«In particolare – conclude Bottalico – le Acli considerano un chiaro sintomo di arretramento civile, culturale e sociale la tendenza all'estensione del lavoro domenicale e festivo. L'orizzonte in cui si colloca il ruolo della famiglia nella società poggia sul riconoscimento della dignità personale dell’uomo e della donna e del loro reciproco rapporto di comunione d’amore e di vita. È in questo quadro che per le Acli si pone l'attenzione a quei valori umani e cristiani imprescindibili per una società più giusta ed orientata al bene comune. La famiglia necessita di un sistema di servizi sociali volti innanzitutto a riconoscerne e valorizzarne il ruolo sociale di cura verso i suoi componenti minori, anziani, malati o disabili, a favorire la conciliazione dei tempi di cura e di lavoro».
Il Quotidiano nazionale riporta un'intervista a Gianni Bottalico, appena eletto presidente delle Acli, rilasciata all'agenzia AdnKronos/Labitalia.
La questione sociale e l’emergenza lavoro devono essere messe al centro dell’attenzione della politica nei prossimi mesi: “Chiediamo alla politica e ai partiti un forte impegno – ha dichiarato il presidente delle Acli – perché ritornino nell’agenda politica il tema del lavoro ai giovani, quello di un nuovo welfare e di una riforma elettorale che credo sia fondamentale”.
Redattore Sociale ha approfondito il tema ponendo la questione a vari esperti del settore.
Potere leggere le varie opinioni nel documento allegato alla presente, o di seguito nella sintesi:
L'obiettivo è richiamare l'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica sulle difficili condizioni in cui vive la popolazione anziana nel nostro Paese, particolarmente colpita dalle misure di rigore finora adottate dal governo, come il blocco della rivalutazione delle pensioni e i tagli al welfare.
I sindacati chiedono al governo, al Parlamento, alle amministrazioni locali e alle forze politiche interventi concreti e urgenti in favore dei pensionati e delle persone anziane attraverso il sostegno dei redditi da pensione, una nuova politica fiscale, il rilancio del welfare pubblico e una legge nazionale per la non autosufficienza.