La presenza politica dei cattolici: un breve escursus

Un breve escursus sul ruolo dei cattolici in politica nel nostro paese per introdurre le parole chiave dell’Incontro di Studi delle Acli 2012.

Due sono i criteri da tenere presenti per leggere la presenza dei cattolici nella politica italiana: in 150  anni di storia italiana la loro presenza è stata caratterizzata più dal pluralismo che dall’unità; inoltre l’orientamento  del laicato cattolico sembra essere condizionato fin dall’inizio dalle scelte della gerarchia (si pensi al Non expedit del 1874). Dopo la stagione dell’Opera dei Congressi si è aperta per i cattolici, nei primi anni del ‘900, l’esperienza delle Settimane sociali (1907) soprattutto su iniziativa di Giuseppe Toniolo.  Il patto Gentiloni (1913) è il segno evidente che il voto dei cattolici era diventato una riserva ambita per fare da puntello alla politica liberale.Una volta che don Luigi Sturzo riesce a convincere il Segretario di Stato, cardinale Gasparri, a ritirare definitivamente il Non expedit (1918) può finalmente lanciare l’Appello ai liberi e forti (18 gennaio 1919) e dar vita al Partito Popolare al quale partecipa come dirigente il nostro Achille Grandi, ancora giovane, ben prima che venissero fondate le Acli. La dittatura fascista, che crollerà soltanto sotto i colpi della Seconda guerra mondiale, impedirà ogni esperienza associativa, ma fin dall’8 settembre 1943 si assiste ad una fervida stagione democratica che vede anche il protagonismo dei cattolici, come stanno a dimostrare il codice di Camaldoli, la nascita delle Acli, la partecipazione convinta all’Assemblea costituente. Nelle elezioni politiche del  1948 saranno i Comitati Civici organizzati da Luigi Gedda in funzione anti-comunista a catalizzare il voto dei cattolici assicurando la vittoria della Dc di De Gasperi..Nel corso della prima Repubblica si è  dunque realizzata con la Democrazia cristiana l’unità politica dei cattolici, ma la fine della Dc ha provocato una “diaspora” che ha conosciuto varie forme di  aggregazione – Lega democratica, Cristiano sociali, Partito Popolare Italiano, La Margherita (Democrazia e libertà), Unione di Centro – fino a stabilizzarsi in un bipolarismo che include i cattolici all’interno di entrambi i poli, come pure nel cosiddetto “terzo polo”.Oggi, che anche la seconda Repubblica è giunta al capolinea, i cattolici si stanno nuovamente interrogando sul che fare, come attestano i due appuntamenti di Todi 1 (ottobre 2011) e Todi 2 (ottobre 2012).

La presenza politica dei cattolici: un breve escursus
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