La funzione Studi

Il compito affidato alla funzione Studi si inserisce nell’orizzonte della centralità della cultura e del pensiero che sia a ridosso dell’identità aclista, fondata nelle radici del passato e rivolta agli scenari del futuro.
In questa fase storica la funzione è impegnata a realizzare il mandato del Congresso celebrato a Roma nel 2008 di «rinnovare il pensiero e le nostre categorie culturali», per dare vita «a nuove forme di pensiero e azione sociale, secondo gli insegnamenti della Dottrina sociale della Chiesa».

L’elaborazione di un pensiero creativo e responsabile, unitamente alla valorizzazione della memoria associativa, è il primo degli obiettivi strategici che la Funzione sta cercando di conseguire sia attraverso gli incontri nazionali di studio, sia nella produzione di materiali a servizio del sistema aclista. Le sue matrici culturali trovano un punto di sintesi nel personalismo comunitario e nel quadro dei valori che ha offerto la Caritas in veritate.
La Funzione studi sta cercando di farsi promotrice all’interno dell’associazione di un pensiero condiviso e al suo esterno di contribuire all’elaborazione di principi capaci di edificare un’etica pubblica condivisa, nella convinzione che sia questo il modo migliore e più efficace per promuovere la coesione sociale e la cultura del bene comune.
La funzione comprende l’Ufficio studi, l’Archivio storico e la Biblioteca.
L’UFFICIO STUDIL’Ufficio studi orienta e offre stimoli per una continua ricerca ed innovazione dei contenuti culturali delle Acli, organizzando i principali momenti di riflessione dell’Associazione. Gli appuntamenti di Vallombrosa, di Orvieto e di Perugia descrivono un percorso continuo di ricerca che consente alla realtà associativa di attivare un processo di ricostruzione della trama di un pensiero sociale cristianamente orientato e di condividere una proposta associativa sulle sfide aperte della società globale del rischio. Gli annuali incontri di studio ed un paziente lavoro di revisione critica delle categorie interpretative della realtà sociale, hanno cercato di mettere al centro dell’attenzione del sistema Acli la necessita prima di “tornare a pensare” e poi di costruire un “pensiero condiviso”.
L’ARCHIVIO STORICO E LA BIBLIOTECAL’Archivio storico, che può essere definito uno dei più ricchi e significativi esistenti in Italia per il secondo dopoguerra, costituisce un importante patrimonio culturale per la storia del movimento cattolico, della Chiesa e del mondo del lavoro ed è possibile consultare, almeno in parte, la vasta produzione delle Acli attraverso la quale si ricostruisce la presenza dell’associazione nella società..
Sono presenti documenti ordinati e catalogati dal 1945 ai primi anni ’70, un catalogo informatico con 60.000 tra libri, numeri unici, stampati e dattiloscritti e la raccolta completa dei periodici delle Acli dal ’45 ad oggi. Circa 15.000 foto di storia sociale e di vita delle Acli contribuiscono ad arricchire il patrimonio.
L’archivio storico promuove attività di ricerca e di studio ed elabora materiali tematici e multimediali.
La Biblioteca, nella quale sono disponibili circa 14.000 volumi catalogati, con schede informatizzate e consultabili per via telematica, promuove, accoglie e organizza iniziative culturali. Inoltre un’Emeroteca con più di 200 periodici, fornisce una panoramica sempre attuale su temi quali il lavoro, la religione, il patrocinio sociale, l’immigrazione e, naturalmente il terzo settore.
(Vai al catalogo on-line)

La funzione Studi
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR