Le idee delle Acli per il Sulcis

Protestano davanti ai palazzi del potere, salgono sulle torri, si barricano in miniera, occupano piazze: sono i lavoratori sardi colpiti dalla crisi che ha già mietuto tante vittime nelle aziende italiane.
“Ora – racconta Fabio Meloni, vicepresidente delle Acli regionali della Sardegna – i presidi si sono interrotti perché i lavoratori sono senza interlocutori, non c’è un governo che li possa ascoltare, ma lo stato di agitazione non si è mai fermato”.

Nel Sulcis, zona mineraria, la situazione è ancora più grave rispetto ad altre parti dell’isola. La Carbosulcis che estrae il carbone è in difficoltà, l’Alcoa ha spento i forni e gli operai da mesi non prendono né stipendi né sussidi, i 350 dipendenti dell’Eurallumina, produttrice di alluminio, sono in cassa integrazione.
Le aziende medio piccole, quelle con 80-100 dipendenti stanno chiudendo portandosi dietro nel baratro tutto l’indotto. A dicembre, a quelle dei padri, si è aggiunta la protesta dei giovani. Si chiamano “I figli della crisi” e sono ragazzi sotto i trent’anni che temono di non avere nessun futuro nell’isola, si sentono condannati. “Anche i giovani ora si sono fermati, aspettano un interlocutore politico che al momento non c’è”.

“Di fronte a questa situazione – continua Meloni – come Acli ci siamo dati due obiettivi: da un lato, di fronte al disastro occupazionale possiamo fare sensibilizzazione, dare vicinanza politica ai lavoratori per evitare che siano dimenticati. Dall’altro, stiamo cercando di affrontare il problema sociale, la povertà sempre più forte. I segnali della Caritas sono allarmanti. Famiglie che prima erano considerate senza problemi oggi vanno alla mensa della Caritas o chiedono vestiti. Il degrado sociale è altissimo. Sono aumentati i suicidi, le separazioni, l’alcolismo”. A Cortoghiana, per ridurre il problema, il presidente del circolo Acli, Bruno Rigato, ha dovuto chiudere il bar: “Era frequentato a tutte le ore da ‘droghini’ e alcolizzati”.
Una piccola risposta viene dai seminari organizzati nelle sedi Acli per imparare a gestire l’ansia e lo stress. “Sono un tentativo per sostenere la rabbia generale che c’è nelle persone, nelle famiglie – spiega Carlo Dessì, presidente del circolo Acli San Giovanni Suergiu, in provincia di Carbonia-Iglesias – ma il risultato è tutto da verificare”.

“Sul fronte lavoro – ricorda Meloni – organizziamo corsi di inglese e di informatica di base per offrire nuove possibilità ai disoccupati. Proponiamo screening delle competenze e corsi di autoimprenditorialità”.
“Conoscere il mercato di riferimento, capire come fondare un’impresa, fare un business plan sono alcuni degli aspetti che abbiamo esaminato durante i nostri corsi. – racconta Mauro Carta, presidente delle Acli cagliaritane – L’obiettivo è quello di sfruttare il bando “99 ideas” che partirà a metà anno e gran parte dei fondi saranno dedicati all’autoimprenditoria. Tanto che molto comuni ci hanno chiesto di svolgere questi seminari anche nei loro territori: lo faremo a Iglesias, a Portoscuso, a Santabi”.

Al concorso partecipano anche le Acli provinciali di Cagliari, Ipsia Sardegna e Acli Terra con tre idee: il microcredito a supporto dell’agricoltura, il turismo sostenibile e la valorizzazione del territorio partendo dai bisogni di lavoro, salute, tutela dell’ambiente e crescita culturale delle popolazioni..
Una commissione di valutazione selezionerà le 6 migliori idee tra quelle presentate, però intanto prende il via la votazione online. Le 10 idee che riceveranno il maggior numero di voti potranno ottenere una menzione speciale da parte della commissione di valutazione.

Chi perde il lavoro si rivolge alle Acli. Nella sede provinciale i giovani e i disoccupati trovano sia corsi di orientamento al lavoro e bilancio di competenze sia un servizio di incontro tra domande e offerte di lavoro: “Aiutiamo le persone a scrivere il curriculum e la lettera di presentazione, forniamo un elenco di indirizzi dove inviare la candidatura, forniamo un bagaglio di strumenti per affrontare la ricerca di un lavoro. Chi non ha mai lavorato o da lungo tempo non cerca un impiego ha bisogno di essere accompagnato. È un’iniziativa che sta partendo in sede provinciale ma che vogliamo portare anche nel Sulcis e nel medio Campidano”.
“Moltissimi vengono a al circolo chiedendo se conosciamo persone a Milano e Torino che li aiutino a trovare lavoro – racconta Dessì – Ancora non abbiamo l’emigrazione degli anni ’50, ma c’è un buon esodo. Molti giovani – anche laureati – vanno nei campi a lavorare a giornata occupando gli spazi che gli extracomunitari, emigrati dalla Sardegna, hanno lasciato”.

Se il lavoro non arriva, si vive di sussidi o delle 5.000 pensioni che sostengono il Sulcis. “Nel nostro circolo – racconta Dessì – le code giornaliere per lo sportello del Patronato Acli o per il caf sono molto lunghe. Le pratiche per i sussidi sono cresciute in modo esponenziale, perché chi ha perso il lavoro si trova il reddito tagliato e gli ammortizzatori sociali hanno la loro tempistica. Ci sono persone che chiedono la riduzione delle utenze, l’esenzione dei libri per i figli che studiano. Le attività aggregative invece si sono un po’ ridotte. Chi ha tempo libero lo usa per la sopravvivenza quotidiana, per le pratiche. Qualcuno ha ripreso a coltivare l’orto per soddisfare il fabbisogno domestico”.
Altro comune, Cortoghiana, stesse file: “Questa mattina – racconta Bruno Rigato, presidente del circolo Acli – l’operatore del Caf ha dovuto lavorare un’ora in più del solito per soddisfare tutte le richieste. C’era una fila di 12 persone perché l’ufficio del lavoro aveva finito i moduli e non poteva fare fotocopie. Fin’ora abbiamo riempito moltissime domande per i voucher lavoro regionali ma nessuno è stata chiamato a lavorare. Siamo anche molto impegnati con i bandi europei e con le domande di chi vuole partecipare al bando nazionale 99 idee per il Sulcis”. Il concorso, che scade il 22 aprile, vuole trovare soluzioni per riconvertire l’economia e ripulire il suolo.

Ma dalla crisi si può uscire. Per le Acli di Cagliari la soluzione può essere la formazione. “Vogliamo formare figure legate al turismo, agli sport marini, alla pesca, alla risorsa mare, al volontariato, al servizio civile e all’assistenza familiare. Sono figure che mancano e che potrebbero migliorare l’economia”.

Una commissione di valutazione selezionerà le 6 migliori idee tra quelle presentate, però intanto prende il via la votazione online. Si può esprimere il proprio gradimento cliccando su “Like” e condividere gli abstract sulla propria pagina Facebook. Le 10 idee che riceveranno il maggior numero di voti potranno ottenere una menzione speciale da parte della commissione di valutazione.

Per lo sviluppo del Sulcis, le Acli propongono il microcredito a supporto dell’agricoltura (codice di voto Su226), il turismo sostenibile (codice di voto Su227) e la valorizzazione del territorio partendo dai bisogni di lavoro, salute, tutela dell’ambiente e crescita culturale delle popolazioni.

Le idee delle Acli per il Sulcis
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR