Le Acli a Pozzallo per la marcia delle donne e degli uomini scalzi

Pozzallo come Venezia. Domani, 11 settembre, la cittadina siciliana che ospita il centro di primo soccorso e accoglienza per migranti sarà teatro di un’iniziativa a favore dei migranti in cui le Acli saranno protagoniste.

La marcia delle donne e degli uomini scalzi promossa a Venezia da personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo si sta diffondendo in tutta Italia. Solcherà le strade di Venezia fino al cuore della Mostra Internazionale di arte cinematografica, passerà per le strade di Milano, Roma, Salerno e di molte altre città italiane, fino a Pozzallo, uno dei luoghi simbolo dell’esodo di migliaia di profughi in cerca di salvezza.

Domani, 11 settembre, alle ore 17.00 presso la rotonda Raganzino una delegazione delle Acli percorrerà le strade della cittadina ragusana a piedi nudi.

“Le Acli sono dalla parte di chi oggi è costretto a lasciare il proprio Paese, la propria casa, e subire umiliazioni e sofferenze, se non addirittura la morte, per veder salva la propria vita e quella dei propri figli” dichiara Antonio Russo, responsabile nazionale Acli per l’Immigrazione. “Camminare a piedi nudi vuol dire spogliarsi di ogni orpello, provare a mettersi in una condizione di vulnerabilità in cui è in gioco la propria identità e farlo a Pozzallo ha per noi un significato importante”.

Nella cittadina siciliana passano fino a 2.000 immigrati la settimana. Il Centro prima accoglienza e soccorso (Cpsa) di Pozzallo è uno dei 5 centri di prima accoglienza governativi dell’Isola che dovrebbero fungere da strutture dove i migranti ricevono le prime cure, l’accertamento della regolarità o meno della presenza nel nostro Paese e le procedure di riconoscimento (per i richiedenti asilo), prima di passare alla seconda accoglienza. «Questo centro però, come altri, si è spesso trasformato in un luogo di detenzione, assurgendo a simbolo del fallimento delle politiche europee sull’immigrazione» ricorda Russo.

L’Europa ha degli standard minimi per l’accoglienza dei profughi che sono continuamente disattesi a seguito dell’ingente flusso che interessa le nostre frontiere, non ultima quella ungherese. «Negli ultimi due mesi oltre 40mila persone – per lo più provenienti da Siria, Afghanistan e Kosovo – hanno attraversato la rotta balcanica dalla Turchia fino all’Ungheria da dove i migranti contano di passare nei Paesi prosperi del nord Europa».

«Finora l’Ue ha reagito a questa crisi umanitaria attraverso una sorta di “irresponsabilità organizzata” – conclude Russo – «Ora è il momento di abbandonare l’idea “dell’ognuno per sé” e puntare ad un cambiamento radicale delle politiche migratorie comunitarie. L’Europa deve puntare ad un vero sistema unico di asilo superando il regolamento di Dublino che impedisce ai migranti la libera scelta del Paese in cui stabilirsi».

Nel solo mese di luglio gli arrivi di migranti nel nostro continente hanno raggiunto la cifra record di 107.500, più del triplo dello stesso periodo 2014. Tra gennaio e luglio il numero degli arrivi si è attestato così a 340mila: l’anno scorso furono 123mila nello stesso periodo e 280mila in tutto il 2014. Sono 2778, invece, i migranti che attraverso le rotte del Mediterraneo non sono riusciti ad arrivare in Europa.

Le Acli a Pozzallo per la marcia delle donne e degli uomini scalzi
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR