L’Italia non rinunci a salvare vite umane. Mare Nostrum non può finire

“Il Mediterraneo diventerà drammaticamente tomba di persone e di civiltà”. Con queste parole Antonio Russo, responsabile Acli per l’Immigrazione ha commentato la decisione del Governo italiano di porre fine all’operazione Mare nostrum. “Il nostro Paese non può rinunciare a una missione che, nel salvare vite umane, è divenuta esempio in Europa e nel mondo di accoglienza e di solidarietà con persone e popoli che fuggono da guerre e persecuzioni”.

Lanciata dopo la strage del 3 ottobre 2013 in cui persero la vita 368 persone, Mare nostrum ha consentito il soccorso e il salvataggio di migliaia di persone. La maggior parte di coloro che attraversano il Mediterraneo sono uomini, donne e bambini che tentano di salvare la loro vita da terribili violenze e, pertanto, hanno diritto alla protezione internazionale.

“Sarebbe un grave errore – continua Russo – consegnare il destino di migliaia di vite umane al programma Triton che ha obiettivi e agibilità di movimento nel Mediterraneo limitate”.

Il programma europeo Triton, come noto, ha finalità ben diverse: opererà solo in prossimità delle acque territoriali italiane e svolgerà un’azione di controllo delle frontiere lasciando inevaso il bisogno di soccorso e protezione dei migranti che attraversano in condizioni disperate il Mediterraneo.

È quindi assolutamente necessario garantire continuità a un’operazione che, come Mare nostrum, operi in acque internazionali, con un mandato chiaro di ricerca e soccorso.

Conclude Russo: “le Acli auspicano che, anche grazie al semestre di presidenza europea, l’Italia conduca l’Unione  verso politiche condivise e strutturali di accoglienza dei migranti”.

L’Italia non rinunci a salvare vite umane. Mare Nostrum non può finire
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR