La solidarietà che sa di formaggio

Per gli stranieri il Parmigiano rappresenta uno dei prodotti italiani per antonomasia. Per l’Emilia Romagna, colpita dal terremoto del maggio 2012, è un simbolo di solidarietà.
E’ dal Parmigiano che sono partite infatti le Acli di Modena per aiutare le aziende in difficoltà dopo le scosse del 20 e 29 maggio.

“I produttori di formaggio – racconta Giuseppe Antonio Mulas, vicepredente delle Acli modenesi – si sono trovati con i capannoni distrutti, non sapevano più dove conservare il parmigiano e in molti casi le forme si erano anche rotte. Avevano l’esigenza di vendere grosse quantità di Parmigiano nel più breve tempo possibile. Come Acli ci siamo messi a disposizione per avvicinare domanda e offerta e per pagare le spese di spedizione”.
“Il nostro – ci tiene a precisare – era un lavoro logistico, non abbiamo comprato e poi rivenduto il formaggio. E come aiuto logistico il presidente delle Acli di Modena ha messo a disposizione un suo magazzino per lo stoccaggio, e io che nella vita faccio tutt’altro, mi sono trovato a fare pallet di Grana da inviare”.
In tre mesi i due produttori in contatto con le Acli hanno venduto 450 quintali di formaggio con un ricavato di 300.000 euro.

“Ciò che ci ha sorpreso, e il presidente non smette di stupirsi – continua Mulas – è stata la risposta aclista. Gli ordini provenivano quasi tutti dall’associazione o da persone e ristoratori che avevano un amico nelle Acli”.
Non è solo con il parmigiano che l’associazione si è fatta sentire: dall’Aquila e dalla Sicilia sono arrivati due camper per le esigenze burocratiche, tasse e Imu prima di tutto; a Cuneo e a Vicenza i bambini sono stati ospitati nei campi estivi dell’associazione, l’Ipsia, ha inviato volontari per fare animazione nelle tende, il Cta ha ospitato gratuitamente durante i mesi estivi le famiglie colpite in sue strutture. I circoli hanno organizzato cene e spettacoli per raccogliere fondi. Dall’Italia e dall’estero sono arrivati tantissimi finanziamenti.
E chi ha potuto ha messo le proprie capacità a disposizione. È il caso dei ciclisti dell’Us Acli di Ravenna che hanno organizzato a Nonantola la festa del ringraziamento e cucinato per 150 persone.

In quell’occasione le Acli emiliane hanno consegnato alle Acli modenesi 50 mila euro.
Dei soldi ricevuti dalle Acli di Modena, 10 mila euro sono andati alla scuola materna di Sorbara e 50 mila al polo scolastico di Camposanto, due delle zone più colpite dal sisma.

A dodici mesi dal terribile evento che ha colpito una zona considerata non a rischio, l’Emilia Romagna sembra tornata a una vita quasi normale: secondo i dati della Regione, a metà ottobre tutti i bambini andavano a scuola in strutture prefabbricate, attualmente solo 59 persone dei 45 mila sfollati vivono in albergo, i prefabbricati abitativi removibili presenti sul territorio sono 757 e di 22 zone rosse che erano state chiuse 16 sono state aperte e 6 hanno le strade principali accessibili.
“La regione – conferma Walter Raspa, presidente delle Acli regionali – ha lavorato bene, ha evitato le new town e da subito ha fatto accordi con le grosse banche per anticipare agli imprenditori il denaro per la ricostruzione. Andava scongiurato il rischio che le aziende andassero via. Non si potevano aspettare i finanziamenti che non si sapeva quando arrivavano”.

La normalità non è però ancora raggiunta: “Il 90% delle imprese – ricorda Francesco Aleotti, presidente Acli a San Giovanni Persiceto (Bo) – ha riaperto, i fienili sono stati ristrutturati, ma molti imprenditori pur di non fallire hanno pagato di persona le tasse che erano state prorogate fino a novembre e oggi si trovano in difficoltà. Nel mio campo – mi occupo di consulenza per i patrimoni immobiliari – è tutto fermo perché le persone hanno paura a comprare casa”.
Il circolo Acli di San Giovanni non ha avuto danni: “Si trova nella canonica della chiesa che era stata appena ristrutturata, ma la chiesa è ancora inagibile perché non sono stati sbloccati i fondi e le messe le facciamo nel teatro parrocchiale”.

Ora finita l’emergenza vera e propria, l’obiettivo per Mulas è ricostruire le reti sociali: “Bisogna investire nelle strutture e nelle attività aggregative, creare spazi per stare insieme, promuovere l’integrazione tra le persone, mantenere la coesione sociale per evitare che tutto il lavoro fatto fino a ora vada perduto. Per questo abbiamo comprato per l’emergenza 8 tensostrutture che abbiamo montato a San Felice da usare come centro estivo e strutture scolastiche provvisorie. Volevamo dare alla popolazione uno spazio dove incontrarsi”.

Proprio la tenuta del tessuto sociale è il “destinarlo” del prossimo 5xmille delle Acli: “Nel 2012 – ricorda Mulas – abbiamo destinato i soldi per l’emergenza ma ancora non sapevamo quali erano le necessità precise, quest’anno invece li diamo al polo scolastico di Camposanto, alla scuola materna di Sorbara, alla diocesi di Carpi per l’oratorio Eden e le scuole dell’Istituto Sacro Cuore”.

Alla ricostruzione della società ha contribuito anche lo spettacolo “Sensation White”, una serata di ballo e musica nata in Olanda e che attira ogni anno migliaia di giovani vestiti rigorosamente di bianco. Il 13 aprile 2013 “Sensation White” era a Bologna e parte del ricavato – 50 centesimi per ogni biglietto venduto – sarà utilizzato per costruire un’aula di musica nel polo scolastico di Camposanto: “Gli organizzatori – ricorda Mulas – volevano un progetto preciso e un’associazione che facesse da garante e si sono rivolti alle Acli di Modena”.

La solidarietà che sa di formaggio
close-modal
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR