L’insicuro presente delle famiglie calabresi. La risposta delle Acli

Ancora una volta si parla di famiglia. La famiglia, quella “che c’è”, e che nonostante tutte le difficoltà, è ancora il più importante pilastro di coesione sociale del nostro Paese. Oggi, 19 marzo 2015, l’iniziativa “La famiglia che c’è” sbarca a Reggio Calabria per fare il punto sullo stato di salute delle famiglie calabresi a partire dal Dossier sulla vulnerabilità elaborato dall’area Politiche di cittadinanza delle Acli (Link al dossier).

Dalla lettura dei dati emerge chiaramente come le famiglie della Calabria stiano vivendo una situazione veramente drammatica. L’elevata precarietà economica delle famiglie, testimoniata dagli alti tassi di povertà (quasi tre volte superiore a quella italiana) e dai bassi livelli di spesa, sta mettendo questa regione in una costante condizione di allarme e di vulnerabilità.

Ben il 53,6% di nuclei familiari calabresi non riesce a far fronte a spese impreviste e molte di loro lamentano un continuo peggioramento della loro situazione economica: questa condizione fa sì che essi vivano dentro un eterno e insicuro presente, nemico di ogni prospettiva di miglioramento e di evoluzione positiva individuale e collettiva.

Ancor più drammatico è il dato sulla disoccupazione che in Calabria, con il 22,2%,  raggiunge il record nazionale così come quello giovanile con il  56,1%. “E’ in atto un’emergenza sociale a cui bisogna rispondere senza esitazioni – ha dichiarato Santino Scirè, vicepresidente nazionale con delega alla famiglia – la Calabria ha ancora una grande riserva di energia costituita dalla presenza di una popolazione giovane su cui occorre investire subito”.

Non c’è alcun dubbio che il punto di partenza debba essere il risanamento del tessuto economico e produttivo a partire dai timidi segnali mostrati dall’economia locale, in termini, ad esempio, di utilizzo delle fonti di energia rinnovabile o di vocazione al turismo. Un’incisiva azione su questo fronte restituirebbe respiro a una società rattrappita dall’assenza di opportunità per costruire il destino proprio e della propria famiglia.

Ma un secondo e ineludibile passo riguarda un serio ripensamento delle politiche di welfare, in un’ottica di investimento promozionale nei confronti delle famiglie e dei giovani calabresi. “In questa direzione – ribadisce il vicepresidente Scirè – molto potrebbe essere fatto anche attraverso l’attivazione delle risorse della società civile che rappresentano un valido alleato della politica e dell’economia per sostenere una riscossa economica e sociale del Mezzogiorno”.

Proprio questo è l’obiettivo dell’iniziativa “La famiglia che c’è” la quale, regione per regione, coinvolgerà tutto il territorio nazionale: trovare insieme risposte concrete ai bisogni delle famiglie, sia in termini di servizio, sia di proposta politica.

L’insicuro presente delle famiglie calabresi. La risposta delle Acli
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR