Le Acli e i Papi: quando Benedetto XVI rilesse le “fedeltà acliste”

Verso l’udienza privata del 23 maggio 2015 con Papa Francesco in occasione del 70esimo anniversario della nascita delle Acli. Ripercorriamo i discorsi e i messaggi rivolti dai Papi alle Acli dalla loro nascita ad oggi.

Benedetto XVI
Udienza per i dirigenti delle Acli
Sala Clementina
27 gennaio 2006

La prima fedeltà che le Acli sono chiamate a vivere è la fedeltà ai lavoratori. È la persona “il metro della dignità del lavoro”. Per questo il Magistero ha sempre richiamato la dimensione umana dell’attività lavorativa riconducendola alla sua vera finalità, senza dimenticare che il coronamento dell’insegnamento biblico sul lavoro è il comandamento del riposo. Esigere dunque che la domenica non venga omologata a tutti gli altri giorni della settimana è una scelta di civiltà. (…) L’ambito del lavoro rientra a pieno titolo nella questione antropologica. Emerge oggi, su questo versante, un nuovo e inedito risvolto della questione sociale connesso alla tutela della vita. Viviamo un tempo in cui la scienza e la tecnica offrono possibilità straordinarie per migliorare l’esistenza di tutti. Ma un uso distorto di questo potere può provocare gravi e irreparabili minacce per il destino della vita stessa. Va, pertanto, ribadito l’insegnamento dell’amato Giovanni Paolo II, che ci ha invitati a vedere nella vita la nuova frontiera della questione sociale.

(…) La seconda consegna a cui vorrei sollecitarvi è – conformemente allo spirito dei vostri padri fondatori – la fedeltà alla democrazia, che sola può garantire l’uguaglianza e i diritti per tutti. (…) La giustizia è il banco di prova di un’autentica democrazia. Ciò posto, non va dimenticato che la ricerca della verità costituisce al contempo la condizione di possibilità di una democrazia reale e non apparente: “Una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia”.

(…) La terza consegna è la fedeltà alla Chiesa. (…) Non a caso le parole che Giovanni Paolo II vi ha rivolto il 1° maggio 1995 – “Solo il Vangelo fa nuove le Acli” – segnano ancora oggi la via maestra per la vostra associazione, in quanto vi incoraggiano a porre al centro della vita associativa la Parola di Dio e a considerare l’evangelizzazione parte integrante della vostra missione.

(…) Il filo conduttore della celebrazione dei vostri 60 anni è stato quello di reinterpretare queste storiche “fedeltà” valorizzando la quarta consegna con cui il venerato Giovanni Paolo II vi ha esortato ad “allargare i confini della vostra azione sociale”. Tale impegno per il futuro dell’umanità sia sempre animato dalla speranza cristiana. Così anche voi (…) contribuirete ad imprimere nuovo dinamismo alla grande tradizione delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani.

Nel suo messaggio di saluto, l’allora presidente Luigi Bobba aveva ricordato anche “la gioia dei tanti aclisti presenti in piazza San Pietro il 1° maggio del 2005, quando in occasione dei 50 anni di istituzione della festa di San Giuseppe Lavoratore, Lei si è rivolto a noi chiamandoci “amici delle Acli”. Questa Sua amicizia è, per noi, un dono prezioso e incomparabile e, allo stesso tempo, un impegno di reciprocità e di responsabilità”.

Durante il Regina Coeli di quel 1° maggio, Benedetto XVI aveva detto: “Penso con affetto a tutti i lavoratori e saluto quelli raccolti in Piazza San Pietro appartenenti a numerose associazioni. In particolare saluto gli amici delle Acli, che celebrano quest’anno il sessantesimo di fondazione, ed auguro loro di continuare a vivere la scelta della “fraternità cristiana” come valore da incarnare nel campo del lavoro e della vita sociale, perché la solidarietà, la giustizia e la pace siano i pilastri su cui costruire l’unità della famiglia umana.”

Il testo integrale del discorso

Le Acli e i Papi: quando Benedetto XVI rilesse le “fedeltà acliste”
close-modal
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR