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S. Mauro - Sabato 10 Dicembre 2016
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A Pesaro Urbino l'economia sociale si mette in rete



Sta per compiere un anno il Distretto di economia sociale dell’area Marche nord, Diesmn per gli addetti ai lavori, un progetto che coinvolge 28 organizzazioni tra cui le Acli di Pesaro Urbino come capofila, la Caritas diocesana di Fano-Fossombrone-Caglie-Pergola, l’università, aziende, enti locali, sindacati, associazioni e cooperative.

“L’economia liberista – spiega Maurizio Tomassini, presidente delle Acli di Pesaro Urbino – ha dimostrato il suo fallimento, è venuto il momento di promuovere nuovi modelli di crescita attenti al territorio”.

L’obiettivo è quello di far crescere con politiche e progetti partecipati l’economia sociale, valorizzare e proteggere il patrimonio artistico, culturale e paesaggistico, migliorare la qualità della vita e creare nuove opportunità lavorative in un’area che in gran parte coincide con la provincia di Pesaro Urbino.

Il tutto supportato da azioni di comunicazione e di lobbying presso le istituzioni locali, nazionali e presso la Comunità europea. “Una delle clausole per partecipare ai bandi comunitari con finanziamento diretto – spiega ancora Tomassini – occorre avere reti che condividono progettualità e che siano riconosciute”.

Partito a gennaio 2014, il distretto ha cercato di allargare la rete per poter rappresentare al meglio un territorio costituito da oltre 60 enti locali, quasi 400 mila cittadini, centinaia di associazioni e imprese e diversi centri di ricerca.

Tutto è cominciato con la stesura dell’“Agenda locale per lo sviluppo dell’economia sociale” presentata ad aprile 2013. Il documento, condiviso e sottoscritto da chiunque vuole partecipare al Diesmn, impegna i firmatari a creare progetti economicamente sostenibili nel tempo, che coinvolgano quattro mondi diversi: pubblico, università o enti di formazione, aziende e nonprofit e soprattutto che abbiano ricadute occupazionali reali e durature.
“Secondo il rapporto Censis 2012 – ricorda Tomassini – su questo territorio la crisi ha pesato di più. Nel 2008 avevamo un tasso di disoccupazione del 3,5% dopo sei anni siamo arrivati all’8%. Noi crediamo che l’economia sociale possa far davvero ripartire il lavoro”.

Dopo l’agenda, Diesmn ha iniziato a formare i quadri e i progettisti.
“Non siamo però un’agenzia di progetti – ci tiene a precisare il presidente delle Acli di Pesaro Urbino – il nostro è un lavoro di promozione e approfondimento scientifico dell’economia sociale. Oltrettutto siamo un incubatore di innovazione e di imprese”.

Qualche esempio? “Alcune organizzazioni aderenti al Diesmn hanno intrapreso percorsi di coworking e una cooperativa ha presentato un progetto – poi approvato – per la raccolta e il riuso di materiale informatico o proveniente dai cellulari per rimetterlo in commercio”.

Oltre alla creazione della rete, nel 2014 il distretto ha cominciato anche a promuovere le sue attività e a farsi conoscere, tanto che il Governo italiano ha invitato alcuni rappresentanti del Diesmn a raccontare la loro esperienza di economia sociale durante la conferenza internazionale che si è tenuta a Roma il 17 e 18 novembre.
Altro elogio è venuto dal vescovo di Fano, Armando Trasarti, che nel testo preparato per l’incontro del 14 dicembre con gli amministratori pubblici, ha scritto: “Apprezzo particolarmente il progetto in atto di costruzione di un 'distretto integrato di economia sociale marche nord’ (Diesmn) in cui si cerca di far interagire enti non profit, imprese, cittadini, Istituzioni locali. Può essere un contenitore prezioso, capace di intercettare risorse europee, ma soprattutto di mettere a sistema le energie migliori del nostro territorio”.

Con il 2015 il Diesmn entra in una seconda fase: l’allargamento extraterritoriale. “Con il Forum del Terzo settore di Rimini siamo pronti a sbarcare in Emilia Romagna – conclude Tomassini – e a unire insieme le forze. Sarà un’esperienza di collaborazione importante tra due regioni che hanno normative diverse ma che insieme possono accedere con una corsia preferenziale ai bandi europei per i finanziamenti diretti per la Macroregione adriatica iocnica che comprende tutte le nazioni che si affacciano sul mare”.

Ultima modifica: Martedì, 30 Dicembre 2014 14:12
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