Lavoro, dignità e rispetto

“ Lavoro dignità e rispetto per gli immigrati che vivono nel nostro Paese e contribuiscono a migliorarlo.”  E’ il contenuto dell’appello attraverso il quale le Acli e  molte altre organizzazioni  sociali e sindacali Hanno promosso, a Roma e in altre città, nella giornata del 18 novembre, diverse iniziative sul tema specifico della regolarizzazione dei lavoratori immigrati.
Come è noto nel nostro Paese, un numero considerevole di lavoratori stranieri, pur avendo ottemperato agli obblighi imposti dalla ultima sanatoria promossa dal governo nel 2009, rischia di essere condannato  dall’emanazione di una circolare ministeriale ad una espulsione ingiusta e ad un rientro coatto nel Paese di provenienza.

Il fenomeno che le Acli avevano denunciato già prima che scoppiassero le proteste di Brescia e di Milano, non sembra placarsi. Il crescere di manifestazioni spontanee di cittadini stranieri e italiani che contestano un provvedimento ingiusto, non trova, al momento, una disponibilità del governo a cercare una possibile soluzione. Qualora non interverranno nuovi disposizioni, il rischio è che coloro che hanno perseguito la strada della regolarizzazione e in molte circostanze sono stati truffati, diverranno vittime incolpevoli di una domanda di legalità.
Le iniziative del 18 novembre vanno nella direzione di aprire un varco, uno spazio di confronto con il governo e con i Ministri dell’Interno e del Lavoro, per cercare una soluzione concreta che restituisca, nella legalità, dignità ai lavoratori immigrati.
In particolare a Roma è prevista una manifestazione  e una conferenza stampa alle quali vi invitiamo a partecipare che avranno luogo in Piazza Santi Apostoli davanti alla Prefettura a partire dalle ore 14,00.
Antonio Russo responsabile area Immigrazione delle Acli





LAVORO  DIGNITA’ RISPETTO


Lettera aperta al Ministro Maroni e al Ministro Sacconi
 
Con questo appello, le organizzazioni firmatarie, chiedono al governo italiano e alle istituzioni competenti di intervenire sulla situazione di emergenza in cui vivono migliaia di migranti residenti nel nostro Paese.
Richiamano all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica la condizione critica in cui vivono i cittadini migranti, tra i più colpiti dalle conseguenze della crisi economica, e sottolinea come la negazione dei diritti colpisce tutti e si estende man mano dai più deboli, quali i migranti, a tutti i lavoratori.
Chiediamo ai Ministri Maroni e Sacconi di aprire un tavolo di trattativa, che possa individuare soluzioni serie e strutturali contro il lavoro nero e per i diritti degli immigrati, con priorità a:

il contrasto allo sfruttamento del lavoro nero, attraverso il recepimento della Direttiva Europea 52, l’applicazione e l’estensione dell’articolo 18 del Testo Unico anche a chi denuncia di essere stato costretto all’irregolarità del lavoro;
un percorso di emersione strutturale che, oltre a riconoscere il permesso di soggiorno a chi è stato truffato nel corso dell’ultima sanatoria e a chi è rimasto vittima della circolare Manganelli, offra la possibilità di uscire dalla schiavitù e dallo sfruttamento a centinaia di migliaia di migranti, costretti all’irregolarità del soggiorno;
una proroga del permesso di soggiorno per chi oggi ha perso il lavoro e fatica a reperirne uno nuovo, senza che incomba la minaccia di espulsione;
un intervento sulla situazione di estrema difficoltà in cui versano gli sportelli Unici per l’immigrazione che, per effetto della manovra finanziaria sono costretti a licenziare 1300 operatori che sono oltre il 50% del totale degli addetti.

Il 18 novembre prossimo saremo presenti con presidi e assemblee che si svolgeranno a Roma e in molte città capoluogo con la richiesta di essere ascoltati dal Governo e dai Prefetti.
Gli immigrati e tutti i lavoratori colpiti dalla crisi, hanno bisogno di atti concreti e responsabili.
ACLI, ANTIGONE, ARCI, ASGI, CGIL, CIR, CNCA, EMMAUS ITALIA, FCEI, LIBERA, TERRA DEL FUOCO, PROGETTO DIRITTI ONLUS, SEI-UGL

Lavoro, dignità e rispetto
close-modal
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR