Infortunio in itinere

Mentre stavo andando a lavoro in bicicletta, sono caduta, procurandomi una contusione al braccio, che mi comporterà un periodo di riposo per almeno 15 giorni. Chi provvederà al pagamento delle mie competenze?
Anche chi lavora in ambito domestico ha diritto alle prestazioni Inail, per gli infortuni sul lavoro, compreso l’eventuale c.d. “infortunio in itinere”, quello che occorre al lavoratore sul normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro.
Questo tipo di infortunio viene però indennizzato esclusivamente ricorrendone alcuni presupposti.

L’Inail una volta ottenuta la comunicazione dell’infortunio, invia un questionario da compilare a cura del lavoratore, per capire se tale presupposti ricorrono.
Il pagamento dipende dal riconoscimento o meno dell’infortunio sul lavoro: in caso positivo sarà l’Inail che verserà al lavoratore l’indennità giornaliera, che comprende i giorni festivi, a partire dal quarto giorno di assenza, pari al 60% della retribuzione convenzionale fissata secondo le tabelle Inps, per i primi 90 giorni, che sale poi al 75% per i successivi.
In caso negativo, la prestazione dovuta sarà quella di “malattia”, avente in realtà scarsa copertura per i lavoratori domestici: essa non è infatti indennizzata dall’Inps, ma resta a carico del datore di lavoro per un massimo di 8, 10 o 15 giorni a seconda dell’anzianità di servizio (rispettivamente 6 mesi, fino a due anni e oltre) dopo di che si avrà diritto esclusivamente alla conservazione del posto, ma senza retribuzione.

Infortunio in itinere
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR