L’Italia è ancora in recessione: le misure predisposte dal Governo

La Camera dei Deputati ha iniziato l’esame della nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2014 (DEF).

Il DEF è il principale strumento di programmazione dell’economia e della finanza pubblica italiana: definisce quali sono nell’arco di almeno un triennio gli obbiettivi della finanza pubblica, aggiorna le previsioni e illustra gli interventi necessari per raggiungere gli obbiettivi. Il documento, pubblicato ad aprile, si articola in tre parti: una curata dal dipartimento del Tesoro; una seconda, più analitica, a cura della Ragioneria generale dello Stato che fotografa la situazione attuale; una terza sulle riforme, concordata dal dipartimento del Tesoro con quello delle Politiche comunitarie.

Poiché è un testo programmatico, il DEF viene approvato dal governo e dal Parlamento, ma non ha forza di legge. Per questo può essere modificato, anche in modo significativo: è quanto avvenuto con la nota di aggiornamento in questi giorni in discussione alla Camera. La nota, illustrata lo scorso 30 settembre dal Presidente del Consiglio e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, modifica infatti il quadro macroeconomico rispetto ai dati dello scorso aprile e fornisce indicazioni sulle tendenze e gli obiettivi di finanza pubblica per il 2015 e gli anni successivi. Contestualmente è stata anche presentata la Relazione al Parlamento che illustra l’aggiornamento del piano di rientro verso l’Obiettivo di Medio Periodo.

Tale aggiornamento si rende necessario a fronte del sostanziale deterioramento delle previsioni di crescita per l’anno in corso e per gli anni successivi. Come si legge nel comunicato stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri: «Il quadro macroeconomico è stato rivisto in linea con le recenti tendenze negative dell’economia. La stima aggiornata del tasso di crescita del Prodotto Interno Lordo del 2014 (-0,3% rispetto al 2013) indica che l’Italia è ancora in recessione. In questo quadro il deficit si attesterà al 3% del PIL per il terzo anno di fila. Il quadro programmatico predisposto dal Governo, da perseguire con gli interventi e le politiche che saranno iscritti nella Legge di Stabilità, stima per il 2015 l’uscita dalla recessione e una crescita del PIL pari a +0,6% sul 2014; il rapporto deficit/PIL in calo a 2,9% (-0,1 punti percentuali rispetto al 2014); la disoccupazione in calo al 12,5%. Il rapporto tra debito pubblico e Pil è previsto al 131,6% per il 2014 e al 133,4% per il 2015».

Per una brave sintesi dei provvedimenti adottati, si rimanda alle slides del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

L’Italia è ancora in recessione: le misure predisposte dal Governo
close-modal
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR