Interventi e Repliche – Partiti e formazioni sociali: ruoli da rivalutare

INTERVENTI E REPLICHE Partiti e formazioni sociali: ruoli da rivalutare Pierluigi Battista («Politica e corpi intermedi, quella folla adesso è sola», Comeré del 7 marzo) ha ragione. Oggi serve che i partiti diano prova di sé. È la stessa democrazia parlamentare che richiede l’azione propositiva dei partiti quali soggetti che organizzano la partecipazione dei cittadini nel determinare la politica nazionale. Finalmente si riscopre l’essenzialità dei partiti e delle formazioni sociali per il sistema democratico del Paese. In questi anni, la loro inadeguatezza nell’assolvere il compito ha portato colpevolmente alla conclusione dell’inutilità dei partiti. Parallelamente, le formazioni sociali sono state confinate a svolgere una funzione promotrice di welfare ed esigibilità dei diritti individuali. Compiti meritori, ma che hanno compresso l’originaria vocazione alla partecipazione democratica e alla formazione civica. Si tratta di riscoprire la strategia morotea dell’ampliamento della base democratica per rafforzare il rapporto tra cittadini e istituzioni. Lo stesso risultato elettorale ha premiato le formazioni politiche che hanno saputo interpretare le paure e i sentimenti del Paese. Bisognerà individuare nuove forme di collateralismo, non più inteso come l’organizzazione del consenso per appartenenze ideologiche o interessi corporativi, ma come un sistema poliarchico dove i partiti, i soggetti organizzati della società, le intelligenze e i saperi orientano e rappresentano la volontà generale. Al «fattore P» negativo del populismo si può e si deve rispondere con il «fattore P» positivo dei partiti e dei programmi.

Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli – Interventi e Repliche – Partiti e formazioni sociali: ruoli da rivalutare.

 

Da “Il Corriere della Sera” Edizione del 12/03/2018

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