La Settimana Onu del Disarmo

Si celebra in questi giorni la Settimana Onu del Disarmo, istituita dalle Nazioni Unite per richiamare tutti i paesi del mondo all’impegno per la riduzione degli armamenti e per una maggiore consapevolezza pubblica verso il disarmo come scelta di fondo della politica internazionale. L’iniziativa, che si conclude il prossimo 30 ottobre, ha origine da una sessione speciale sul disarmo all’Assemblea generale nel 1978 e ha sempre inizio il 24 ottobre, anniversario della Fondazione delle Nazioni Unite: la Settimana del Disarmo sottolinea così come qualsiasi sforzo di armonia tra le nazioni debba necessariamente passare per la rinuncia alla guerra e alle armi.

 
Tagliamo le ali alle armi
Le Acli, all’interno della Rete Italiana Disarmo, celebrano l’iniziativa delle Nazioni Unite e sostengono le campagne del coordinamento. Sono soprattutto due le mobilitazioni attorno alle quali si concentra l’impegno della Rete in occasione della Settimana del Disarmo. Con “Taglia le ali alle armi” il coordinamento chiede al Governo un’inversione di rotta sul bilancio militare e una cospicua riduzione delle spese, a cominciare dal programma di acquisto dei cacciabombardieri F-35 Joint StrikeFighter. “Anche se il Governo tiene bloccata da tempo (almeno dalla fine 2009) la decisione definitiva – sottolinea la Rete Disarmo – l’Italia a breve potrebbe perfezionare l’acquisto di oltre 130 cacciabombardieri d’attacco Joint Strike Fighter F-35: un programma che ad oggi ci è costato già 1,5 miliardi di euro e che ne costerà almeno altri 15, solo per l’acquisto dei velivoli, arrivando ad un impatto di 20 miliardi nei prossimi anni”. La crisi, che ha già pesantemente colpito i bilanci degli stati nazionali così come delle famiglie, ha spinto già altri Governi (Gran Bretagna, Norvegia, Danimarca e Olanda) a rivedere gli impegni presi con il programma F-35.La difesa della legge 185/90
La legge che regola l’esportazione della produzione militare italiana, la 185 del 1990, rischia di essere modificata sotto le spinte di armonizzazione con le norme europee. Considerata da più voci come una legge all’avanguardia sul commercio delle armi, e nata da una iniziativa popolare che ha visto protagonista un vasto cartello di associazioni laiche e cattoliche, tra le quali anche le Acli, la 185/90 può essere ora modificata dal Governo con meccanismo di delega dal Parlamento, senza cioè la partecipazione e trasparenza necessaria per un tema così delicato. La Rete Disarmo ha da mesi mobilitato l’attenzione della politica e dell’opinione pubblica, affinché ogni eventuale modifica non stravolga lo spirito stesso della legge del 1990, teso a disciplinare in modo stringente il commercio delle armi.
“L’impegno delle Acli per un mondo senza conflitti e senza armi – ricorda Alfredo Cucciniello, responsabile del Dipartimento Pace e stili di vita delle Acli – non comincia con la Settimana Onu del Disarmo e non finisce certamente il 30 ottobre. Siamo da sempre protagonisti del movimento pacifista e in prima fila per il disarmo e per una coerente scelta di non violenza. Con l’iniziativa delle Nazioni Unite speriamo si allarghi e arricchisca il dibattito pubblico sulle scelte politiche e di bilancio che rischiano di influenzare pesantemente il futuro del nostro paese, senza che i cittadini ne siano informati, come nel caso dell’acquisto di 130 caccia da combattimento per un totale di circa 20 miliardi di euro”.

La Settimana Onu del Disarmo
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR