Menu
S. Valeria - Venerdì 28 Aprile 2017
A+ A A-

Bottalico: molti interrogativi su accordo Ue-Turchia su migranti



«L'aspetto positivo dell'accordo tra Unione europea e Turchia sui migranti consiste nel riconoscere la necessità di un governo del fenomeno migratorio e di un'iniziativa straordinaria di fronte alla massa di profughi di guerra fuggiti da conflitti che alcuni Stati della stessa Europa hanno contribuito in modo determinante a innescare». Non vanno oltre questo rilievo, secondo Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli, le note positive dell'accordo raggiunto il 18 marzo pomeriggio a Bruxelles tra Unione europea e Turchia su migranti e rifugiati.

«Questo accordo – osserva infatti Bottalico – rischia di porsi ai limiti del diritto internazionale, suona come un deterrente verso quanti hanno bisogno della solidarietà europea, pretende di operare una discutibile distinzione tra rifugiati e migranti economici, presuppone l'esistenza di condizioni per la sua attuazione lontano dall'essere realizzate sia in Grecia che in Turchia e non affronta l'altro nodo cruciale del ricollocamento dei profughi fra i Paesi membri dell'Ue.

E soprattutto, – prosegue Bottalico – perché sortisca un qualche effetto tangibile, tale accordo dovrà essere accompagnato da un'iniziativa diplomatica forte per favorire la stabilizzazione, la ricomposizione di un'unità statuale e la ricostruzione di quegli stati devastati da guerre e terrorismo che, come ha ricordato questa mattina il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dall'Università di Yaoundé in Camerun, sono frutto di “politiche errate” “di numerosi Paesi anche europei, che hanno ampie responsabilità “nell'aver concorso a creare in passato condizioni di instabilità”.

Inoltre va osservato che i segni di involuzione manifestati dal Governo di Ankara negli ultimi anni, nel campo dei diritti umani in particolare attraverso la repressione cruenta delle istanze dell'etnia curda, dell'indipendenza della magistratura, del rispetto della libertà di stampa, sono la diretta conseguenza della strategia di destabilizzazione e di regime change delle cosiddette “primavere arabe”.

L'Occidente, negli ultimi quindici anni di guerre, dall'Afghanistan alla Siria, ha favorito o addirittura perseguito di fatto la divisione per linee etniche e religiose del Medio Oriente, a prezzo di milioni di morti e di profughi, della pulizia etnica delle minoranze religiose, in primis dei cristiani, ma così facendo ha risvegliato le ambizioni imperiali neo-ottomane della Turchia, che prima procedeva verso la democratizzazione e lo sviluppo. Anche rispetto a questo – conclude il presidente delle Acli - i Paesi europei, insieme agli Stati uniti, devono assumersi le loro responsabilità, lasciandosi alle spalle le politiche del passato».

Ultima modifica: Lunedì, 21 Marzo 2016 10:56
Torna in alto

Ultime news dal sito

Latina: nasce il Forum del Terzo settore provinciale

Il 19 aprile una serie di associazioni, tra cui le Acli di Latina, ha dato vita al Forum territor...

Friuli Venezia Giulia: al via il percorso di spiritualità

Le Acli del Friuli Venezia Giulia si preparano al 24° incontro di spiritualità che avrà come tema...

Catanzaro: l'Agorà della politica

Il valore della politica e la sua funzione sociale. Sono stati questi i temi del primo incontro d...

Trento: sei incontri di economia familiare

La Scuola di comunità, ente promosso dalla Federazione Trentina della Cooperazione e dalle Acli, ...

Arezzo: primo maggio tra musica e cultura

Le Acli di Arezzo celebrano a teatro la festa dei lavoratori. L'associazione ha scelto di trattar...

Calcio, il "Premio Bearzot - Us Acli" a Maurizio Sarri

La notizia dell'assegnazione del Premio Bearzot a Maurizio Sarri, allenatore del Napoli,è stata r...

Tesseramento Acli 2017

Le Acli

I Temi

Link utili

Seguici su

Questo sito utilizza cookie, propri o di terze parti. Cliccando sul bottone "Accetta" acconsenti all'uso dei cookie e questo banner scomparirà. Se vuoi saperne di più e sapere come disabilitare i cookie, clicca qui