Le Acli al Forum sulla cooperazione internazionale

Sì alla tassa sulle transazioni finanziarie. Indispensabile il sostegno pubblico alla cooperazioneUn’occasione importante per «tornare a credere nella missione italiana nel mondo, solidale e nonviolenta». Il presidente delle Acli Andrea Olivero commenta da Milano l’apertura del Forum sulla cooperazione internazionale (“Muovi l’Italia, cambia il mondo”), promosso dal ministro Andrea Riccardi.   Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani hanno partecipato attivamente al percorso preparatorio di quest’appuntamento, contribuendo ai gruppi di lavoro tematici e promuovendo una serie di incontri di approfondimento a Roma, Torino e Milano. Il presidente Olivero interverrà nel pomeriggio come moderatore del gruppo sulla “Cooperazione popolare e il coinvolgimento dei cittadini”, mentre la presidente della ong Ipsia, Paola Villa, parteciperà al confronto sulle “Priorità globali, dimensione multilaterale, Europa”.   Insieme ai promotori della campagna ZeroZeroCinque, le Acli hanno accolto con soddisfazione la raccomandazione emersa dal documento preparatorio del Forum, che chiede che venga finalmente introdotta, a partire dall’Europa, la Tassa sulle Transazioni Finanziarie (TTF), impegnandosi a destinare alla cooperazione internazionale almeno il 50% del gettito raccolto.   Quello del finanziamento resta un tema cruciale. Per le Acli, «la presenza di un aiuto pubblico finalizzato allo sviluppo sostenibile, ai diritti umani e alla pace rimane indispensabile». Il mondo delle imprese va coinvolto maggiormente, «ma con tutte le attenzioni necessarie al rispetto dei lavoratori, al possesso della terra e all’utilizzo delle risorse», affidando al pubblico il ruolo di governo e di controllo.   Le Acli sono attive nella cooperazione internazionale da oltre 25 anni, con l’istituzione, nel 1985, della propria ong Ipsia (Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli). Da sempre hanno coniugato i progetti di cooperazione allo sviluppo e di volontariato internazionale con iniziative di solidarietà e diplomazia popolare, come è accaduto in particolare nell’esperienza della guerra nei Balcani. Altre attività di cooperazione sono state realizzate valorizzando la presenza all’estero del Patronato Acli e dell’ente di formazione delle Acli (Enaip). E’ un modello di cooperazione “popolare” quello proposto dalle Acli, ancorato alla società civile e al territorio, figlio della solidarietà e dell’impegno diffuso, in particolare nel mondo cattolico.   Negli ultimi 4 anni, le Acli hanno realizzato progetti in Albania, Kosovo, Bosnia, Turchia, Palestina, Mozambico, Kenya (Meru, Nairobi), Argentina (Buenos Aires, Santiago de L’estero), Brasile (Amazzonia, Salvador, San Paolo, Pernambuco). Con il supporto di decine di cooperanti e giovani del servizio civile, circa 4000 volontari in più di 50 campi di lavoro e animazione.  

Le Acli al Forum sulla cooperazione internazionale
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR