Inondazioni guidate

Dopo le ripetute segnalazioni di ONG – raccolte anche dall’Agenzia FIDES – di discriminazioni nella fornitura di soccorsi agli alluvionati del Pakistan, l’altro giorno è emersa un’altra storia ancora più brutta: i villaggi poveri, molti dei quali abitati da cittadini cristiani e indù, vengono allagati intenzionalmente ad opera di notabili (alcuni sarebbero anche parlamentari)  e latifondisti che così riescono a salvare i loro terreni. Lo ha detto persino Abdullah Hussain Haroon, ambasciatore pakistano all’ONU, in una intervista alla BBC. Il diplomatico ha chiesto una indagine ufficiale del governo sull’accaduto.Oggi arriva una agenzia(Aki) che dichiara il contrario: “E’ falsa la notizia in cui si accusa ‘unpolitico pakistano di aver inondato intenzionalmente un villaggio cristiano”. Lo afferma il rappresentante della comunità pakistana in Italia e membro del Consiglio per l’Islam italiano del Viminale, Ejaz Ahmad, in una nota diffusa alla stampa.

“Sono molto amareggiato per aver letto una notizia che considero falsa pubblicata da un importante giornale italiano – afferma – ho contattato personalmente alcuni politici della provincia di Multan, dove è avvenuta l’inondazione, e tutti hanno escluso che ci sia stato un obiettivo religioso dietro la tragedia. Non si può distruggere un villaggio dei cristiani in Pakistan perché sono insieme ad altri villaggi musulmani”.”In questo momento così delicato – aggiunge Ejaz Ahmad –  ritengo sia sbagliato tirare fuori la questione religiosa. In Pakistan ci sono le discriminazioni etniche e religiose, ma ci sono altre sedi per discutere questo fenomeno. Anche a causa del terrorismo ci sono migliaia di morti nel mio Paese, ma senza distinzione di religione. I cristiani in Pakistan fanno parte della società e in questo momento l’intera società pakistana sta vivendo una tragedia immane nella storia del Paese”. (Mhb/AKI)Comprendo l’amarezza dell’amico pakistano che conosco bene. Qualcosa di vero temo però ci sia e che purtroppo ripropone una storia antica come il mondo: la sopraffazione dei potenti sui deboli. Infatti forse si avvicina di più alla realtà la testimonianza di Dominic Gill, Segretario Esecutivo della Caritas di Karachi: “Vi sono personaggi potenti e influenti, che hanno contatti nel governo o sono presenti nei partiti politici: i loro territori hanno la ‘priorità’ nell’essere salvati dalle alluvioni. I villaggi dei poveri, siano musulmani, cristiani o indù, sono invece abbandonati a sé stessi”. “Molti di questi proprietari terrieri – spiega Gill – agiscono di propria iniziativa, senza alcun permesso delle autorità. Grazie ai loro uomini, rompono ponti, costruiscono dighe e canali per salvare le loro terre e non si interessano se migliaia di persone nelle aree circostanti ne subiscono drammatiche conseguenze. A volte le autorità non ne sono a conoscenza, alcuni dicono che ignorano deliberatamente i fatti. Certo è che urge vigilare su questi fenomeni che colpiscono soprattutto i poveri: fra questi vi sono villaggi musulmani ma anche quelli delle minoranze religiose cristiane e indù”.Così pure Peter Jacob, Segretario della Commissione “Giustizia e Pace” dei Vescovi pakistani : “In effetti è difficile parlare di discriminazione anche nelle alluvioni. La discriminazione sta avvenendo nella distribuzione degli aiuti, ma per quanto riguarda la furia delle acque e gli allagamenti guidati, le vittime sono i poveri di ogni comunità religiosa: musulmani, cristiani e indù”.Insomma i soliti pre-potenti.

Inondazioni guidate
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR