Le Acli alle Giornate dell’Interdipendenza

Percorsi di integrazione, politiche interculturali, immigrazione e lavoro; sono i temi fondamentali che hanno caratterizzato le Giornate dell’Interdipendenza, il seminario di formazione e dialogo promosso fin dal 2004 da Acli, Legambiente, Movimento politico per l’Unità-Focolari, Comunità di S. Egidio e Focsiv, con il supporto della Regione Toscana, della Fondazione MPS ed il patrocinio della Federazione Nazionale della Stampa. L’edizione 2010 dell’evento di Firenze aveva come titolo “L’interdipendenza a casa nostra” ed era centrato sulle nostre città, luoghi dove può nascere, crescere e sedimentarsi l’inclusione, l’integrazione ed il seme della convivenza. In quale direzione le città del 2010 costruiscono interdipendenza? Se, lungo le sponde del Mediterraneo, interdipendenza significa anche immigrazione, qual è il ruolo delle istituzioni, della politica, dell’economia, della cultura? Come cambia l’urbanistica della città con le diverse presenze? E gli scenari complessi del lavoro? Quali priorità si iscrivono nell’agenda della società civile?

A queste domande hanno provato a dare risposta i numerosi relatori ed interlocutori convenuti nel capoluogo toscano, tra i quali Mons. Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara del Vallo, Izzedir Elzir, Imam di Firenze e Presidente di Ucoii, Maurizio Ambrosini, Direttore di Mondi migranti, Luciana Delfini dell’Università la Sapienza di Roma, Elena Granata del Politecnico di Milano, Stefano Biondi della Cisl, Fausto Ferruzza di Legambiente, Massimo Toschi per la Regione Toscana, Antonio Ricci, redattore del Rapporto di European Migration Network, e i deputati Andrea Sarubbi e Roberto Della Seta, firmatari di decreti legge volti a favorire l’integrazione degli immigrati nel nostro Paese.
Ad aprire i lavori proprio il Presidente della Federazione della Stampa, Roberto Natale, che ha sottolineato l’enorme peso del mondo dell’informazione nel favorire i processi di interdipendenza nelle nostre città. Basti pensare allo spazio diverso che il giornalismo ha concesso ai fatti di cronaca in cui l’immigrato è vittima o carnefice, alimentando spesso nuove ossessione e paure del “diverso”. Spesso si dà notizia solo del brutto, degli orrori del mondo, evitando di dare rilievo alle esperienze di dialogo che possono favorire un atteggiamento meno spaventato e regressivo, inclusivo.
Alla tavola rotonda sul tema “L’integrazione tra conflitto e inclusione”, moderata dal Direttore di Città nuova, Michele Zenzucchi, ha partecipato anche Alfredo Cucciniello, responsabile del Dipartimento Pace e stili di vita delle Acli, unitamente a Sergio Marelli della Focsiv, Giancarlo Penza di S. Egidio, Marco Fatuzzo del Mppu, Vittorio Cogliati Dezza, Presidente di Legambiente e Sandy Cane, Sindaco di Viggiù, italo-americana di colore, eletta nelle liste della Lega Nord.
Cucciniello, nel corso del suo intervento, ha fatto riferimento al Dossier Caritas/Migrantes che parla di circa 5 milioni di migranti e al fatto che gli italiani pensano siano il triplo, con una stragrande maggioranza di irregolari; contro le paure degli italiani gioca il dato del tasso di criminalità dei regolari che è esattamente pari a quello degli italiani. “Nelle città –ha detto Cucciniello- non c’è solo violenza, razzismo ed intolleranza, e non tutte le città sono quello che Bauman definisce discariche della globalizzazione; nelle città si costruisce l’incontro tra il locale ed il globale; lì convivono le chiese cattoliche e le sinagoghe, le moschee e il centro buddista, il ristorante cinese e il venditore di kebab; si costruisce pertanto una convivenza, un reciproco riconoscimento che realizza quell’incontro anticipatore di un percorso di pace, riuscendo laddove falliscono gli Stati, le diplomazie, le culture, le religioni. Dalle città possono nascere il dialogo tra “diversi”, ma anche comportamenti virtuosi per la salvaguardia dell’ambiente e modelli di sviluppo sostenibile ad ogni latitudine. Sotto questo profilo, è importante affrontare tre sfide: quella edilizia ed energetica, quella della mobilità ed infine quella del microclima. Ci sono spazi nuovi che connettono responsabilità della politica e dell’economia con gli stili di vita individuali e le responsabilità delle persone. Ciò che sapremo fare sui cambiamenti climatici, sull’approvvigionamento energetico, sulla biodiversità avrà effetti sulla giustizia, sull’equità, sulla qualità della vita, sulle relazioni tra le persone, senza distinzione di provenienza geografica.”.
Tra i testimoni che hanno illustrato esperienze e buone pratiche realizzate nei territori, sono intervenuti Filippo Cardaci e Thierry Deng che hanno descritto l’esperienza dello Sportello Immigrazione delle Acli di Varese e di Ubuntu, attraverso la quale si provano a costruire modalità di convivenza pacifica ed arricchente.
Le Giornate dell’Interdipendenza, sul cui futuro le Associazioni promotrici hanno già cominciato a riflettere, sono state davvero un momento significativo, assai utile per i numerosi convenuti, esponenti del mondo dell’informazione e della comunicazione, studenti,  rappresentanti della società civile .

Le Acli alle Giornate dell’Interdipendenza
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR