L’impoverimento italiano fotografato dall’Eurispes

È un vero e proprio grido d’allarme sullo stato di salute economico degli italiani quello che arriva dal Rapporto Italia 2013, presentato in questi giorni dall’Eurispes.
LAVORO. Il 53,5% dei nostri connazionali afferma di non essere più in grado di sostenere adeguatamente il proprio nucleo familiare (37,1% poco, 16,4% per niente). Quasi i due terzi dei lavoratori (61,3%) affermano che l’attuale occupazione non permette loro di sostenere spese importanti quali l’accensione di un mutuo, o l’acquisto di un’automobile (22,2% per niente, 39,1% poco). La famiglia d’origine resta rifugio e fonte di sostentamento per quasi il 30% dei lavoratori (chiede abbastanza aiuto alla famiglia il 19,6%, molto aiuto l’8,6%). Per ovviare poi alla mancanza di lavoro l’italiano, oggi come ieri, sembra sempre alla ricerca della tradizionale «spintarella». Dal rapporto emerge infatti che il 21% degli italiani è ricorso a una raccomandazione per trovare un lavoro. Il 27% di chi ha un’occupazione, invece, dichiara di averlo trovato tramite una candidatura spontanea e solo il 9,1% si è rivolto a un Centro per l’impiego (4%), o a un’Agenzia per il lavoro (5,1%).
CONSUMI E RISPARMI. Il 73,4% degli italiani nel corso dell’ultimo anno ha poi constatato una diminuzione del proprio potere d’acquisto: il 31% molto, il 42,4% abbastanza. Il 22,2% ha riscontrato in misura contenuta una riduzione del proprio potere d’acquisto e solo il 4,4% per niente. La crisi aumenta le spese e diminuisce le entrate, per questo sempre più italiani (ben il 60,6%!) devono ricorrere ai propri risparmi per arrivare a fine mese. In questo quadro economico, sono sempre di più coloro che si rivolgono ad un compro oro: nell’ultimo anno, il numero degli italiani che ha venduto i propri preziosi ad un compro oro è aumentato dall’8.5% al 28.1%. Ma aumentano anche le richieste di prestiti a banche e privati, così come sono sempre di più gli italiani che ricorrono a pagamenti con rateizzazione. Il peso del fisco poi, diventa sempre più pesante: quattro italiani su dieci ritengono che gli aumenti del fisco siano stati piuttosto pesanti, tre italiani su quattro ritengono assolutamente ingiusta la tassa sugli immobili.
VITA QUOTIDIANA. Come cambia poi la vita quotidiana secondo l’Eurispes? Nella quasi totalità dei casi le abitudini degli italiani si sono modificate limitando le uscite fuori casa (91,8%, in forte aumento rispetto al 73,1% registrato un anno fa), tagliando sui regali e più in generale sui divertimenti, diminuendo i viaggi e cercando di acquistare abbigliamento e generi alimentari a prezzi ribassati. In aumento anche i lavori informali per arrotondare: il 26,8% del campione ha svolto servizi presso conoscenti, dall’assistenza ad anziani, alla sartoria, babysitter, vendita di oggetti autoprodotti, pulizie, giardinaggio.
L’Italia, secondo il presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara, nonostante le sue gravi difficoltà, ha le risorse umane, culturali ed economiche per uscire dalla crisi. Quello che servirebbe è una classe dirigente all’altezza delle sfide che il Paese ha di fronte. Ma da solo, l’impegno della classe dirigente non è sufficiente. Per il cambiamento sono indispensabili l’impegno e la partecipazione dei cittadini. Di tutti i cittadini. Perché, come sappiamo, le rivoluzioni nascono e si affermano prima di tutto in interiore homine. Dentro ciascuno di noi.
Dal numero 43 di Segn@libro, la newsletter della Biblioteca/Archivio storico delle Acli

L’impoverimento italiano fotografato dall’Eurispes
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
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