Legge elettorale. Acli: Superare il modello porcellum

Positivo comunque che la Camera sia riuscita a deliberare su un tema così importante

“Il voto di oggi con il quale la Camera ha approvato la riforma della legge elettorale, dimostra che quando c’è la volontà politica si possono affrontare i problemi ed in tempi celeri”.Questo il commento di Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli, al primo sì della Camera alla riforma della legge elettorale.Nel merito occorre tuttavia rilevare che nel testo approvato vengono conservati tutti quei difetti che fanno dell’Italicum una fotocopia del Porcellum e che ne consigliano per ragioni politiche e di costituzionalità e non certo per ragioni di piccolo cabotaggio, una sua sostanziale modifica al Senato.

Nel testo passato oggi alla Camera, – prosegue Bottalico – spicca, tra le altre cose, il mantenimento delle liste boccate, anche se divenute più corte, che precludono all’elettore la possibilità di scelta dei candidati, ed una soglia troppo bassa per l’assegnazione del premio di maggioranza tale da favorire alleanze solo di facciata, alimentando il trasformismo e l’instabilità politica.

Non bisogna poi tralasciare il fatto che la riforma approvata a Montecitorio riguarda solo la legge elettorale della Camera, pensando al superamento del bicameralismo perfetto. Invitiamo a riflettere sui problemi che si possono generare nei due casi possibili: o anche la riforma del bicameralismo va in porto, allora si andrebbe a votare con una legge elettorale che consegna tutto il potere nelle mani del capo del partito vincente, che diverrebbe contemporaneamente premier e leader della maggioranza parlamentare, cosa che non ha eguali nelle democrazie occidentali e che non è assolutamente permessa nei sistemi presidenziali democratici.

Oppure, nell’altro caso, entra in vigore questa legge elettorale, e si va al voto senza riuscire ad aver portato a termine la riforma del bicameralismo, ma allora il Senato, eletto con la legge elettorale che è scaturita dall’intervento della Corte Costituzionale, diverrebbe l’Assemblea principale nella quale si costituiscono le maggioranze di governo, una vera e propria eterogenesi dei fini.

“Per le Acli – conclude Bottalico – sarebbe invece auspicabile che il Parlamento persegua una riforma della legge elettorale che garantisca, contemporaneamente e in modo equilibrato, la rappresentatività e la qualità della decisione politica e che offra condizioni di stabilità governativa”.

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