S. Rita da Cascia - Mercoledì 22 Maggio 2013
Mercoledì, 24 Aprile 2013 10:03

Andrea Luzi

Sono nato il 9 febbraio 1969 a Vicenza, città nella quale risiedo. Ho prestato servizio presso la sede provinciale del patronato Acli di Vicenza dal 1994 al 2009, in qualità di responsabile di una sede zonale e del progetto qualità e formazione del Patronato Acli; già responsabile marketing del sistema Acli di Vicenza.
Dal 2003 sono direttore generale di Acli service Vicenza srl ed anche delle Acli.

Pubblicato in Profili
Martedì, 19 Febbraio 2013 12:39

Elezioni - Le priorità delle Acli Toscana

Etica pubblica, lavoro, welfare. Sono le priorità che, secondo le Acli Toscana, dovrà affrontare la politica dopo le elezioni del 23 e 24 febbraio 2013.

La prima riforma è quella della legge elettorale, necessaria "se si vuole aprire una fase successiva a quella della Seconda repubblica". Per lo s tesso motivo "si deve procedere alla riforma della macchina amministrativa dello Stato e al riordino delle autonomie locali".

Altro punto importante è il lavoro. Per la ripresa, le Acli chiedono "un piano straordinario che faccia leva su un progetto di reindustrializzazione del Paese” e una riduzione “della pressione fiscale sulle famiglie, sulle imprese, sulle prime case”.

Altrettanto importante è il welfare “che deve essere considerato non oggetto di tagli, come troppo spesso avviene, ma un investimento per la ripresa”.

“Le risorse necessarie – sostengono le Acli Toscana – devono essere reperite attraverso un’imposta sui grandi patrimoni, ma anche con la razionalizzazione della macchina pubblica, con provvedimenti concreti e incisivi in modo che il taglio di spese ridondanti e di apparati ipertrofici possa dare più mezzi a settori importantissimi come la sanità, la disabilità, la scuola, la ricerca”.
Pubblicato in news dal territorio
Le Acli Salerno incontrano Enrico Letta. L’appuntamento, tra il presidente delle Acli Gianluca Mastrovito e l’onorevole Letta, è il 18 febbraio alle 17.30 presso il Salotto del Comune di Battipaglia.

“L’Italia giusta parte da regole chiare e condivise. Con questo incontro – ha detto Mastrovito – Vogliamo capire quale idea di welfare s’intende rappresentare e quale ruolo si vuole riconoscere al Terzo settore”.

“Siamo convinti – ha aggiunto Mastrovito - che il Terzo settore debba essere coinvolto ed avere un ruolo importante nelle ricostruzione economica, civile, morale del Paese. Non vogliamo essere destinatari d’interventi solidaristici, piuttosto vogliamo agire e determinare politiche attive di sussidiarietà”.

Diritti umani, giustizia sociale, lavoro, welfare e l'ambiente saranno invece al centro dell'incontro sche si svolgerà iol 20 febbraio presso l’Hotel Mediterranea di Salerno tra Acli Salerno e Pd.

Saranno presenti: Cecilia Carmassi, responsabile Welfare della segreteria nazionale Pd e l’economista Emiliano Monteverde.
Pubblicato in news dal territorio
Per le Acli occorre superare la sfiducia verso la politica attraverso la partecipazione al voto e la riscoperta di un protagonismo civico come risposta ai rischi di astensione e di derive populiste.

Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli, sottolinea la necessità di «un voto responsabile che renda possibile una svolta riformatrice ed una futura alleanza di governo tra quelle forze che collocano il futuro del Paese in una chiara prospettiva europea».

«Anche in occasione della prossima tornata elettorale – sottolinea Bottalico - figura un buon numero di aclisti candidati nelle varie formazioni politiche a testimonianza del fatto che le Acli contribuiscono a formare nuove generazioni di cristiani impegnati in politica al servizio del Paese».

Le Acli, in un documento della presidenza nazionale, sottopongono all'attenzione delle forze politiche alcuni temi ritenuti decisivi per il futuro del Paese. «Innanzitutto – spiega Bottalico – occorre un’etica pubblica condivisa che restituisca alle istituzioni ed alle persone che le rappresentano, la necessaria credibilità. Quindi non è più rinviabile la riforma della legge elettorale, se si vuole aprire una fase successiva a quella della seconda repubblica, e si deve procedere alla riforma della macchina amministrativa dello stato e ad un riordino delle autonomie locali».

