Le novità dell’Italicum 2.0

Martedì 27 gennaio il Senato ha approvato, in un testo modificato (184 voti favorevoli, 66 contrari e 2 astenuti), il ddl. 1385, recante disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati.

Superato lo scoglio di Palazzo Madama, l’Italicum ora torna alla Camera per il suo terzo passaggio parlamentare.

A Montecitorio, dove il Pd può contare su un numero consistente di voti (nonostante i dissidenti democrats), si prospetta un percorso in discesa: con l’appoggio di Forza Italia avrà, infatti, meno difficoltà ad ottenere una larga maggioranza.

Il testo della legge elettorale, nel passaggio tra Camera e Senato si è arricchito di un primo articolo di princìpi, proveniente dall’emendamento Esposito.

Il cuore è ora l’art. 2 (ex 1) strutturato, secondo tradizione, come emendamento al Testo Unico Camera del 1957. L’art. 3 (ex 2) contiene, invece, altre modifiche minimali allo stesso Testo Unico ed è senza modifiche. Modificato anche l’art. 4 (ex 3) sulla delega al Governo per i collegi.

Gli elementi salienti del sistema elettorale che dovrebbe sostituire il Porcellum sono:

premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione;

capolista bloccato e preferenze;

doppio turno: se nessun partito o lista dovesse ottenere il 40% dei consensi, si andrà al secondo turno tra i partiti più votati;

 soglia di sbarramento al 3% per tutti i partiti;

100 collegi elettorali.

L’Italicum, una volta approvato, entrerà in vigore il 1 luglio 2016. Nel frattempo anche il Senato dovrebbe essere riformato in senso non elettivo.

Le novità dell’Italicum 2.0
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