L’arte dei disabili di Isernia

Ogni giorno è diverso alla cooperativa “Lai-Lavoro anch’io” affiliata alle Acli di Isernia. L’ unica costante è l’impegno degli operatori per promuovere con lavori artigianali l’autonomia degli utenti, tutti con disabilità mentale grave.

Dal 1999, quando è nata Lai, la risposta è sempre stata positiva: i ragazzi – ma ci sono anche cinquantenni – sono entusiasti, lavorano, si rendono utili in tutti i campi mentre le famiglie sono soddisfatte perché vedono i loro figli migliorare nella manualità, nelle capacità relazionali, nel controllo della fisicità e nella conoscenza del territorio.

“Eravamo un gruppo di genitori – ricorda il vicepresidente Antonio Santoro – ed eravamo preoccupati per i nostri figli. Avevano terminato l’obbligo scolastico e non potevano stare tutto il tempo in casa. L’alternativa era metterli in istituti ma l’idea non piaceva a nessuno di noi e così abbiamo fondato Lai, che per i nostri ragazzi è una realtà più gratificante”.

All’interno, la cooperativa offre anche un centro diurno aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00 tutto l’anno.

Gli utenti – al momento 16 persone con un’età compresa tra i 20 e i 50 anni – lavorano e dipingono la ceramica, curano i giardini per l’amministrazione comunale, preparano bomboniere e lavorano anche la cera e centrifugano il miele che poi mettono nei barattoli. Sempre all’interno della cooperativa, in uno spazio messo a disposizione da un socio volontario, i ragazzi a turno curano e raccolgono piante aromatiche per profumare le candele.

“Abbiamo un apicoltore che sta a contatto diretto con le api, cosa che non possono fare i disabili perché spesso sono allergici. Dobbiamo quindi trovare soluzioni creative – l’invasettamento o la produzione di essenze – per farli lavorare su quel terreno”.

Il lavoro continua anche al momento del pranzo, quando gli utenti si alternano a pulire e apparecchiare la tavola o a preparare le porzioni.

Grazie alle commesse di enti pubblici e privati, nell’ultimo triennio, Lai ha prodotto 1500 bomboniere, diversi numeri civici, 100 stemmi per la Provincia di Isernia, 300 stemmi con il logo della Regione Molise, circa 10 targhe e 1600 gadget per fattorie didattiche presenti sul territorio e 100 targhe ricordo per il decennale della coop. Tutte piccole opere d’arte fatte rigorosamente a mano in ogni particolare.

Come ricorda Santoro, i tempi e i costi non sono quelli di una produzione industriale “Per fare 100 bomboniere ci mettiamo due mesi e un chilo di miele lo vendiamo a 7-8 euro, un po’ di più rispetto a quello che si trova di solito nei negozi”.

Ma l’importante è il risultato: con questo lavoro i ragazzi si sentono utili, svolgono attività gratificanti e alla loro portata e maturano come persone nel rapporto con se stessi e nelle relazioni che creano.

Dal 30 gennaio 2014 Lai ha stretto un accordo con Acli terra, l’associazione professionale delle Acli che si occupa di lavoratori agricoli. L’accordo prevede la valorizzazione delle risorse forestali e la tutela e salvaguardia ambientale, la partecipazione comune a bandi europei e regionali e la possibilità per Lai di far conoscere i prodotti attraverso il circuito di Acli Terra.

Come per tutte le cooperative, con la crisi economica qualcosa è cambiato: gli appalti pubblici si sono ridotti e vanno al ribasso e non sempre è facile sopravvivere. “Ma a Isernia – ricorda Antonio Santoro – per fortuna la solidarietà del territorio non è mai mancata. Anche se non siamo mai stati ricchi, abbiamo avuto buone donazioni da famiglie e da aziende, e abbiamo avuto sempre da lavorare anche se ancora non riusciamo a trasformare gli utenti in lavoratori della cooperativa. Sarebbe bello ma ora non riusciamo a pagarli”.

Qualche possibilità potrebbe arrivare dalle aziende del territorio: “In questo periodo uno dei nostri sta lavorando fuori. Il problema però è che se i disabili non trovano ad accoglierli persone formate e posti adeguati poi ritornano da noi, come è già successo. Noi possiamo preparare i ragazzi e affiancarli in azienda per 10-15 giorni e poi basta perché non è un lavoro riconosciuto né retribuito neanche con 10 euro”.

La mente corre al dopo: senza un lavoro, un’indipendenza economica, questi ragazzi come faranno a vivere quando i genitori non ci saranno più? Per i familiari il futuro può essere un’enorme fonte di angoscia. “Per ora – conclude Santoro – abbiamo pensato al ‘durante noi’. Per il ‘dopo noi’ abbiamo molte idee. Tra queste anche la costruzione di mini appartamenti protetti per due persone. Vedremo cosa riusciremo a fare, ma una soluzione la troveremo”.

L’arte dei disabili di Isernia
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR