La baby sitter non è la “tata”

Devo assumere una baby sitter per qualche ora la settimana. Qual’è la retribuzione minima?

Quella che viene comunemente chiamata baby sitter, nel Ccnl del lavoro domestico e familiare ha una qualificazione ben precisa: l’art. 10 individua come tale la lavoratrice (o lavoratore) che “svolge mansioni occasionali e/o saltuarie di vigilanza di bambini in occasione di assenze dei familiari, con esclusione di qualsiasi prestazione di cura”.

Bisogna intendersi quindi su cosa stiamo cercando: se cerchiamo una persona che, in occasione di eventi particolari (cene, appuntamenti al cinema o teatro ecc..), si occupi della vigilanza dei bambini in nostra assenza, la lavoratrice potrà essere inquadrata nella categoria AS, con la corrispondente retribuzione oraria minima prevista (nel 2014 è di €5,27).

Ma se cerchiamo un aiuto più consistente nella gestione della vita familiare, che sia vero e proprio supporto e sostegno alla cura dei bambini, la vera e propria “tata”, la categoria contrattuale dovrà essere quella corrispondente all’assistente familiare, inquadrabile come BS o CS  a seconda del grado di cura da prestare (sarà CS per un neonato, o BS per un bambino più grandicello e autosufficiente) con una retribuzione oraria corrispondentemente più alta (nel 2014 € 5,93 per la BS o € 6,58 per la CS).

In tale ultimo caso, le mansioni affidate alla lavoratrice potranno comprendere anche le attività connesse al vitto e alla pulizia della casa.

 

Per informazioni: aclicolfonline

La baby sitter non è la “tata”
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR