L’amore di Gesù per il Padre

Nell’amore di Gesù per il Padre ci viene rivelato il volto misericordioso di Dio: questo è il tempio esistenziale dove possiamo incontrare il Padre.

Il tempio era una istituzione voluta da Davide e costruita da suo figlio Salomone e il Signore ha confermato questo desiderio accompagnandolo con la promessa di una discendenza perenne (cfr. 2Sam 7). Il tempio era l’orgoglio d’Israele perché in esso abitava Dio.

Nel santo dei santi, il luogo della presenza del Signore e quindi il più sacro del tempio, si trovava l’arca dell’alleanza dove erano custodite le tavole della legge, questo fino alla distruzione del tempio al tempo dell’esilio a Babilonia.

Il tempio era costruito come una serie di spazi sempre più sacri in ordine alla maggiore vicinanza con il santo dei santi: il cortile delle genti, il cortile dei giudei e il cortile dei sacerdoti.

Nel cortile delle genti vi erano i venditori di animali per i sacrifici e i cambiavalute per i giudei e i proseliti che non abitavano a Gerusalemme e che volevano o dovevano fare delle offerte in denaro per il culto. Essi erano legittimati e necessari al sistema di culto che si praticava nel tempio.

Il gesto di Gesù, che reputiamo violento e per questo motivo in contrasto – per la nostra sensibilità moderna – con il suo volto misericordioso, è un gesto di tipo profetico. Gli antichi profeti compivano dei gesti simbolici, che in genere spiegavano in seguito, per illustrare in modo più efficace una parola di Dio su una concreta situazione storica.

Scacciando i mercanti dal tempio Gesù non compie dunque un gesto di moralizzazione di una situazione ritenuta peccaminosa, ma vuole indicare che con la sua presenza – che indica la vicinanza del regno di Dio – il tempio non è più necessario in quanto luogo concreto della presenza del Signore.

Gesù riporta la conclusione del libro del profeta Zaccaria (Gv 2,16), che descrive come un giorno verranno a Gerusalemme tutti i popoli per celebrare la festa delle Capanne.

Per fare questo Zaccaria dice che non ci sarà distinzione di purità tra i vasi dell’altare e i vasi di uso comune e, aggiunge, anche i mercanti, mediatori necessari per il culto, non saranno più necessari (Zc 14,21: «Anzi, tutti i recipienti di Gerusalemme e di Giuda saranno sacri al Signore degli eserciti; quanti vorranno sacrificare verranno e li adopereranno per cuocere le carni. In quel giorno non vi sarò neppure un mercante nella casa del Signore degli eserciti»).

Zaccaria annuncia il compimento dei tempi messianici, che oltre alla presenza del Messia, vede anche la partecipazione delle nazioni al culto al Signore, rendendole così abilitate anche loro a entrare nel tempio del Signore, da cui erano escluse.

Gesù cita anche il Salmo 69,10 per indicare che ciò che lo muove a compiere questa azione, non immediatamente comprensibile, è l’amore (lo zelo) per la casa del Signore. L

L’amore per la casa del Signore contempla la sua distruzione per una ricostruzione definitiva e di altra natura: ora non si adorerà più Dio in questo o quel tempio, ma in spirito e verità (Gv 4,19-26).

Gesù conosce il cuore dell’uomo e sa quanto sia sensibile ai grandi segni, ma sa anche che gli entusiasmi vanno messi a confronto con le questioni fondamentali della vita e della morte, per vederne il loro vero fondamento.

Gesù sa che ogni conversione va accompagnata con amore, nel tempo necessario alla sua maturazione, affinché non si perda per strada. Farci accompagnare da Gesù nel suo mistero pasquale, fiduciosi del suo amore per noi, è strada sicura di vita che vince  la morte.

8 marzo 2015 – III Domenica di Quaresima – Anno B

Giovanni 2,13-25

13 Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. 14 Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. 15 Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, 16 e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». 17 I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».

18 Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». 19 Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». 20 Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». 21 Ma egli parlava del tempio del suo corpo.

22 Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

23 Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. 24 Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti 25 e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.

 

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L’amore di Gesù per il Padre
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
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