A giudizio delle Acli il lavoro dovrà costituire la priorità del nuovo governo. «Occorre discutere – afferma Bottalico – intorno ad un piano straordinario per il lavoro, che vede dalla stessa parte i soggetti dell’economia reale (lavoratori, imprese, famiglie e settore pubblico) nei confronti dello strapotere della finanza speculativa che va regolata a partire dal livello nazionale, in attesa che anche gli organismi internazionali si decidano ad adottare misure concrete. Anche in tempi di austerità il welfare non può essere considerato una spesa ma un investimento per la ripresa».

«In particolare – conclude Bottalico – le Acli considerano un chiaro sintomo di arretramento civile, culturale e sociale la tendenza all'estensione del lavoro domenicale e festivo. L'orizzonte in cui si colloca il ruolo della famiglia nella società poggia sul riconoscimento della dignità personale dell’uomo e della donna e del loro reciproco rapporto di comunione d’amore e di vita. È in questo quadro che per le Acli si pone l'attenzione a quei valori umani e cristiani imprescindibili per una società più giusta ed orientata al bene comune. La famiglia necessita di un sistema di servizi sociali volti innanzitutto a riconoscerne e valorizzarne il ruolo sociale di cura verso i suoi componenti minori, anziani, malati o disabili, a favorire la conciliazione dei tempi di cura e di lavoro».

Pubblicato in news nazionali

Il Quotidiano nazionale riporta un'intervista a Gianni Bottalico, appena eletto presidente delle Acli, rilasciata all'agenzia AdnKronos/Labitalia.

La questione sociale e l’emergenza lavoro devono essere messe al centro dell’attenzione della politica nei prossimi mesi: “Chiediamo alla politica e ai partiti un forte impegno – ha dichiarato il presidente delle Acli – perché ritornino nell’agenda politica il tema del lavoro ai giovani, quello di un nuovo welfare e di una riforma elettorale che credo sia fondamentale”.

Il neopresidente conclude sul lavoro: “Dobbiamo ritrovare una politica industriale che ci dica dove vogliamo andare, detassare il lavoro da una parte e fare forti investimenti sul piano formativo”.


 
Pubblicato in rassegna stampa
Giovedì, 17 Gennaio 2013 11:15

Assistenza familiare: colf sotto accusa

Dopo l’ultima tragedia avvenuta a Prato con protagoniste un’assistente familiare straniera con disagio psichico e la sua assistita, diventa importante interrogarsi sul ruolo delle assistenti familiari che svolgono lavoro di cura alla persona.

Al di là delle polemiche che il tema può far nascere (e anche una inopportuna strumentalizzazione), interroghiamoci innanzitutto sui ritmi di lavoro a cui sono sottoposte queste donne, e su come famiglie e reti sociali, spesso le lascino sole.
Non è raro incontrare assistenti familiari con anziani, che sostengono ritmi di lavoro molto intensi (7 giorni su 7, assistenza diurna e anche notturna, poche ore libero per recuperare le energie psico-fisiche) ed esposte a stress anche molto elevati. Magari sono le stesse lavoratrici a rendersi disponibili per guadagnare qualcosa in più da mandare alla famiglia rimasta a casa, ma non rendendosi conto di quanto possono rimetterci a livello di salute, nonché di isolamento dalle rete comunitarie anche più prossime, con amici e parenti.

Molte lavoratrici si confrontano con situazioni problematiche e difficili che devono superare da sole.
Nel caso di Prato, ciò ha portato purtroppo ad esiti drammatici: la ragazza 24enne ha confessato l’omicidio dell’anziana che accudiva in un raptus di follia.

Questo episodio, come altri, è da condannare, ma non possiamo giudicare in modo approssimativo situazioni che non conosciamo e dare giudizi sommari, sino a condannare una categoria. Una persona può attraverso momenti molto difficili, come quello del caso in questione, in cui la ragazza – come si apprende dalla stampa e dalle sue amicizie – aveva già tentato il suicidio e soffriva un forte sentimento di solitudine.

Casi come questo devono semmai farci interrogare sull’organizzazione del lavoro domestico di cura in ambito familiare, sui ritmi di lavoro molto intensi e stressanti, sulla vita vissuta dalle lavoratrici che restano in casa accanto ai nostri anziani fatta di molte solitudini, senza riuscire ad avere dei supporti validi con cui parlare e con cui confrontarsi.

