“Lei concilia?”. Breve excursus sulla conciliazione in Italia

Il 18 dicembre si è svolto il primo webinar del Coordinamento donne, in collaborazione con l’area Politiche di cittadinanza delle Acli. Con l’occasione è stato presentato un approfondimento sulla conciliazione, tema nato come questione che riguardava, dapprima, esclusivamente le donne con carichi familiari; successivamente, declinato in termini di politiche di pari opportunità mirate a favorire l’ingresso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro. Vero è che strumenti legislativi in materia di conciliazione esistono, ma quanto siano accessibili o rispondano ai bisogni reali è una questiona ancora aperta.

L’esigenza di conciliazione interessa soprattutto la popolazione tra i 40 e i 50 anni, detta “generazione sandwich”, perché schiacciata fra la cura dei figli e l’assistenza da fornire ai genitori sempre più anziani. Non si tratta tanto un disagio economico quanto di gestione del tempo. E questa realtà è destinata a crescere nel prossimo futuro, considerato che la speranza media di vita si allunga progressivamente.

L’intento del lavoro è quello di fornire una lettura trasversale dei dati disponibili dalle fonti ufficiali che consentano di ricomporre un quadro delle potenzialità e delle criticità, ossia dei punti di forza e di debolezza della conciliazione in Italia.

La responsabile nazionale del Coordinamento donne, Agnese Ranghelli, nel suo intervento ha sottolineato come la lettura dei dati aiuti a riflettere e lanciare prospettive che riescono meglio a individuare le questioni chiave per elaborare una politica di conciliazione adeguata.

La sfida è quella di uscire definitivamente dall’equivoco che la conciliazione sia una questione esclusivamente femminile, per considerarla una risorsa per tutti, uomini e donne, che li aiuti a gestire i propri tempi e le proprie responsabilità di cura in maniera equilibrata.

Un reale intervento in questo senso gioverebbe in particolare alle donne perché persiste un marcato squilibrio di partenza che fa gravare su di loro la maggior parte del lavoro di cura: l’asimmetria nella distribuzione dei compiti familiari rimane ampia e il sovraccarico provocato dal mancato equilibrio incide sulla qualità della vita di uomini e donne, a partire dalla fruizione del tempo libero.

Porre in armonioso rapporto le diverse sfere della vita aiuta a recuperare la visione di una comunità più coesa. Potrebbe, inoltre, aiutare a favorire la fuoriuscita dalla crisi non solo economica ma anche antropologica e culturale in cui ci troviamo.

Intesa in questi termini la conciliazione diviene un volano a disposizione di tutti per essere lavoratori e cittadini più responsabili.

“Lei concilia?”. Breve excursus sulla conciliazione in Italia
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR