La nostra verità nella relazione con l’altro

L’ultimo numero di TuttoLibri, l’inserto del sabato de La Stampa, è dedicato al prossimo Salone del libro di Torino. Alle pagine VIII e IX c’è un’intervista a Tzetan Todorov, il noto scrittore di origine bulgare da tempo trasferitosi in Francia.Nel dialogo, che prende spunto dal tema della memoria, Todorov sostiene che non è tanto importante cosa ricordiamo o sappiamo del passato ma che uso intendiamo farne nel presente. E’ per questo che – dice – non dobbiamo lasciarci ingannare e considerare la mole di informazioni di cui oggi possiamo disporre anche grazie a internet, come garanzia di maturità della conoscenza. Il fondamento di ciò sta nel fatto che – secondo lui – c’è una stretta relazione tra conoscenza e  verità e rapporto con l’altro.

“La conoscenza – afferma lo scrittore – è l’incontro tra una coscienza individuale, umana e l’informazione, è la trasformazione di questa informazione in qualche cosa di personale, un modo di agire, di rapportarsi agli altri intorno a sé”.  “Perché – aggiunge – si diviene umani solo con l’interazione con coloro che ci stanno attorno”. In altre parole,  “la nostra verità è nella relazione con coloro che ci circondano”. Il tema ovviamente è complesso e non si può escludere che esista qualcosa nell’identità personale che prescinda dalla cultura. Ma è pur vero che la cultura é la dimensione imprescindibile in cui prende corpo la nostra personalità.L’impostazione positiva del pensiero di Todorov ci suggerisce ancora una volta che oggi questo processo di “umanizzazione nella verità” è addirittura potenziato per il fatto che ci è dato da vivere in un ambiente dove più culture si incontrano. Lungi dall’essere qualcosa da temere, la dimensione interculturale va considerata un’occasione intellettuale e personale da non mancare.

La nostra verità nella relazione con l’altro
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR