La scomparsa di Giovanni Bersani, il cordoglio delle Acli

Oggi, 24 dicembre 2014, il Signore ha chiamato a sé all’età di cento anni Giovanni Bersani, la cui figura è legata a quella delle Acli. Le Acli esprimono il loro profondo cordoglio e lo ricordano con una testimonianza di Domenico Rosati.

Nella vita delle Acli la figura di Giovanni Bersani si colloca come quella dell’antagonista. E non solo  per le vicende traumatiche della scissione degli anni ’70, che pure lo videro decisamente schierato,  ma per l’idea stessa del movimento operaio cristiano che egli coltivò già dagli anni ’50.

A differenza del presidente Dino Penazzato, che non nascondeva la vocazione politica dell’organizzazione dei lavoratori cristiani, Bersani immaginava una sorta di confederazione di “opere” di carattere economico-sociale nelle quali condensare l’iniziativa degli operai e dei contadini cristiani. Tale visione si rifaceva ad un’esperienza emiliana imperniata sulla cooperazione e modulava su di essa la selezione degli obbiettivi e delle alleanze. Giuseppe Fanin, ucciso in un agguato comunista nel 1948, ne era l’icona irrinunciabile.
 
A tale concezione del movimento Bersani credette di potersi ispirare nuovamente sul finire degli anni ’60 quando, ritenendo che le Acli avessero superato, con Livio Labor, il massimo consentito di politicizzazione, in senso antidemocristiano, s’inoltrò con altri sulla via della separazione.

Ma a quel punto l’impresa non poteva più basarsi sulla distinzione originaria perché nelle scelte di quel periodo si fece sentire l’infuenza di altre cause di carattere politico che s’intrecciarono con altre di carattere ecclesiale: una materia complessa sulla quale più tardi  egli stesso si dichiarava disponibile a fornire elementi di chiarimento in uno spirito di ricerca ben diverso dall’animo polemico dei tempi della rottura.
 
Del resto i miei rapporti personali con lui erano rimasti integri. Nel 1992, mentre scrivevo un saggio su Dino Penazzato, lo interpellai per avere una sua testimonianza. Mi dette appuntamento alla stazione di Firenze dove – ne ho vivo il ricordo – mi raccontò commosso le ultime ore di vita di Penazzato con la sua accorata esortazione volta a ricomporre la gestione unitaria dell’associazione dopo la rottura intervenuta con il congresso di Bari del 1961. Nell’occasione mi fornì anche dei documenti di prima mano sulla fase preparatoria, in sede democristiana, delle scissione sindacale del 1948. Qualche tempo dopo, trovandomi a Bologna su invito di un circolo Acli, ebbi la sorpresa di sentirmi chiamare al telefono. Aveva saputo che ero lì e gli piaceva parlarmi.
 
Di Bersani andranno anche adeguatamente illustrate la lunga attività parlamentare italiana ed europea, l’impegno per una costruzione europea a protagonismo popolare, nonché l’iniziativa costante per la cooperazione internazionale con particolare riguardo all’Africa. A me basta, per ora, l’aver ricordato la sua appartenenza di pieno diritto alla storia delle Associazioni cristiane lavoratori italiani.

Domenico Rosati
  

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