Libertà religiosa

Come tema per la Giornata mondiale della pace 2011 il Papa ha scelto la libertà di fede: tema urgente dopo un anno tanto «segnato dalla persecuzione, dalla discriminazione, da terribili atti di violenza e di intolleranza religiosa».Per molti cristiani si è trattato di un fine anno in cui la loro libertà religiosa è stata oppressa in vari modi, dalla violenza fisica alla discriminazione, dalla paura ai divieti di vario genere. Ne è stato esempio la strage di cristiani che è toccata ad una chiesa copta dei Santi (Keddesin) che ha causato decine di morti e feriti. L’attentato non sembra essere stato un attacco del tutto imprevisto. Infatti proprio dall’Iraq erano arrivate a novembre, via web, esplicite minacce ai copti egiziani da parte del ramo iracheno di Al Qaida, all’indomani di un assalto a una chiesa siro-cattolica della capitale in cui morirono oltre 50 persone.

 Il fondamentalismo islamico può infatti vantare di una regia internazionale che colpisce dal Medio Oriente al Pakistan, dalle Filippine alla Nigeria. In Russia due chiese ortodosse ed una protestante battista sono state bruciate e distrutte a Ordzhonikidze, un villaggio a maggioranza musulmana situato a ovest della Cecenia.Si deve ricordare che i copti, termine di origine faraonica Qipt, sono una minoranza cristiana presente in Egitto dal I secolo d.C. Proprio Alessandria d’Egitto è una delle quattro diocesi con Roma, Gerusalemme e Costantinopoli originarie del cristianesimo. Questo ci ricorda che il cristianesimo è nato in medio oriente.I copti, in tutta la loro lunga e luminosa storia, non hanno mai richiesto l’intervento di Paesi stranieri, cercando di evitare le possibili recriminazioni da parte dei propri connazionali che avrebbero potuto vedere in tale ingerenza estera il tradimento da parte dei copti della loro Patria e scegliendo sempre la resistenza pacifica, nonostante il dolore, le ingiustizie e il silenzio a volte perpetrato dalle Autorità nazionali.È naturale, quindi, sentire l’invito del Santo Padre a proteggere le minoranze perseguitate nell’Oriente. Il Papa non interferisce negli affari interni di una nazione ma parla a favore dei cristiani oppressi e perseguitati, poiché la sua voce è sempre contro qualsiasi discriminazione o ingiustizia.La strada non è quella dell’odio. Lo ribadisce Benedetto XVI nel suo Messaggio per la Pace la strada da seguire è quella del dialogo in ricerca: «Per la Chiesa il dialogo tra i seguaci di diverse religioni costituisce uno strumento importante per collaborare con tutte le comunità religiose al bene comune. La Chiesa stessa nulla rigetta di quanto è vero e santo nelle varie religioni. “Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini”. Quella indicata non è la strada del relativismo, o del sincretismo religioso. La Chiesa, infatti, “annuncia, ed è tenuta ad annunciare, il Cristo che è «via, verità e vita» (Gv 14,6), in cui gli uomini devono trovare la pienezza della vita religiosa e in cui Dio ha riconciliato con se stesso tutte le cose».Per questo il Papa indica come profezia la lungimiranza di Giovanni Paolo II che proprio 25 anni fa convocava i leader religiosi di tutto il mondo ad Assisi per la Giornata mondiale di preghiera per la Pace.Pregare perché ogni comunità di fede possa esprimere liberamente il proprio credo nella società in cui vive

Libertà religiosa
close-modal
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR