Isee Università: Lo studente autonomo fa nucleo a sè

Nostro figlio si trasferirà da Catanzaro a Roma per fare l’università. Dobbiamo fare l’Isee. Il nucleo su cui verrà calcolato l’indicatore sarà formato soltanto dal ragazzo, che andrà a vivere da solo in affitto, oppure vi rientreremo anche noi genitori (che siamo sposati e conviventi).

Quando si richiede l’Isee per prestazioni universitarie, se genitori e figli fanno parte di due diversi nuclei, bisogna valutare l’indipendenza o meno dello studente. In pratica uno studente è considerato “autonomo” nel momento in cui:

è residente fuori dall’unità abitativa della famiglia di origine da almeno due anni rispetto alla data di presentazione della domanda di iscrizione per la prima volta a ciascun corso di studi, in alloggio non di proprietà di un suo membro;

presenta un’adeguata capacità di reddito (per valutare l’adeguata capacità di reddito, si deve fare riferimento alle disposizioni dell’università che disciplinano la richiesta della prestazione; ad oggi la soglia è fissata a 6.500 euro, come previsto dall’articolo 5 del Dpcm 9 aprile 2001).

Visti quindi i requisiti è da escludere che il figlio, in procinto di trasferirsi da Catanzaro a Roma, possa essere considerato come autonomo. In tal caso basterebbe la presentazione di una sola Dsu coi dati del figlio.

La situazione descritta ci sembra però analoga a quella di molti altri studenti fuori sede che non avendo redditi propri vengono comunque mantenuti dalla famiglia d’origine.

Stando così le cose, il figlio dovrebbe comunque presentare una sua Dsu per prestazioni universitarie, dichiarare la non-autonomia, e accludere la Dsu dei genitori, che saranno obbligati a farla in quanto nucleo familiare d’origine che mantiene il figlio fuori sede.

Per informazioni: www.caf.acli.it

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Fonte UNHCR
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Fonte UNHCR