La “rivoluzione” di Bergoglio arriva a Strasburgo

Papa Francesco è in volo per Strasburgo dove farà visita alle istituzioni europee. Un viaggio breve e intenso che si svolgerà nell’arco della mattinata. Così annuncia la Radio Vaticana in attesa di divulgare l’intervento del Papa.

Nel frattempo, è interessante leggere l’editoriale di Gianni Borsa per Sir Europa da Bruxelles, sul documento riservato prodotto per l’occasione della visita papale dal “Dipartimento tematico” della direzione generale delle Politiche esterne del Parlamento Ue, intitolato appunto “Una ‘rivoluzione’ nella Chiesa cattolica? Il primo anno di pontificato di papa Francesco”.

“Eletto nel marzo 2013, papa Francesco rappresenta una scelta ‘rivoluzionaria’ per la Chiesa cattolica“, si legge nel pamphlet. “Confrontata a una progressiva secolarizzazione della società, scossa dagli scandali e apparentemente incapace di reagire alle sfide del mondo moderno, la Chiesa ha deciso di affidarsi a un uomo che viene ‘dall’altra parte del mondo'”.

I primi mesi di pontificato di papa Bergoglio “sono stati fecondi”, azzarda l’autore. “Sotto la guida del nuovo pontefice, la Chiesa ha intrapreso un’importante opera di riorganizzazione interna e ha cominciato ad aprirsi a questioni morali tipiche della nostra epoca”. La Chiesa “è tornata all’antico con una rinnovata attenzione ai poveri e agli emarginati e ha lanciato un processo di evangelizzazione più attivo e convinto”. Ancora: “Da un punto di vista internazionale, il nuovo Papa si è sensibilmente distaccato dalla tradizione euro-centrica dei suoi predecessori”, “privilegiando un approccio ‘multilaterale’ alle questioni internazionali”. Quindi un primo giudizio, dietro l’apparenza della neutralità: “Non è tuttavia chiaro se l’intransigente gerarchia della Chiesa permetterà le riforme promosse dal pontefice”.

Sulle relazioni con l’Unione europea – osserva l’autore dell’editoriale – per l’ufficio dell’Europarlamento che si occupa di politiche esterne sarebbero cinque gli aspetti su cui Ue e Vaticano “non condividono la medesima visione“: le radici giudaico-cristiane dell’Europa; l’impostazione del libero mercato; l’ideologia gender; le “ingerenze” delle istituzioni internazionali nelle questioni morali e dottrinali della Chiesa; il nodo delle migrazioni e l’accoglienza dei profughi.

Leggi l’editoriale completo (sito Sir Europa)

 

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