La solitudine e lo stress sono maggiormente diffuse quando non c’è un rapporto stretto con la famiglia dell’assistito, quando si è rivestiti totalmente di responsabilità (che magari neanche competono da contratto), e che in alcuni casi possono comportare situazioni di disagio psichico anche da parte dello stesso lavoratore. Già si rilevano casi di burn-out (esito patologico da stress che riguarda chi esercita professioni d'aiuto, ndr) di assistenti familiari in Italia che ritornando in patria fanno percorsi di recupero dopo aver lavorato come “badanti” in Italia in situazioni di troppo stress (la chiamano “sindrome Italia”).

Per questo la formazione nel settore del lavoro domestico, e in particolare per quanto concerne l'assistenza alla persona quando colpita da patologie fisiche e/o cognitive rilevanti, è fondamentale, per acquisire le competenze e le tecniche per riuscire a gestire situazioni assistenziali complesse, e per arrivare anche a capire qual è il limite oltre il quale, l'assistenza in casa non è praticabile, o che una ‘persona sola e da sola’, non può sostenere il lavoro di cura richiesto.

È importante che vi sia una rete a supporto delle assistenti familiari
e con cui ci possa essere uno scambio e un confronto, come i servizi sociali presenti sul territorio e i medici di base, soprattutto quando la situazione dell'anziano che si cura si aggrava, o quando si tratta di una persona che non ha reti familiari alle spalle. Altro punto di riferimento sono naturalmente le associazioni come la nostra che possono aiutare, non solo per un accompagnamento e una tutela del lavoro, ma che cercano di dare un supporto durante i momenti difficili della relazione lavorativa.

Rimane essenziale non delegare totalmente i compiti di cura
, ma seguire il rapporto di lavoro e fare in modo che la lavoratrice sia sostenuta dalla famiglia, e che possa essere un punto della rete dei servizi socio-sanitari. Un insieme dunque di accortezze che vanno precedute da una riflessione sui bisogni della famiglia e sul livello di gravità dell’assistito, in base ai quali cercare una persona che abbia una professionalità che corrisponda alle necessità.

La questione comunque è molto seria e meriterebbe un'attenzione soprattutto dal settore pubblico, non tanto quando avvengono casi di cronaca, ma per valorizzare e riconoscere un settore fondamentale del mondo del lavoro nel nostro Paese.

Raffaella Maioni

Redattore Sociale ha approfondito il tema ponendo la questione a vari esperti del settore.

Potere leggere le varie opinioni nel documento allegato alla presente, o di seguito nella sintesi:

  • Badanti sotto stress: "Serve una rete contro la loro solitudine". Il ricercatore Sergio Pasquinelli (Irs) commenta gli ultimi casi di omidici di anziani ad opera delle loro assistenti straniere. "Gli sportelli che mettono a contatto domanda e offerta di aiuto familiare sono una prima sentinella”.

  • L’assistenza ai disabili gravi e il timore di affidarsi a una "badante". Marina Cometto, madre di una donna affetta da sindrome di Rett e animatrice dell’associazione Claudia Bottigelli. "Un’assistenza di questo genere andrebbe pagata adeguatamente, non con una paga oraria di 6 euro".

  • Badanti sotto stress: le frustrazioni per un lavoro non gratificante. Todeschini (Anolf): “L’assistenza familiare è un assurdo tutto italiano. Occorre far emergere appieno questo servizio e migliorare la professionalità”.

  • Disturbi psichici tra le “badanti”: pesano lontananza dalla famiglia e carichi di lavoro. Parla Ilaria Tarricone, coordinatrice del Centro di ricerca di psichiatria transculturale e della migrazione G. Devereux dell’Università di Bologna: "Ma le migranti hanno personalità più forti del normale. Non esiste un 'problema badanti' ".
Pubblicato in Acli Colf
Mercoledì, 09 Gennaio 2013 12:08

Chieti: Incontro su spending review e welfare

Spending review, quale welfare” è l’incontro promosso dalle Acli di Chieti per lunedì 14 gennaio alle 17.30, presso la Sala consiliare dell’amministrazione provinciale in Corso Marrucino a Chieti.

A discuterne saranno il presidente della regione Abruzzo, Gianni Chiodi e Gianluca Budano delle Acli.

Introduce Mimmo D’Alessio, presidente delle Acli di Chieti mentre i saluti di rito saranno portati da Enrico Di Giuseppantonio, presidente della provincia di Chieti.

L’incontro di Chieti, pensato come una intervista a più voci, sarà ritmato dalle domande di Silvano Barone, caporedattore della sede Rai per l’Abruzzo, da Elisabetta Guidobaldi, responsabile della sede abruzzese dell’Ansa e dal responsabile della comunicazione della presidenza provinciale delle Acli di Chieti, Maurizio Adezio.

“Abbiamo pensato - spiega Mimmo D’Alessio, presidente provinciale delle Acli di Chieti - a un dibattito intenso, vivace, affidato in prima battuta a esperti giornalisti e subito dopo alle persone presenti tra il pubblico, senza rete e senza barriere. Crediamo che sia il modo più efficace per offrire chiarezza. È un bel segnale di apertura e direi di coraggio, del quale ringrazio i nostri ospiti perché hanno accettato subito e con entusiasmo un incontro che li vedrà sottoposti a un impegnativa prova fatta non di cerimoniosità ma di tante domande dirette e quindi anche scomode”.

Al termine della giornata saranno premiati i promotori sociali Liliana Rullo, Nicolò Di Rico e Antonio Gialloreto per la loro attività di volontari del Patronato Acli.
Pubblicato in news dal territorio
Martedì, 18 Dicembre 2012 15:37

Firenze: Congresso della Fap provinciale

Si è tenuta a Firenze, al Teatro di Cestello, l'assemblea congressuale della Fap Acli provinciale, sul tema "Generazioni insieme per un nuovo welfare. La Fap per la tutela degli anziani e dei pensionati in tempo di crisi".

Dopo i saluti del presidente delle Acli fiorentine, Mario Ringressi, la relazione congressuale è stata tenuta dal segretario provinciale della Fap, Sergio Parrini che si è soffermato sull'importanza, in tempi di crisi, di mantenere un buon livello dei servizi sociali considerati «un'esigenza prioritaria in una società evoluta».
Parrini ha poi parlato dell'ottimo successo organizzativo della Fap fiorentina che in pochi anni ha raggiunto un notevole numero di iscritti e condotto numerose attività a favore dei pensionati e, in generale,della popolazione anziana.

Dopo gli interventi del segretario regionale, Paolo Formelli e del segretario nazionale, Pasquale Orlando, che hanno sottolineato il ruolo significativo della Fap all'interno del sistema Acli e dei suoi valori fondanti, ci sono
stati numerosi interventi di esponenti della Fap fiorentina, con riflessioni sulla situazione socio-economica che il Paese sta vivendo e proposte concrete per la soluzione dei problemi più urgenti che, inevitabilmente, finiscono per coinvolgere le fasce più deboli della popolazione.

Al termine, l'elezione dei nuovi organi direttivi ha visto la riconferma di Sergio Parrini alla guida della Fap provinciale di Firenze.
Pubblicato in news dal territorio
Venerdì, 07 Dicembre 2012 14:39

Per una nuova stagione di partecipazione civica

Il documento della direzione nazionale del 5 dicembre "Autonomia, pluralismo e riformismo per una nuova stagione di partecipazione civica".

In questo difficile frangente della vita sociale e politica del nostro Paese le Acli credono sia necessario un impegno straordinario di tutte le organizzazioni della società civile per avviare percorsi di nuova partecipazione e di diffuso impegno, volti a ridare dignità alla politica ed insieme speranza ai tanti cittadini colpiti dalle conseguenze della crisi e dall'ansia per il proprio futuro.

Per questo motivo, forti della loro storia e del diffuso impegno volontario, le Acli riaffermano con orgoglio e determinazione la propria autonomia, che si fonda sulla capacità di avere un ampio e plurale dibattito interno, di fare proposte puntuali e condivise, di attuare concretamente azioni sociali coerenti con i propri valori senza aderire a partiti politici e liste elettorali. L'autonomia, per le Acli, non è equidistanza né, tanto meno, comodo e tattico disimpegno. (continua)



Pubblicato in news nazionali
La Fap Acli aderisce alla giornata di mobilitazione nazionale "Il tempo è scaduto" che le organizzazioni sindacali dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil hanno indetto per venerdì 7 dicembre, con presidi dalle 10 alle 12 davanti alle prefetture e ai comuni delle principali città italiane.

L'obiettivo è richiamare l'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica sulle difficili condizioni in cui vive la popolazione anziana nel nostro Paese, particolarmente colpita dalle misure di rigore finora adottate dal governo, come il blocco della rivalutazione delle pensioni e i tagli al welfare.

I sindacati chiedono al governo, al Parlamento, alle amministrazioni locali e alle forze politiche interventi concreti e urgenti in favore dei pensionati e delle persone anziane attraverso il sostegno dei redditi da pensione, una nuova politica fiscale, il rilancio del welfare pubblico e una legge nazionale per la non autosufficienza.

 

Pubblicato in news nazionali
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 Succ. > Fine >>
Pagina 1 di 8