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Colf: Assenza ingiustificata motivo di licenziamento



Circa un mese fa l’assistente familiare che lavora a casa nostra mi ha chiesto un periodo di permesso per tornare al suo paese a causa di alcuni gravi problemi di salute della madre, doveva rientrare la scorsa settimana ma non ho più avuto notizie. Come devo fare? Devo licenziarla?

L’art. 21 del Contratto collettivo nazionale (Ccnl) prevede che Le assenze del lavoratore debbono essere in ogni caso tempestivamente giustificate al datore di lavoro” aggiungendo poi che “Le assenze non giustificate entro il quinto giorno, ove non si verifichino cause di forza maggiore, sono da considerare giusta causa di licenziamento”.

In questo caso dunque la lavoratrice che non rientra al lavoro il giorno stabilito a conclusione del periodo di ferie o permesso, senza addurre alcuna giustificazione, contravviene ai propri obblighi contrattuali e può essere sicuramente licenziata per giusta causa.

Per evitare ogni contestazione, è però necessario, in primo luogo, munirsi di una lettera sottoscritta dalla lavoratrice di richiesta del periodo di ferie o permesso, in cui sia esattamente indicato il giorno previsto di rientro, con l’avvertimento che il mancato rientro sarà considerato assenza non giustificata.

In secondo luogo, l’art. 21 del Ccnl impone una procedura di contestazione che il datore di lavoro deve attivare: è necessario inviare una lettera di contestazione alla lavoratrice, presso il domicilio eletto nella lettera di assunzione, e decorsi i cinque giorni previsti dal Ccnl per la giustificazione dell’assenza o della causa di forza maggiore che ne ha reso impossibile la comunicazione, è possibile procedere con il licenziamento.

Il licenziamento deve essere comunicato alla lavoratrice per iscritto, alla scadenza dei cinque giorni, sempre al domicilio eletto nella lettera di assunzione.

Ai sensi dell’art. 6, lett. e) Ccnl, uno degli elementi fondamentali che deve contenere la lettera di assunzione è infatti la residenza del lavoratore, nonché l’eventuale diverso domicilio, valido agli effetti del rapporto di lavoro”, specificando che  “per i rapporti di convivenza, il lavoratore dovrà indicare l’eventuale proprio domicilio diverso da quello della convivenza, a valere in caso di sua assenza da quest’ultimo, ovvero validare a tutti gli effetti lo stesso indirizzo della convivenza, anche in caso di sua assenza purché in costanza di rapporto di lavoro”.

Una volta sottoscritta la lettera di assunzione con indicazione del domicilio eletto per le comunicazioni inerenti il rapporto di lavoro, quello sarà l’indirizzo valido a ogni effetto per le comunicazioni, a prescindere dall’effettiva presenza o meno della lavoratrice presso quel luogo.

 

Per informazioniaclicolfonline

Ultima modifica: Mercoledì, 12 Novembre 2014 12:33
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