Le Acli a Zanonato: la povertà non può aspettare la ripresa

Occorre rimettere in moto la macchina che produce ricchezza altrimenti ci sarà sempre meno da redistribuire” ha affermato questa mattina Flavio Zanonato, ministro dello sviluppo economico, all’incontro con la Direzione nazionale delle Acli, rispondendo a Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli, che gli aveva espresso la delusione per il mancato stanziamento di fondi nella legge di stabilità per poter avviare a partire dal prossimo anno un Piano nazionale di lotta alla povertà assoluta.
Il presidente delle Acli Bottalico ha ricordato al ministro le urgenze della povertà, che secondo l’Istat si è raddoppiata negli ultimi cinque anni e che coinvolge cinque milioni di persone, e dell’impoverimento dei ceti intermedi e lavoratori: almeno otto milioni di cittadini e di lavoratori, secondo l’Eurispes sono sempre più a rischio di precipitare nella povertà.
Il ministro Zanonato, pur condividendo la necessità di intervenire su queste due emergenze ha dato le rassicurazioni che poteva, stante l’andamento economico del Paese ed i grossi problemi di bilancio: “Dobbiamo produrre più ricchezza – ha affermato Zanonato – per questo fine il governo si è concentrato nella manovra economica a reperire tutte le risorse possibili. Nella legge di stabilità siamo riusciti a trovare 11 miliardi e 600 milioni per imprese, lavoratori e famiglie, nonostante i vincoli posti dall’impossibilità di aumentare l’indebitamento, men che meno aumentare la pressione fiscale, o adottare una cura da cavallo per la pubblica amministrazione come quelle che si sono viste in Grecia o in Spagna”.
Gianni Bottalico ha ricordato inoltre il peso economico del Terzo settore come fattore che ha contribuito a mitigare l’aumento della disoccupazione ed ha chiesto al governo di accelerare i pagamenti arretrati della pubblica amministrazione e la reintroduzione nella finanziaria delle detrazioni sulla prima casa per il nuovo tributo, la trise.
Dall’incontro è emerso ancora una volta la distanza tra l’enormità dei problemi economici e sociali prodotti dalla crisi e la limitatezza degli strumenti per affrontarli, ma anche un dialogo proficuo tra una grande organizzazione sociale come le Acli ed un governo che fa quanto può, e le Acli lo hanno riconosciuto al ministro Zanonato, per mantenere il più alto grado possibile di coesione sociale.

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Fonte UNHCR
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