Il rinnovato Consiglio provinciale delle Acli di Salerno, eletto dal XXIV° Congresso celebratosi lo scorso 17 marzo, ha eletto all’unanimità Presidente Gianluca Mastrovito.
Il neo Presidente, nella sua relazione programmatica, ha ricordato di "essere chiamati ad antiche responsabilità da praticare nella storia nuova. Una storia densa di sfide, alcune delle quali nuove, inedite, che sollecitano la nostra mission associativa. Oggi - ha continuato Mastrovito - non ci viene chiesto solo di gestire attività, ma anche di creare prospettive alle cose che facciamo. Un'organizzazione come le Acli salernitane, radicata sul territorio con spazi di condivisione, fatta di circoli, associazioni specifiche e servizi, è chiamata, dunque, a promuovere ma ancor più a credere nella ri-generazione".
Roberto Santoro, 44 anni, sposato con 2 figlie, laureato in filosofia, è attualmente dottorando di ricerca in Scienze Umane presso il Dipartimento di Scienze dell'Educazione e della Formazione dell'Università di Torino. E' stato educatore professionale, giudice onorario presso il Tribunale per i Minorenni del Piemonte e Valle d'Aosta e professore a contratto di Antropologia Culturale e Sociologia presso le Università di Torino e di Milano. Ha costruito il suo percorso di impegno nel sociale attraverso esperienze di cooperazione sociale e successivamente nelle ACLI dove, dopo aver ricoperto diversi incarichi dal luglio 2010 è stato Presidente provinciale.
Nella mozione conclusiva, Santoro esprime l'esigenza di un profondo cambiamento che "richiama prima di tutto la necessità di una politica capace di costruire scenari futuri, di far intravedere una qualche forma di società migliore e di costruire il percorso per arrivarci. Per far questo, in specifico nel nostro paese, i partiti in primis, per poter riconquistare senso e credibilità, devono essere capaci di presentarsi come entità progettuali e non come arene di scontro per singole individualità in permanente contrasto, permettendo almeno ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti, per nome e per cognome".Nella mozione: "Il Congresso fa proprio il richiamo all’urgenza di una fraternità associativa che nasce dal radicamento nella Parola di Dio, nella sua lettura nell’ottica dei piccoli, declinata nell’orizzonte del magistero conciliare e dell’insegnamento sociale della Chiesa. Sarà nostra cura porre le condizioni perché le persone possano crescere nel discernimento personale e comunitario, formando la coscienza all’esercizio delle virtù personali, sociali e politiche".
“Dobbiamo dunque proseguire - dichiara Armelloni - nel nostro impegno a tessere relazioni , ponendo così le basi per il crescere di quella fraternità che dice dell’umano, del nostro sentirci anzitutto uomini e fratelli. In questo modo potremo davvero realizzare quel “rapporto intrinseco tra fede, cultura e politica” su cui ha recentemente insistito il Cardinale Angelo Scola , consegnandolo in maniera particolare alla riflessione e all’azione delle associazioni e dei movimenti cristiani impegnati nei vari contesti sociali”.