La notifica a mezzo posta privata non è valida

Mi è stato recapitato un avviso di accertamento Ici dal mio Comune tramite un servizio postale privato. Mi è stato però riferito che le notifiche dei suddetti avvisi fatte tramite servizio postale privato non sono valide. È vera questa cosa?

Sì è vero. Nella sentenza n. 2035 del 30 gennaio 2014 la Cassazione ha infatti scritto che “nel caso di notificazioni fatte direttamente a mezzo del servizio postale, laddove consentito dalla legge, mediante spedizione dell’atto in plico con raccomandata con avviso di ricevimento quest’ultimo costituisce atto pubblico e, pertanto, le attestazioni in esso contenute godono della stessa fede privilegiata di quelle relative alla procedura di notificazione a mezzo posta eseguita per il tramite dell’ufficiale giudiziario.

Non altrettanto può dirsi per ciò che concerne le notifiche effettuate da un servizio di posta privato. Gli agenti postali di tale servizio non rivestono infatti la qualità di pubblici ufficiali onde gli atti dai medesimi redatti non godono di nessuna presunzione di veridicità fino a querela di falso con la conseguenza le attestazioni relative alla data di consegna dei plichi non sono idonee a far decorrere il termine iniziale per le impugnazioni”.

Inoltre, praticamente un anno dopo l’emissione della summenzionata sentenza, il 12 dicembre 2014, lo stesso criterio di non-validità delle notifiche a mezzo posta privata, è stato esposto in un’altra sentenza, stavolta della Commissione tributaria provinciale di Campobasso (la n. 1077) riguardante proprio un avviso di accertamento Ici, in base alla quale l’ente Poste italiane è quello cui è “riservato, sempre per esigenze di ordine pubblico e in esclusiva, il servizio relativo alle notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari di cui alla legge 20 novembre 1982 n.890 e successive modificazioni.

La ratio della predetta disposizione – continua la sentenza – si coglie agevolmente ove si consideri che solo in caso di utilizzo del servizio universale l’avviso di ricevimento della raccomandata costituisce atto pubblico ai sensi dell’articolo 2699 codice civile pertanto le attestazioni in esso contenute godono della stessa fede privilegiata di quelle relative alla procedura di notificazione a mezzo posta eseguita col tramite dell’ufficiale giudiziario, laddove nessuna presunzione di veridicità è possibile attribuire alle attestazioni relative alla consegna del plico effettuate dagli agenti di un servizio di posta privato”.

 

Per informazioni: www.caf.acli.it

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