La misericordia come principio di uguaglianza

Prosegue la riflessione di accompagnamento per l’incontro nazionale di spiritualità del 6-8 novembre 2015 a Camaldoli sul tema “Lo scandalo delle disuguaglienze e le esigenze della giustizia“.

 

La misericordia come principio di uguaglianza

Quando parla della misericordia di Dio, la Bibbia ci racconta della sue viscere che si smuovono di fronte agli uomini che sono oppressi dalla fatica del vivere e dalle ingiustizie di altri uomini.

La misericordia, prima di tutto, è un sentire profondo verso il fratello che si trova in una situazione in cui la sua dignità di uomo è messa in discussione e vive una situazione di non libertà che gli impedisce di realizzare la pienezza della propria vita.

La misericordia sente il grido del povero che chiede aiuto e non si volta dall’altra parte.

La misericordia si fa carico delle povertà del fratello che grida, a volte anche in silenzio, la propria sofferenza.

La misericordia è sentire che il prossimo non è altro da me: se soffre sono io che soffro con lui, se gioisce sono io che gioisco con lui.

La misericordia è essere consapevole che se il fratello muore, muoio anch’io, perché siamo una cosa sola davanti al Signore misericordioso.

La misericordia che il Signore pratica verso gli uomini ha come frutto il rimettere tutti sullo stesso piano, amati ciascuno secondo le proprie necessità, nella pienezza della propria vita, per poter vivere nella libertà il dono della vita ricevuto dal Signore.

Per tutti è una gioia essere toccati dalla misericordia del Signore, perché egli dà più di quanto speriamo, fa traboccare la vita là dove viene meno, fa ritrovare il fratello che si era smarrito nelle fatiche della vita, così che insieme si possa continuare a camminare nella fraternità, nella giustizia e in pace.

«Davide rispose a Gad: “Mi trovo in grande angustia! Cadiamo pure in mano del Signore, perché la sua misericordia è grande, ma che io non cada nelle mani degli uomini» (2Sam 24,14).

La misericordia di Dio è sempre da preferire, perché è grande e guarisce ogni ferita.

«Ecco ciò che dice il Signore degli eserciti: Praticate una giustizia vera: abbiate amore e misericordia ciascuno verso il suo prossimo» (Zac 7,9). E’ contemplando la misericordia del Signore che l’uomo diventa capace di misericordia verso il fratello nel bisogno.

E’ la misericordia di Dio che ci è stata rivelata nel mistero pasquale e che ci rende tutti uguali davanti al Signore, tutti bisognosi della sua salvezza e tutti fratelli di pari dignità, perché tutti salvati dal nostro peccato.

L’ingiustizia, che segna le relazioni tra di noi e che crea disuguaglianza, ci interpella affinché possiamo, con l’aiuto del Signore misericordioso, ristabilire nella giustizia l’uguaglianza che dà a ciascuno secondo il suo bisogno, riconoscendo le diverse necessità di ciascuno per poter vivere una vita degna di tale nome.

La misericordia riconosce la specificità di ogni persona e ne promuove la vita secondo la sua originalità, creando così la fraternità che accoglie ciascuno per quello che è e per il contributo che può dare alla vita comune, senza invidie e gelosie, ma con gioia e partecipazione.

La misericordia diventa così fondamento della pace, che per la rivelazione biblica è quella condizione in cui ciascuno riceve a sufficienza per la propria vita e non ha quindi la necessità di avere di più e neanche vivere l’ingiustizia perché ha di meno di quello che necessita.

 

Marco Bonarini – formatore Vita cristiana Acli nazionali

 

Approfondimenti precedenti:

La chiesa come comunità di condivisione – padre Elio Dalla Zuanna

La misericordia come principio di uguaglianza
close-modal
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR