E’ possibile una democrazia senza cultura?

Anche se non si sente parlare che di “società dell’informazione” siamo entrati senza accorgercene nell’Età dell’Ignoranza.
Purtroppo l’ottimismo dei sostenitori della modernità tende a ignorare molti problemi che abbiamo di fronte. Prima di tutto il divario che si sta approfondendo tra chi ha accesso a Internet e che non ce l’ha (solitamente poveri e con difficoltà sociali e cognitive); in secondo luogo è noto che avere a disposizione miliardi di informazioni non equivale a comprenderle né a saperle usare correttamente, anzi può costituire un ostacolo all’uso dell’intelligenza critica. Internet non è la bacchetta magica della democrazia.
Il libro cerca di esplorare la seguente contraddizione: un mondo di ignoranti in un’era dove la conoscenza è a portata di mano, indicando come “ignorante” colui il quale manchi delle risorse etico-cognitive necessarie per confrontarsi con il mondo in cui viviamo.
Ad essere presa in considerazione è l’Italia ma anche gli Stati Uniti perché tutto accade lì prima che da noi. I temi analizzati sono: il clima antintellettuale di questi anni e le sue conseguenze sulla scuola, la situazione dell’università, del lavoro giovanile e le competenze alfabetiche e numeriche della società italiana, i limiti creati dal nostro cervello alla conoscenza. Si indaga inoltre sull’ignoranza al potere e sulle conseguenti disastrose scelte collettive, sul futuro dell’informazione e infine sull’impatto delle “tecnologie nomadi” sui giovani e sulle istituzioni democratiche.

Tonello FabrizioL’età dell’ignoranza. E’ possibile una democrazia senza cultura? Mondadori, Milano, 2012

E’ possibile una democrazia senza cultura?
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