Isee: Nuove regole dal 1° gennaio 2015

So che da gennaio sono variate le regole per il calcolo dell’Isee. Visto che ho bisogno di farlo, potreste assistermi se mi rivolgo a una delle vostre sedi? E quali documenti servono?

Com’è noto le norme per l’elaborazione dell’Isee sono cambiate dal 1° gennaio 2015. Per l’esattezza il mero procedimento di calcolo non subisce alcuna modifica, nel senso che gli elementi portanti resteranno quelli di sempre, per arrivare a un valore che scaturisca dalla somma fra il reddito complessivo e il 20% del patrimonio mobiliare e immobiliare.

Somma che andrà poi rapportata ai singoli componenti del nucleo familiare. In sostanza si continuerà a sommare l’Indice della situazione reddituale (Isr) col 20% dell’Isp, Indicatore della situazione patrimoniale, vale a dire il valore cumulativo del patrimonio mobiliare e immobiliare ascrivibile alla famiglia.

Da questa somma si otterrà quindi l’Ise, l’Indice della situazione economica, da non confondere con l’Isee, visto che quest’ultimo sarà dato proprio dal rapporto tra l’Ise e i coefficienti attribuiti alla singola famiglia in funzione del numero dei componenti e delle caratteristiche del nucleo stesso.

Le novità riguarderanno la natura delle singole voci ricomprese nei macro-elementi dell’Isr e dell’Isp, nonché l’incidenza che determinate caratteristiche del nucleo familiare avranno nell’ottenimento del risultato finale.

Ad esempio, per quanto riguarda l’Isr, i redditi da dichiarare, salvo alcuni casi particolari, saranno quelli posseduti non più al 31 dicembre dell’anno antecedente la richiesta dell’Isee, bensì al 31 dicembre di due anni prima. Una richiesta, quindi, presentata nel 2016, dovrà fare riferimento ai redditi percepiti alla data del 31 dicembre 2014.

Altro aspetto da rimarcare è l’ampliamento del “paniere” nel quale verranno conteggiate certe fonti di reddito sino al 2014 escluse dal calcolo.

Lo scopo è infatti quello di risalire a una panoramica più dettagliata delle entrate familiari, includendo gli importi soggetti a imposta sostitutiva, le rendite catastali dei beni immobiliari, gli assegni per il mantenimento dei figli, i trattamenti assistenziali e ogni altra componente reddituale esente da imposta, inclusi i redditi da lavoro dipendente prestato all’estero e tassati esclusivamente nell’altro Stato.

Di conseguenza la documentazione da presentare può riguardare tutte le seguenti voci:

il patrimonio immobiliare posseduto in Italia e all’estero dal nucleo familiare;

il patrimonio mobiliare (depositi e conti correnti bancari e postali, titoli di Stato ed equiparati, obbligazioni, certificati di deposito e credito, buoni fruttiferi ecc);

i redditi non inclusi nel 730, percepiti nell’anno di riferimento, che sono stati assoggettati ad imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo d’imposta;

i redditi esenti da imposta;

i redditi fondiari di beni non locati soggetti alla disciplina dell’Imu;

i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari non soggetti a Irpef e non erogati dall’Inps;

i redditi da lavoro dipendente prestato all’estero tassati esclusivamente all’estero;

il reddito lordo dichiarato ai fini fiscali dai residenti all’estero (iscritti all’Aire) nel paese di residenza;

i redditi fondiari di beni situati all’estero non locati soggetti alla disciplina dell’Ivie;

i dati riguardanti gli autoveicoli e altri beni durevoli (motoveicoli, imbarcazioni, ecc).

Ovviamente, per maggiori e più specifiche informazioni ci si può rivolgere agli uffici del Caf Acli aperti in ogni provincia.

Isee: Nuove regole dal 1° gennaio 2015
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Fonte UNHCR
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