Lavoro, partecipazione, democrazia

Prenderà il via il 7 ottobre a Londra il seminario internazionale di Studi “Lavoro, partecipazione, democrazia. Soggetti. diritti, economia civile“, promosso dalle Acli con il sostegno dell’Eza.

Giunta ormai alla sua quinta edizione, l’iniziativa vuole proporre alla riflessione comune questioni di grande rilevanza sociale, chiamando a confronto le organizzazioni europee che hanno come propria mission la promozione e il dialogo sociale, la cultura del lavoro e della cittadinanza. Tre giorni di lavoro, analisi e discussione con partecipanti provenienti da 12 diversi Paesi.
Al centro delle analisi e del dibattito sarà ancora il lavoro, osservato in modo particolare dalla prospettiva eccentrica di due soggetti “critici” – i giovani e le donne – e interrogando le modificazioni profonde che negli ultimi due decenni hanno segnato la cultura del lavoro e le forme della rappresentanza.Così sono presentati temi e scenario all’interno del programma: “… la questione centrale è che il lavoro sempre meno garantisce accesso alla cittadinanza e sempre meno costituisce strumento di emancipazione, apprendimento, libertà e democrazia. La stretta solidarietà tra lavoro e partecipazione sociale – soprattutto se letta con gli occhi dei giovani e delle donne – sembra essersi spezzata, minacciando gravemente quella stabilità e quel benessere sociali alla base di ogni programma di sviluppo. I giovani e le donne sembrano essere sempre più lontani da quell’obiettivo della “buona occupazione” che la società della conoscenza – secondo la strategia di Lisbona – avrebbe dovuto garantire loro. E d’altra parte, la rappresentanza del lavoro, così come l’abbiamo conosciuta in Europa nel ‘900, sembra non essere più in grado di dare risposte adeguate…”.In occasione del seminario, la Fai ha promosso un’indagine qualitativa proprio per indagare prefigurazioni, vissuti e bisogni di giovani e donne.La ricerca cerca di affrontare – in una prospettiva europea – alcuni aspetti: da una parte, le difficoltà incontrate nel lavoro, la frammentazione dei percorsi, le riduzioni di risorse e diritti in campo lavorativo, previdenziale e di welfare, i bisogni di tutela e rappresentanza; dall’altra, il senso del lavoro e la sua importanza nella costruzione dell’identità soggettiva e sociale.Oltre alle interviste in profondità rivolte a giovani e donne dei diversi Paesi coinvolti, per concorrere a realizzare il quadro degli scenari nazionali ed europeo, sono state anche realizzate alcune interviste a testimoni privilegiati, ossia persone che, per esperienza di vita o professionale, hanno una conoscenza diretta del fenomeno oggetto di studio.Hanno partecipato al percorso di ricerca nove Paesi, di cui 6 comunitari: Albania, Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Kosovo, Olanda, Svizzera.Alla lettura dei risultati della ricerca è dedicata la terza sessione del seminario internazionale.
Per saperne di piùIl sito della Fai

Lavoro, partecipazione, democrazia
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR