L’Europa che vogliamo

Le prossime elezioni europee, che si terranno in tutti i 28 stati membri dell’Unione tra il 22 e il 25 maggio, saranno le ottave consultazioni per il Parlamento europeo (le prime furono nel 1979) e le prime cui partecipa la Croazia. La posta in gioco è molto alta poiché mai come oggi il processo d’integrazione è messo in discussione.

I pronostici parlano di un forte astensionismo e del successo dei movimenti euroscettici d’impronta nazionalista. Le recenti elezioni amministrative francesi, così come l’esito del referendum svizzero sulle limitazioni della immigrazione sono avvisaglie da non sottovalutare.

L’Unione Europea è chiamata a rivedere il proprio ruolo e le sue funzioni, dentro e fuori il vecchio continente, recuperando il consenso e la fiducia dei cittadini nel progetto europeo: i frutti del cammino d’integrazione europea sono stati enormi (pace, democrazia e benessere dopo due conflitti mondiali), ma oggi occorre affrontare e superare la percezione, troppo spesso generata da un’incapacità di fornire risposte adeguate ai problemi, della distanza dell’Europa dalla vita del cittadino.

Per la prima volta le diverse famiglie politiche europee hanno saputo indicare un proprio candidato a presidente della Commissione, compiendo un passo avanti per ridurre il deficit di democrazia di cui soffrono le istituzioni europee. Tuttavia, il vero banco di prova per l’Europa è rappresentato dalla questione sociale: rispetto del lavoro e diritti sono ciò che contraddistingue l’Unione. Se non si porrà fine al processo di livellamento verso il basso dei salari e dei diritti dei lavoratori europei non vi potranno essere buone notizie sia per la ripresa economica sia per la tenuta della democrazia.

Il Dossier realizzato dalla Fondazione Achille Grandi per il bene Comune e dalla Federazione Acli Internazionali nasce per queste ragioni. Per rimettere al centro del dibattito e dell’azione sociale e politica le questioni che da sempre, come Acli, ci stanno a cuore: la democrazia, la solidarietà, la giustizia, la partecipazione.

Il sistema di diritti sociali e di garanzie creato nel percorso d’integrazione europea può essere rafforzato oppure si rischia che venga svuotato. Dipende dall’Europa che vogliamo costruire. 

L’Europa che vogliamo
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR